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INTERVISTA

La valutazione del sistema scolastico e i progetti Pilota

Intervista all'ispettrice Anna Maria Gilberti
a cura di Vittoria Bellini

Ispettrice Gilberti, quale valenza può assumere oggi la parola “valutazione“ nel contesto scolastico dell’autonomia? Quale può essere la funzione della direzione regionale nel favorire azioni di supporto e di diffusione della cultura della valutazione?

Il termine valutazione ha una semantica semplice, complicata nell'arco del tempo per i costrutti teorici delle varie scuole di pensiero che si sono sovrapposti e per la complicazione che si può determinare se si sovrappongono piani diversi. Mi riferisco, ad esempio, al sovrapporre il piano della cosiddetta valutazione interna di una scuola, con quello dell'accreditamento di una agenzia formativa a quello della certificazione di un soggetto erogatore di un servizio di formazione in base alla Norma ISO 9000:2000. piani caratterizzati dal soggetto responsabile dell'azione valutativa e dei poteri connessi a tale azione.

Sempre in generale e, a maggior ragione per la scuola dell'autonomia, la valutazione è fondamentale per fornire elementi di giudizio all'organo decisorio. La necessità di attivare azioni di pilotaggio per garantire l’azione di coordinamento, di supporto e di perequazione comporta il coinvolgimento di vari livelli del sistema, da quello della singola scuola alla Direzione Generale dell'USR (Ufficio Scolastico Regionale) al MIUR.

Ciò tanto più in periodi di transizione come questo, in cui gli ambiti di autonomia effettiva della scuola sono ridotti e, inoltre, a tutti i livelli si deve tener conto del vincolo della disponibilità di risorse finanziarie ed umane.

Si consideri, ad esempio, una situazione che è presente nella quotidianità dell'esperienza scolastica: a fronte di una data disponibilità finanziaria, diventano alternative le scelte di finanziare l'acquisto di due computer, per sostituzione di apparecchi obsoleti, oppure quella di fornire contributo a n studenti per un viaggio di istruzione, o rimborsare le spese di trasporto a 2n studenti per la partecipazione ad un corso esterno.

Su quali dati si può basare la decisione?

A livello di Direzione Generale, in attesa del regolamento di ristrutturazione del MIUR e dei decreti di organizzazione delle Direzioni Generali che delineeranno l’entità di decentramento territoriale e le priorità di funzioni e compiti, dopo momenti di sperimentazione e riflessione sulle opportunità e sulle risorse disponibili. Si rafforza la linea dello sviluppo regionale di progetti nazionali e si pensa al coordinamento territoriale con il censimento e la valorizzazione delle buone pratiche valutative, a partire dalla promozione di situazioni di confronto tra i soggetti che a livello regionale sono impegnati in azioni valutative (scuole, reti, associazioni, soggetti istituzionali e non) al fine di poter restituire alla scuola una raffigurazione delle “qualità” e degli strumenti contestualizzati.

In prospettiva c'è la costituzione di un Forum regionale sulla valutazione, inteso come comunità di pratica, per rispondere all’esigenza di mettere in relazione domanda di valutazione (più o meno esplicita) ed offerta pubblica o privata (anche in funzione di stimolo della domanda esplicita), nell’attesa di un'organizzazione più puntuale dei decentramenti e delle decentralizzazioni delle istituzioni.

Un Sistema ha bisogno di controllare la proprie attività e la collaborazione tra soggetti è la scelta strategica di base: è questo un assunto irrinunciabile.

Un contributo per le scuole è stato l'allestimento sul sito della Direzione Regionale delle pagine specifiche ( http://www.istruzione.lombardia.it/uffici/areab/docu.htm ) inerenti la problematica della valutazione si trovano la normativa, atti di seminari, sintesi teoriche, richiami ad esperienze delle scuole e a progetti in corso; alcuni Link permettono la connessione con siti utili per approfondire la tematica.

Qual è la strategia del “Progetto Pilota 2”? Quali gli aspetti di evoluzione in continuità con il “Progetto Pilota 1”?

Il Progetto Pilota è stato avviato in fase sperimentale nel precedente anno scolastico per studiare la fattibilità e le condizioni favorevoli per realizzare un sistema nazionale di valutazione del servizio scolastico. In sintesi lo scopo è la sperimentazione della macchina organizzativa per rilevare le “caratteristiche organizzative e funzionali delle istituzioni scolastiche“ A seguito delle pressanti richieste delle scuole sono state rese disponibili le elaborazioni dei risultati (www.invalsi.it alla voce Progetto Pilota 1) che hanno, però, solo il significato di “fotografia” di risultati di apprendimento all'ora X; non possono essere utilizzate per alcun tipo di inferenze valutative, non essendoci né dati di ingresso né di contorno sufficientemente dettagliati.

Quest'anno nella seconda edizione, sempre sperimentale, è stato approfondito lo strumento del Questionario on line sulle attività della scuola, si è allargato lo spettro degli ambiti di verifica degli apprendimenti con estensione alle scienze, si è intensificato il numero di scuole che effettuano la somministrazione informatizzata delle prove, è stato individuato un campione nazionale per la somministrazione cartacea e per la Lombardia, su richiesta della direzione generale, anche un campione regionale.

Che cosa significa in concreto “valutare gli apprendimenti”? qual è la ricaduta prevista  per le scuole dell’autonomia?

