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Divertissement

Luigi Calcerano, Per uccidere Cecilia, Bonaccorso, 2005

 a cura di Lucia Frigerio


Da “un poco burocratico dirigente ministeriale”1 del Miur, riceviamo, e molto volentieri raccogliamo, la proposta di segnalare ai lettori PRAGMA il suo ultimo romanzo giallo. Alcuni di noi conoscono questa seconda “identità segreta” di Luigi Calcerano, e sarà sicuramente gradita sorpresa per gli altri scoprire che qualcosa di genialmente frizzante nasce miracolosamente anche dagli uffici più grigi e polverosi della nostra lontana ed evanescente galassia ministeriale.
Ascrivibile al vasto e fortunato genere della lettura poliziesca, Per uccidere Cecilia è in realtà un ottimo esempio di “fusion” — come si ama dire oggi — perché, avverte Carlo Lucarelli nella prefazione, ci troviamo “in bilico tra i generi, con appassionanti colpi di scena, una trama spiazzante, una storia d’amore incomprensibile, romantica tenera e morbosa, un affascinante ma inattendibile narratore (…) Dopo tanti inaspettati capovolgimenti di situazioni e di sospetti il lettore di sesso maschile rischia di trovarsi come l’unico colpevole e la lettrice, spiando Cecilia, di scoprire di se stessa qualcosa che non conosceva perfettamente.”2
Con questa prima suggestione la redazione desidera anche incoraggiare i molti (è cosa certa) operatori della scuola, che posseggono un’affascinante doppia identità.

 


1 Sono parole tratte dall’introduzione al romanzo, scritta da Carlo Lucarelli.

2 I-bidem.