|
||||
|
|
||||
In gruppo alla ricerca della norma giuridicadi Emma Brumana* Una nuova idea di apprendimento Il problema che è alla base dell’intero discorso pedagogico è l’obiettivo che la formazione scolastica deve avere. Il prodotto dell’insegnamento deve essere il livello di abilità raggiunto o, piuttosto, un determinato modo di essere? In altri termini: cos’è l’apprendimento? A lungo esso è stato considerato un progressivo accumulo di saperi, una crescita di conoscenze in termini quantitativi: tanto maggiore è la quantità di nozioni che il soggetto immagazzina, una a fianco all’altra, tanto più grande è il suo bagaglio culturale. Metodo di preparazione ideale, questo, per la partecipazione ad un quiz: più informazioni memorizzo, più possibilità avrò di conquistare la vittoria. Ma, quanto è importante avere un’informazione nuova se questo “sapere in più” non mi porta a rivedere e ripensare le mie precedenti convinzioni? Oggi è sempre più diffusa l’idea di una mente reticolare dove le diverse conoscenze si integrano e nella quale, dunque, l’introduzione di un nuovo elemento determina un riadattamento dell’intera struttura. Potrà, allora, definirsi significativo, un processo di apprendimento che porta ad una efficace ristrutturazione dei saperi precedenti e, quindi, ad una revisione dei propri “frames” mentali. La conoscenza, cioè, genera nuovi saperi se il soggetto in formazione diventa in grado di agganciare le nuove conoscenze alla propria rete concettuale(1), modificando gli schemi precedenti. Il costruttivismo, dunque, pone il soggetto che apprende al centro del processo formativo (“learning centered”). In alternativa ad un approccio educativo basato sulla centralità dell’insegnante (“teaching centered”) quale depositario indiscusso di un sapere universale, astratto e indipendente dal contesto di riferimento. Questa corrente di pensiero sostiene che la conoscenza è il prodotto di una costruzione attiva da parte del soggetto ed è strettamente collegata alla situazione concreta in cui avviene l’apprendimento. L’apprendimento è, in tale contesto, tanto più efficace quanto più esso si realizza attraverso la partecipazione del gruppo: un’attività di tipo collaborativo rafforza il legame tra l’astrattezza dei concetti e l’esperienza concreta mediante lo scambio di idee e la condivisione di competenze, favorendo la trasformazione delle informazioni provenienti dall’esterno in conoscenza personale. Per Bruner(2) l’apprendimento “è, tra l’altro, un processo interattivo in cui le persone imparano l’una dall’altra, e non solo attraverso il narrare e il mostrare; è nella natura delle culture umane formare comunità in cui l’apprendimento è frutto di uno scambio reciproco”. Di conseguenza l’aspetto affettivo/ relazionale/emotivo diventa importante quanto quello cognitivo. Le relazioni fra compagni e con gli insegnanti sono fondamentali per suscitare e mantenere la motivazione ad apprendere. Inoltre, secondo la teoria delle “zone di sviluppo prossimale” (Vigotskij 1990) ogni individuo possiede potenzialità cognitive latenti che solo nell’interazione con altri si possono esprimere. L’attività di gruppo può diventare elemento forte in questo processo. Negli ultimi anni l’apprendimento cooperativo, noto come “cooperative learning”, è diventato in molti paesi un importante approccio metodologico. Numerosi studi hanno dimostrato che con esso gli studenti ottengono risultati scolastici più elevati, più alti livelli di autostima, maggiori competenze sociali, una più approfondita acquisizione di contenuti e abilità(3). Lo studio della norma giuridica La seguente proposta didattica, relativa allo studio della norma giuridica e rivolta ad una classe prima, si avvale, in un’ottica costruttivista, di metodi e strumenti tra loro volutamente diversi nel tentativo di individuare un’alternanza che potenzi, stimoli e faciliti un apprendimento significativo da parte di ogni studente. Per questi ultimi il diritto costituisce una materia “nuova” mai incontrata nel corso delle scuole medie inferiori se non in via indiretta, ma solo per alcuni aspetti, attraverso lo studio della così detta “educazione civica”. Tuttavia, l’oggetto del diritto fa comunque parte degli schemi mentali degli adolescenti, in forma semplicistica, stereotipata e ingenua, mediata dal contesto sociale di appartenenza e dai mezzi di comunicazione di massa. Una delle competenze base che lo studente dovrà acquisire sarà proprio la capacità di saper ricostruire i propri saperi in modo critico, rivedendoli e innestando su di essi le nuove conoscenze disciplinari. “Se io dovessi condensare in un unico principio l’intera psicologia dell’educazione direi che il fattore più importante che influenza l’apprendimento sono le conoscenze che lo studente già possiede. Accertatele e comportatevi in conformità nel vostro insegnamento”(4). Per guidare i ragazzi all’acquisizione di alcuni concetti “chiave” quali:
