Insegnare Musica nei Professionali
Il
curricolo di studi degli Operatori sociali e la funzione di Educazione
musicale
di Andrea Paolucci*
Nel corso di studi
dell’indirizzo per operatori sociali dell’Istituto professionale è
previsto l’insegnamento della Musica. La presenza, nel curricolo,
anche di un’ora settimanale di compresenza di Educazione musicale con
l’insegnamento di Metodologie operative ci aiuta a chiarire subito lo
spirito con il quale l’arte dei suoni ha potuto avere accesso
nell’istruzione professionale: fornire una formazione musicale di base
da potere spendere in situazioni lavorative nel campo del sociale. Un
obiettivo importante e davvero condivisibile, ma che appare in realtà
poco realizzabile, sia per lo scarso spazio che la musica occupa nel
curricolo complessivo dell’indirizzo di studi - tre ore settimanali
(di cui una in compresenza) solo nella prima classe1 – sia per la
natura del programma ministeriale: una giustapposizione poco organica di
contenuti, espressi in modo sbrigativo e non molto preciso2 .
Nonostante queste iniziali
obiezioni di fondo, occorre tenere presenti almeno tre aspetti positivi:
l è presente in un
segmento dell’istruzione professionale una disciplina che ancora oggi
è afferente alla direzione classica e questo significa che
l’Educazione musicale, pur essendo materia di indirizzo, non ha, nella
tradizione della scuola italiana, una diretta ed esclusiva connotazione
professionale; allo stesso tempo, però, la compresenza con la materia
Metodologie operative ne evidenzia anche una forte dimensione operativa;
l la presenza
dell’educazione musicale nella fase iniziale del percorso di studi
sembra anche volere annoverare questa disciplina tra le materie che
costituiscono elemento di continuità con la scuola media. In altre
parole: l’anno iniziale di educazione musicale può essere considerato
anche un completamento del ciclo di formazione musicale di base iniziato
nella scuola dell’obbligo; fino all’anno scorso, questo punto di
vista aveva anche una legittimazione legislativa, essendo l’obbligo
scolastico esteso anche al primo anno di istruzione secondaria di
secondo grado;
l l’indirizzo per
operatori sociali è, insieme a quello socio-psico-pedagogico e delle
scienze sociali (questi ultimi eredità dell’ormai abolito Istituto
magistrale), uno dei pochissimi indirizzi di scuola superiore3 dove è
previsto l’insegnamento curricolare di una materia, la Musica, di cui
oggi più che mai è sentita la mancanza sul piano educativo: basta
osservare le numerose iniziative che le scuole, nella loro autonomia,
adottano in questo campo.
Possiamo in sintesi
affermare che nell’indirizzo per operatori sociali dell’Istituto
professionale l’Educazione musicale ha la funzione di promuovere:
l l’accoglienza,
l’orientamento e la continuità con la scuola media;
l il completamento della
formazione musicale di base attraverso il consolidamento delle
competenze disciplinari e delle capacità di pensiero trasversali;
l il potenziamento della
formazione culturale generale specifica del segmento dell’istruzione
secondaria di secondo grado;
l l’acquisizione di
competenze professionalizzanti di natura metodologico – operativa;
l l’educazione affettiva
e relazionale dell’adolescente attraverso il decentramento e la messa
in forma simbolica delle componenti affettive ed emozionali.
È evidente che gli spazi
orari e le note di programma previsti dal Ministero non consentono di
mettere in atto tutte le potenzialità educative della disciplina. È
però possibile, sfruttando le capacità progettuali di una scuola e le
opportunità offerte dall’autonomia scolastica, operare opportune
scelte che consentano di allargare gli “spazi musicali” in strutture
organizzative integrate. In questo modo, sarà possibile valorizzare la
presenza di una disciplina all’interno del proprio istituto.
Le opportunità
dell’autonomia
scolastica
Un modello di struttura
organizzativa integrata è quello che si è creato negli anni presso
l’Istituto professionale di Stato “Paolo Frisi” di Milano, che
sperimenta da diversi anno il Progetto 2002. In questo istituto le
attività di Educazione musicale si svolgono all’interno di
un’organizzazione didattica complessa e flessibile, sia da dal punto
di vista dell’orario degli studenti sia da quello delle attività
didattiche dei docenti. Questi, in sintesi, i tratti salienti.