Significa assegnare giudizio sulla base di risultato di misura con riferimento ad uno standard. In pratica  ciò comporta che nella prospettiva di definire gli standard e il compito assegnato, l'INValSI della valutazione nazionale degli apprendimenti, la scuola della valutazione periodica, la scuola e l'impresa della valutazione in ambito di alternanza scuola lavoro. La scuola può attivare azioni di confronto al suo interno per effettuare prove significative che accertino non solo l'acquisizione di conoscenze, ma la messa in pratica di competenze; effettuare un continuo esercizio di prefigurazione di percorsi formativi in funzione di competenze; attrezzarsi di strumenti di riconoscimento delle stesse; organizzarsi per la trasparenza delle strategie che mette in atto per tale funzione.

La ricaduta del Progetto Pilota, se a questo si fa riferimento nella domanda, è la progettazione di “una macchina organizzativa efficace ed efficiente” che sia in grado di fornire dati periodici (tali da costituire serie storica) sullo stato della scuola italiana e alla singola scuola la possibilità di confrontarsi con altre realtà rispetto a parametri comuni avendo presente le proprie peculiarità.

Lei che è una “esperta della valutazione”, quali azioni consiglierebbe di intraprendere comunque alle istituzioni scolastiche della regione?

Sarebbe utile ripercorrere le tappe fondamentali che la scuola ha percorso in ambito di competenze valutative:

il 1969 con il nuovo Esame sperimentale di Stato e con la valutazione in itinere della prima attuazione sperimentale del biennio superiore degli istituti professionali;

il 1974 con lo studio sulla valutazione di competenze in corrispondenza ai moduli della formazione professionale regionale;

  • il 1981 con l’approccio al modello di autoanalisi di Hopkins;

  • il 1982-84 con la ricerca sulla valutazione esperienze alternanza scuola -lavoro;

  • il 1990 con i progetti di autovalutazione delle scuole e con il Nuovo Esame di qualifica professionale;

  • il 1992 con il prototipo del progetto Qualità;

  • il 1994 con i monitoraggi degli insegnamenti di matematica e fisica nei bienni degli istituti professionali;

  • il 1997 con il nuovo Esame di Stato e con la prima certificazione ISO 9002 di una scuola;

  • il 1998 con il primo monitoraggio biennio dell’autonomia progetto 2002;

  • il 1999 con la certificazione delle competenze connesse con l’obbligo scolastico e formativo;

  • il 2002 con il Progetto Pilota 1.

Le tappe citate sono solo alcune assunte come riferimento di esperienza personale diretta, ma si dovrebbero citare anche l’esame della scuola elementare, quello della scuola media e relative schede, la valutazione degli handicappati ed altre altrettanto significative.

Ma se mi soffermo a pensare alla scuola x o y che incontro, scuola magari sconosciuta, individuo una moltitudine di esperienze valutative forti nella loro semplicità e colgo il senso di ciò che si è evoluto. Intanto meno citazioni di dotti, ma più pratica consapevole, più consapevolezza di necessità di acquisire informazione e di perseguire trasparenza e indipendenza dal singolo soggetto valutatore nel risultato.

Credo che si dovrebbe chiedere a chi ha più praticato valutazione di fare tesoro dei propri errori riconosciuti, dei limiti incontrati, dell’esigenza di ridurre gli sforzi; in poche parole di contribuire per semplificare il problema non per fornire alle scuole consulenze, seppur importanti, che durano tempi lunghissimi ai quali resiste, seppur con profitto, un esigua percentuale di docenti, ma, invece, contribuire a creare un clima valutativo attento alle esigenze dell’usufruitore del servizio formativo erogato.

Lo studente e la studentessa che in questo momento segue la lezione x con il docente y nella scuola z ha ben presente chi sono x, y, z quanto dura la lezione e che cosa costa personalmente, si rivolge nella segreteria w per il documento n, sostiene l’interrogazione m, attende il risultato del compito in classe s,…..non ha tempo di aspettare che la scuola termini il percorso di aggiornamento su tutto ciò che qualcuno ha assemblato dal..19XX, ha bisogno di un servizio il più produttivo possibile subito, deve poter riconoscere ciò che sa, su che cosa può contare, almeno intuire quanto non sa, comprendere di quali competenze non può fare a meno...

Pertanto la scuola, mentre non rinuncia ad attrezzarsi sempre meglio di proprie competenze valutative, generalizzate al maggior numero di operatori, non rinvia al dopo, mantiene attiva la propria valutazione interna a partire da ciò che sa fare, anche da pochi elementi che ritiene utili, gestendo pure l’ansia di comprendere che non saranno forse i prioritari ma sono funzionali per tenere il controllo del processo di valutazione.

Non solo è importante che nelle singole scuole si avvii il processo per una buona riuscita del PP2, è altrettanto significativo che si creino le condizioni per costituire gruppi di lavoro che mantengano una certa stabilità e siano disponibili a collaborare anche in momenti successivi con l’Ufficio Regionale sul tema della valutazione del sistema scolastico.

L’attività di riflessione promossa  dall’istituzione scolastica intende valorizzare l’esperienza e le competenze presenti attraverso una compartecipazione di tutti gli attori (famiglie, studenti, docenti, personale, direttivi e dirigenti) alla valutazione interna, per confrontarsi rispetto a

  • le idee di scuola “buona”

  • un modello concettuale di riferimento

con il compito di definire:

  1. un quadro generale della propria situazione;

  2. aspetti da approfondire e spunti per interventi migliorativi.