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AUTONOMIA SCOLASTICA

Lo stage come strumento di orientamento alle scelte future

di Giuseppina Casto

Lo studente di un liceo può verificare sul campo competenze e capacità acquisite, oltre che conoscere e sperimentare i punti forti e quelli deboli dell’attività lavorativa e professionale che intenderebbe esercitare nel futuro?

Il “Progetto Stage” al liceo scientifico di Busto Arsizio è nato per rispondere a questa e ad alcune altre domande sorte lo scorso anno scolastico, quando mi è stato proposto di candidarmi come funzione obiettivo dell’area stage. La proposta mi è parsa interessante anche perché prevedeva la collaborazione con la referente del “Soroptimist Ticino Olona”1 che, in qualità di sponsor,  si sarebbe occupata della ricerca di disponibilità da parte di alcune aziende della zona e dell’aspetto assicurativo, infatti l’obiettivo era quello di far crescere il numero degli alunni che avrebbero partecipato ad una attività simile già svolta negli anni precedenti.

Alcuni degli altri interrogativi a cui il progetto doveva rispondere erano: che novità inventarsi per aumentare il numero degli stagisti che nell’anno scolastico 2000/01 era stato di 32 su 8 classi quarte, in un istituto che non ha come sbocco immediato l’inserimento nel mondo del lavoro? come possono essere spese le competenze e le conoscenze di uno studente liceale, visto che non consistono nel saper compilare una fattura, nel redigere un ordine, nell’ usare la partita doppia? che cosa proporre per motivare alla partecipazione e per fornire gli strumenti di base necessari non solo per il buon esito dello stage, ma anche per l’orientamento alla scelta della facoltà universitaria o di un corso post diploma ?

 

Gli obiettivi del “progetto stage”

Da una prima raccolta e valutazione delle informazioni sono emersi questi obiettivi prioritari:

l conoscere una realtà diversa da quella scolastica, soprattutto per sperimentare l’interazione ed il confronto tra scuola e realtà aziendale;

l consolidare l’autostima, l’autocontrollo e la capacità di gestire situazioni nuove;

l potenziare la riflessione sul proprio percorso formativo ai fini delle scelte future;

l consolidare la capacità di autovalutazione delle proprie competenze per progettare successivamente percorsi di potenziamento autonomi.

 

Le fasi di attuazione

La prima fase, da svolgersi entro marzo, è stata costituita da un pacchetto di 8 ore progettato per fornire agli studenti informazioni su: i vari tipi di lavoro (a tempo indeterminato e in affitto), le nuove professioni relative all’informatica e all’ambiente, gli strumenti per riuscire a compilare correttamente un curriculum vitae cartaceo e on line, quelli per decodificare un’inserzione, un’offerta di formazione, la partecipazione ad un concorso pubblico, le modalità per proporre una propria candidatura e per gestire correttamente un colloquio di selezione.

La seconda, da attivarsi entro luglio, ha previsto l’individuazione delle realtà lavorative, pubbliche e private, a cui chiedere la collaborazione in base alle esigenze degli alunni, la gestione insieme ad un collaboratore amministrativo dell’aspetto burocratico dello stage della durata di tre settimane circa, la definizione, in base alle competenze dichiarate e testate, del progetto formativo di ogni alunno in collaborazione con il tutor aziendale e, infine, il controllo ed il monitoraggio dell’attività.

In particolare, è stato anche necessario rinnovare il “portfolio” delle aziende partner per inserire realtà lavorative quali studi di avvocati, ambulatori veterinari e librerie, indubbiamente più rispondenti agli orientamenti di studio e di professione futura di alcuni studenti.

 

Il gruppo di progetto

A questo punto bisognava individuare le risorse ed organizzare il tutto in collaborazione con i coordinatori di classe, con cui era indispensabile mantenere costanti contatti per facilitare e mirare adeguatamente la scelta dell’abbinamento studente – azienda. Inoltre è emerso che un punto di forza del progetto doveva essere quello di far sperimentare agli studenti se avevano la “stoffa” per l’attività scelta e se le competenze acquisite erano spendibili. È nato così un gruppo di progetto - composto dai coordinatori dei vari consigli di classe, da un’esperta in colloqui per la selezione del personale e da altri due docenti - che ha gestito i tre sottogruppi di studenti che hanno aderito alla prima fase. È stato così possibile calibrare la scelta dell’azienda in base alle aspettative dello studente ed al suo desiderio di conoscere una particolare realtà lavorativa o libera professione. Per riuscire nell’intento ho dovuto predisporre due schede di rilevazione che sono state distribuite ai ragazzi ho effettuato anche un’attività di sportello informativo di 10 ore.

 

L’esperienza

Dal 10 giugno i 48 studenti che hanno aderito al progetto hanno cominciato a vivere l’esperienza che li ha visti impegnati generalmente per tre settimane. In questo periodo ho incontrato e contattato tutor aziendali e stagisti e quasi sempre ho avuto il riscontro dell’entusiasmo degli studenti come quando, come nel caso delle ragazze ospitate presso degli studi di avvocati, hanno potuto partecipare ad udienze in tribunale. Ho constatato la grande disponibilità e competenza dei tutor aziendali, che spesso mi hanno dichiarato il loro apprezzamento per il progetto che può consentire ad uno studente di non scegliere una professione solo in base al “sentito dire”. Questa fase si è conclusa con una relazione presentata, secondo uno schema fornito dal “Soroptimist”, da tutti gli stagisti; ciò ha permesso di verificare i punti forti del progetto e quelli deboli oltre che di certificare l’attività attribuendo un credito da utilizzare alla fine dell’ultimo anno scolastico.

Spesso gli studenti hanno anche proposto dei suggerimenti per migliorare il progetto, come, ad esempio, quello di prolungare lo stage da tre a quattro o cinque settimane.

A fine settembre, dopo aver contattato tutti i coordinatori, ho potuto verificare che la partecipazione al progetto ha rinforzato la motivazione allo studio, consolidato le scelte future e aiutato i più timidi ed introversi a migliorare le competenze comunicative.

Quest’anno il progetto si ripete, anche per verificare se i punti di forza emersi possono essere migliorati e potenziati, nell’ottica di offrire agli studenti un’opportunità in più, grazie all’attuazione di un’esperienza di realtà.

I punti di attenzione, sono: sul versante degli studenti, il potenziamento nell’uso delle competenze comunicative ed operative in ambito extrascolastico e l’orientamento mirato alla scelta futura, personale e professionale; sul versante dell’istituzione scolastica, il consolidamento del raccordo tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione e le opportunità offerte dalla collaborazione con uno sponsor.

 

1 Il “Soroptimist Ticino Olona” è un club di servizio, strettamente collegato al Rotary Club, che ha lo scopo di difendere le condizioni della donna nella realtà lavorativa e, in generale, nella società e di favorire iniziative di formazione professionale e di inserimento nel mondo del lavoro.