A. Tempo scuola degli
studenti
L’orario didattico degli
studenti è articolato su diverse tipologie di ore, che si possono così
sintetizzare:
1. curricolare
disciplinare, in orario mattutino: 1 ora settimanale di 50’ destinate
ad attività disciplinari. Per Educazione musicale sono previste:
a) un’ora di attività
frontale;
b) un’ora di compresenza
con la disciplina Metodologie operative;
2. curricolare di
approfondimento, in orario mattutino: 4 ore settimanali di 50’
destinate ad attività di approfondimento stabilite, a seconda dei casi,
dal collegio o dai singoli consigli di classe.
3. recupero dei 10 minuti
dell’unità oraria di lezione in orario mattutino: altre due ore di
50’ inserite nell’orario mattutino e destinate ad attività di
approfondimento, come 2).
4. recupero dei 10 minuti
dell’unità oraria di lezione in orario pomeridiano. Le restanti ore
che gli studenti devono recuperare, sono cumulate su base annua e
vengono destinate, in parte, a tutte le attività stabilite dai consigli
di classe non comprese nei punti precedenti (uscite, visite guidate e
gite oltre l’orario scolastico, corsi di recupero ecc.) e, per la
parte restante, ad attività autonomamente scelte dagli studenti tra
quelle aggiuntive offerte dalla scuola.
N.B. 1 e 2 sono riferiti
ai Piani di studio ministeriali; 3 e 4 all’organizzazione interna
dell’Istituto, nell’ambito della propria autonomia.
B. Flessibilità oraria
dei docenti
Le attività di Educazione
musicale rientranti nelle diverse tipologie orarie, si avvalgono delle
seguenti possibilità:
l orario di cattedra (per
le ore curricolari disciplinari di cui al punto 1;
l riduzione oraria
prevista dal Progetto 2002 per le classi prime (gli studenti hanno due
ore di educazione musicale in orario, ma l’organico viene ipotizzato
sul curricolo del Progetto ‘92, che ne prevede tre; la terza ora viene
utilizzata per le attività di cui ai punti 2, 3, e 4);
l 19ma ora di
insegnamento, per il recupero dei 10 minuti di riduzione dell’unità
oraria di lezione, per le attività di cui ai punti 1, 2 e 3;
l ore a disposizione oltre
al fabbisogno di cattedra per le attività di cui ai punti 2, 3 e 4;
l ore aggiuntive
all’insegnamento (I.D.E.I.).
Tipologie di attività
Sulla base delle
possibilità sopra delineate, sono state progressivamente attivate, nel
corso degli anni, diverse attività musicali. Le attività didattiche
sono:
l di lezione frontale (ora
curricolare A)a), di carattere teorico/analitico; ora curricolare A)b),
parzialmente frontale e parzialmente laboratoriale)
l di natura laboratoriale
(tutte le altre attività). Le attività di carattere laboratoriale
possono essere continuative (con cadenza settimanale) o concentrate in
momenti specifici e variabili secondo le esigenze e le occasioni (in
questo caso se ne riportano le ore complessive durante l’anno).
l di uscita sul territorio
(al mattino o al pomeriggio).
In generale, le attività
sono pensate per un gruppo classe (al di là della partecipazione
individuale o meno alle stesse), perché quelle a libera aggregazione
risultano invece poco frequentate o difficilmente gestibili sul piano
della motivazione e della sollecitazione alla partecipazione. Fa
eccezione il Gruppo Interesse Scala, che raccoglie sempre una numerosa
partecipazione ed è pertanto aperto a tutti gli studenti
dell’Istituto.
La sperimentazione
musicale
Rappresenta un percorso
innovativo all’interno dell’Istruzione professionale ed è
realizzata grazie all’autonomia didattica concessa alle scuole. Essa
mira a potenziare la formazione musicale di alunne ed alunni fornendo
loro le competenze minime per accedere ai corsi di qualifica in
Animazione musicale regionali. Non essendo previsto alcun requisito
iniziale, l’indirizzo musicale è aperto a tutti; destinatari
privilegiati sono, tuttavia, studenti e studentesse che, frequentando
una scuola media ad orientamento musicale o coltivando personali
interessi musicali, scelgono di proseguire gli studi secondari
nell’ambito dell’Istruzione professionale, nel settore dei servizi
alla persona e alla collettività. La sperimentazione utilizza in modo
flessibile e integrato le ore curricolari, quelle di approfondimento, le
ore di recupero pomeridiane e in orario mattutino. Gli studenti iscritti
seguono le varie attività in parte nelle classi di provenienza (lezioni
frontali di carattere teorico/analitico e di carattere
metodologico/operativo nelle ore curricolari), in parte raggruppandosi
(classi aperte in ore di approfondimento), in parte a coppie il
pomeriggio (lezioni di strumento).