si è ritenuto corretto prendere le mosse dal contesto quotidiano nel quale essi vivono. Ciò al fine di evitare la mera trasmissione di “formule preconfezionate” e, dunque, per contestualizzare l’argomento oggetto di analisi. Le fasi dell’attività didattica Lo studio dell’argomento ha inizio con una sorta di “brainstorming” sul concetto di norma (v. all. n. 1)(5) al fine di far emergere le rappresentazioni mentali dei ragazzi. È uno strumento utile in quanto, attraverso un processo di associazioni libere, le idee si stimolano reciprocamente e si contaminano. Grazie ad esso gli studenti giungono, aiutati dal docente, alla formulazione del concetto di “norma” come regola di condotta. In un secondo momento, l’insegnante somministra ad ogni studente un questionario (v. all. n. 2) per la rilevazione dei “saperi ingenui”. Per ciascuno dei cinque contesti indicati (famiglia, strada, scuola, casa di amici e autobus), egli deve scrivere tre norme che ritiene vigenti negli stessi e la motivazione del loro rispetto scegliendo tra due opzioni:
Tale questionario costituisce lo “stimolo” per la realizzazione, a livello di classe, di un cartellone di sintesi(v. all. n. 3). Iniziando dal contesto “famiglia” ogni ragazzo a turno scrive alla lavagna le tre regole individuate e la relativa motivazione. Sul cartellone vengono riportate le tre regole risultate prevalenti in ciascun ambito. Ipotizziamo un risultato di questo tipo: AUTOBUS:
Dal lavoro realizzato emergerà che alla base di una convivenza ordinata esiste un numero più o meno elevato di regole di condotta, denominate norme sociali. Esse sono di vario tipo: religiose, morali, etiche, giuridiche. I concetti vengono ripresi al termine della lezione mediante un lucido riassuntivo presentato dal docente (v. all. n. 4). A questo punto sorge, però, il problema di capire la motivazione che ha portato alla nascita delle norme ed il contesto in cui ciò è avvenuto. Il gioco didattico “Un sogno strano”6 stimola la fantasia degli studenti portandoli ad ipotizzare un “mondo senza regole”. Esso si compone di due parti: - il compito individuale a casa (v. all. n. 5) che consiste nel redigere un breve testo dal quale emergano caratteristiche e conseguenze del mondo ipotizzato; - il lavoro a gruppi in aula (v. all. n. 6) nel quale ciascun gruppo analizza gli elaborati dei suoi componenti e giunge a realizzare un unico prodotto finale su lucido o cartellone. Un aspetto fondamentale è quello relativo alla formazione dei gruppi: dimensioni: 4 studenti composizione: poiché siamo all’inizio dell’anno e il grado di conoscenza reciproca studenti/docente è basso, la procedura scelta è quella casuale. Questo il criterio: il docente distribuisce ad ogni ragazzo un biglietto sul quale è riportata una norma o una sanzione. Ipotizzando una classe di sedici formiamo quattro gruppi: tre gruppi saranno formati da quattro ragazzi le cui norme appartengono alla stessa categoria, uno dai quattro studenti aventi, invece, una sanzione. Concretizzando: 1° gruppo “Norme religiose”:
2° gruppo “Norme di correttezza”
3° gruppo “Norme giurudiche”
4° gruppo “Sanzioni”
I lavori prodotti da ciascun gruppo vengono presentati alla classe. I concetti vengono ripresi al termine della lezione mediante un lucido riassuntivo presentato dal docente (v. all. n. 7). Capire le caratteristiche specifiche della norma giuridica (coattività, generalità, astrattezza) è, sicuramente, l’aspetto “più difficile” per i ragazzi perché è meno immediato riuscire a rapportarle a rappresentazioni concrete ed empiriche. È utile far costruire agli stessi studenti una struttura normativa coerente con una problematica a loro particolarmente vicina: la regolamentazione dell’area parcheggio all’interno dell’istituto scolastico (v. all. n. 8). Il lavoro si svolge utilizzando gli stessi gruppi del gioco didattico, ma con una differenza fondamentale: in questo caso il prodotto finale scaturisce dall’unione di quattro “pezzi”, ognuno realizzato individualmente da un componente. Dunque, in tale lavoro il gruppo agisce secondo quella che Diaper e Sanger definiscono una “strategia parallela”, mentre nel gioco didattico si trattava di una “strategia di reciprocità”. I lavori prodotti vengono presentati dalla classe, la quale dopo averli discussi, li vota. A questo punto il docente, avvalendosi di un lucido (v. all. n. 9), illustra le caratteristiche della norma giuridica aiutando i ragazzi a individuarle in una delle norme da essi creata. Entrambi i lavori a gruppi sono oggetto di attento monitoraggio da parte del docente per valutare le attitudini degli studenti in termini di apprendimento scolastico e di uso appropriato delle abilità interpersonali. Per i due lavori viene usata la scheda di valutazione allegata (v. all. n. 10). Inoltre, ogni ragazzo attua il proprio automonitoraggio, al fine di verificare la frequenza e l’efficacia con cui ha applicato le proprie abilità e realizzato quanto richiesto, usando la scheda allegata (v. all. n. 11). l Per ciò che concerne la valutazione essa è continua e capillare avendo ad oggetto sia i lavori individuali che quelli di gruppo. Inoltre, al termine dell’unità didattica la verifica delle conoscenze acquisite è attuata mediante un “frame” cognitivo (v. all. n. 12).