L’attività corale
È stata pensata sia come
momento professionalizzante sia di potenziamento delle capacità
esecutive ed espressive. Nella classe prima, durante le ore curricolari
di compresenza con Metodologie operative gli studenti preparano uno
spettacolo su repertorio specifico (canzoni italiane del primo
Novecento, spettacoli teatrali con arie d’operetta, canti popolari, ad
esempio) che poi viene eseguito in strutture comunitarie sul territorio,
divenendo così attività sia di carattere professionalizzante sia di
volontariato. L’attività corale riveste un momento centrale e
fondamentale come:
l laboratorio di cultura,
attraverso la pratica esecutiva e la riflessione storico/culturale su
repertori e generi musicali quali la canzone d’autore, il canto
popolare;
l laboratorio per la
professione, attraverso l’apprendimento di un discreto repertorio
funzionale agli studi intrapresi e la conoscenza dei diversi servizi
presenti sul territorio;
l laboratorio per le
emozioni: attraverso la creazione di momenti socializzanti “forti”
(la pubblica esecuzione dello “spettacolo”) in cui ogni componente
del gruppo acquista la consapevolezza – e la responsabilità – della
propria funzione e di quella degli altri per la riuscita del lavoro
collettivo.
Gruppo Interesse Scala,
“Crescendo in musica”
“La musica nella
didattica”
Sono attività che si
avvalgono delle offerte musicali presenti sul territorio e destinate
specificamente agli studenti delle scuole superiori e completano il
percorso di formazione culturale dei ragazzi attraverso la musica. Nei
primi due casi, vengono organizzate, previa preparazione degli alunni e
delle alunne, uscite mattutine o pomeridiane presso il Teatro degli
Arcimboldi e l’Auditorium di Milano per assistere a rappresentazioni
di opere liriche, balletti, prove aperte di concerti o lezioni –
concerto. Nel terzo caso, è la Provincia di Milano che offre,
all’interno dell’istituto, una lezione-concerto su tematiche
storico/culturali con un’attenzione particolare all’aspetto
comunicativo e didattico.
La preparazione alle
attività di stage
Ha come finalità quella
della preparazione di attività di animazione musicale nei centri presso
cui gli alunni delle classi terze realizzano uno stage. Una volta
terminata l’attività di tirocinio, si procede alla verifica e
correzione dei progetti realizzati e alla loro stesura documentale, per
un loro eventuale, successivo, utilizzo da parte di altri.
Come si può osservare, se
utilizzata con un certo rigore progettuale e organizzativo,
l’autonomia scolastica (che ancora vige!) può offrire molte
possibilità di allargamento degli spazi e delle attività e consentire
così il potenziamento di una disciplina il cui impianto didattico può
conciliare ambito teorico e pratico, formazione culturale e formazione
professionalizzante, attività operativa e riflessione metodologica,
assetto disciplinare e pluridisciplinare, dimensione cognitiva ed
affettiva.
u
* docente al Liceo “C.
Tenca” di Milano,
già
docente all’Ipsscts “P. Frisi”
1 Il quadro orario qui
riportato è riferito al Progetto’92, le ore sono articolate nel modo
seguente: 1 ora + 1 ora in compresenza settimanali nella classe I;
un’ora in compresenza nella classe II. Ad esse va però aggiunta
un’ulteriore ora nella classe I, non inserita nel quadro orario
curricolare, ma da utilizzare per altre attività(di approfondimento,
aggiuntive, ecc.).
2 Si veda, ad esempio,
l’uso decisamente scorretto dell’espressione comune “musica
classica” per indicare il genere colto.
3 All’elenco vanno aggiunti gli indirizzi
professionali per l’artigianato (liuteria) e per il cinema, molto
rari, e alcune specifiche sperimentazioni autonome, ormai quasi del
tutto scomparse.
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