* docente abilitato all’insegnamento di materie giuridiche presso SSIS dell’ Università Bicocca di Milano NOTE 2 J. Bruner, in Insegnare diritto ed economia (a cura di) G. Bacceli, La Nuova Italia, Milano, 2000. 3 A. Varani, Lavorare in team, in T. Lodrini (a cura di) Didattica costruttivista e multimedia, F. Angeli, Milano 2002 4 D. P. Ausubel, in Insegnare diritto ed economia (a cura di) G. Bacceli, La Nuova Italia, MI, 2000. 5 Questo allegato, come i successivi, è reperibile nel sito della rivista http://www.rivistapragma.it al link “materiali”. 6 Elaborato dall’autrice dell’articolo. Bibliografia G. Bacceli, Insegnare diritto ed economia, La Nuova Italia, Milano, 2000 D.
W. Johnson, R. T.Johnson, E. J. Holubec, Apprendimento cooperativo in classe, Erickson, Trento, 1994 J. D. Novak, L’apprendimento significativo, Erickson, Trento, 2001 A. Varani, La formazione dei docenti: il ruolo dell’e-learning, in Magellano, n.11 giugno 2002 L. S. Vygotskij, Pensiero e linguaggio, Laterza, Roma-Bari, 1990
PROPOSTA DIDATTICA CLASSE PRIMA MODULO I: 1. La norma giuridica 2. I rami del diritto 3. Le fonti del diritto 4. Il rapporto giuridico e i suoi elementi PREREQUISITI n saper leggere un testo e comprenderne il significato n saper comporre un testo CONTENUTI n definizione di norma n le norme sociali e le norme giuridiche n il fondamento storico del diritto n i caratteri delle norme giuridiche OBIETTIVI COGNITIVI n conoscere il concetto di norma giuridica n conoscere il contesto storico/economico in cui è sorta n conoscere le differenze tra norme giuridiche e quelle sociali n approfondire i caratteri della norma giuridica OBIETTIVI operativi n saper distinguere, in un insieme di norme, quelle sociali e quelle giuridiche n saperne individuare esempi concreti n saper lavorare in gruppo strumenti n ibro di testo n lavagna luminosa n cartellone n materiale di cancelleria metodologie didattiche n Brainstorming n Gioco didattico n Lavoro di gruppo n Lezione partecipata n Frame cognitivo tempi n 6 ore (50 minuti ciascuna) spazi n classe collegamenti interdisciplinari n storia n italiano strumenti di verifica n valutazione lavori individuali n valutazione lavori di gruppo n monitoraggio n frame cognitivo
suddivisione temporale del lavoro 1° ora: – brainstorming (v. all. n. 1) – questionario di rilevazione dei saperi spontanei “La norma” (v. all. n. 2) 2° ora: – realizzazione a livello di gruppo classe del cartellone “La norma” sulla base di quanto emerso dai questionari individuali (v. all. n. 3) – sistematizzazione dei concetti acquisiti da parte dell’insegnante (v. all. n. 4) – assegnazione del compito a casa propedeutico al gioco didattico “Un sogno strano…” (v. all. n.5) 3° ora: – gioco didattico “Un sogno strano…” (v. all. n. 6) – sistematizzazione dei concetti acquisiti da parte dell’insegnante (v. all. n. 7) 4° ora: – lavoro di gruppo “Il regolamento del nostro parcheggio” (v. all. n. 8) – condivisione dei lavori nell’intergruppo e votazione degli stessi 5° ora: – lezione partecipata “I caratteri della norma giuridica” (v. all. n. 9) 6° ora: – frame (v. all. n. 10) 6 Elaborato dall’autrice dell’articolo.
|
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
|||