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Didattica e disciplineLIM
Lavagna Interattiva Multimediale
di
Roberto Gagliardi* Di lavagne se ne
sono viste di tutti i colori: nere, verdi, bianche, e sono sempre state,
insieme al libro di testo, il punto di riferimento nella classe, degli
allievi e degli insegnanti. Il luogo dell’azione centrale, in cui si
svolge la comunicazione didattica insegnante-allievi, è costituito,
come una specie di “triangolo delle Bermuda”, dalla cattedra,
dall’insegnante e dalla lavagna. Poi la lavagna, un po’ spiazzata
dall’arrivo del computer, è stata relegata in un angolo, perché
l’attenzione dei ragazzi si era spostata dalla sua superficie di
ardesia a quella fluorescente ed ingannatrice del monitor. Nei
laboratori di informatica o in quelli multimediali, senza molta fantasia
si succedono così schiere di monitor grigio-azzurrini posti per file
come i banchi, o ad “u” lungo le pareti, nelle soluzioni più
avanzate, dimenticando che l’aula nel frattempo è divenuta
laboratorio e che quindi sarebbe più razionale suddividere l’ambiente
in aree specializzate di lavoro. Ora, però, la
tecnologia ci porta un’ultima versione di lavagna: Ma che cos’è
questa lavagna interattiva multimediale? È un pannello
bianco, grande appunto come una lavagna, connesso ad un video proiettore
ed ad un computer. Sul monitor del pc appare quello che si scrive o si
disegna sulla lavagna con un opportuno stilo o, in certi modelli touch
sensitive, con le dita. Attraverso il piano della lavagna si può anche
inviare comandi al computer invece di usare il mouse o Esistono diversi
modelli di LIM, anche con principi di funzionamento differenti, ma le
prestazioni generali e le applicazioni alla fine sono molto simili. Lo stesso modello
può essere utilizzato come una lavagna tradizionale bianca con
pennarelli a secco (Passive Whiteboard). Usando lo stilo elettronico o
un dito (Active Whiteboard) la lavagna “registra”, tramite il
computer, quanto si è scritto e si è disegnato. Ma la modalità più
intrigante e potente, dal punto di vista della presentazione dei
contenuti e della loro rielaborazione, è quella interattiva (Interactive
Whiteboard), vale a dire quella che permette di utilizzare, oltre agli
strumenti specifici della lavagna, altri programmi tipo Office2 e la
navigazione in Internet. In questa modalità il piano della lavagna può
essere inteso come un grande schermo di proiezione, e quanto si
visualizza non è solo da osservare, da leggere o da navigare se è una
pagina web, ma diventa anche manipolabile perché l’utilizzo come
strumento multimediale rende possibile evidenziare i testi, aggiungere
annotazioni, immagini, suoni, filmati, e ritagliare, mediante “i
cattura schermo”, parti dello schermo da analizzare e da riutilizzare.
Le penne possono scrivere in infiniti colori, e lo spessore e la forma
del tratto possono essere regolati secondo le esigenze, è, inoltre,
possibile importare figure da librerie di immagini, o disegnarle al
momento. Tutti questi elementi grafici sono spostabili, ruotabili e
ridimensionabili a piacere sul piano della lavagna mediante lo stilo od
il dito. Datemi un dito e vi disegnerò un mondo! Nel corso delle
lezioni in cui si sono utilizzate le LIM, si è potuto constatare che
gli allievi, stimolati dalle potenzialità e dalla flessibilità dello
strumento, hanno appreso rapidamente il suo uso ed hanno dimostrato una
partecipazione attiva al loro apprendimento ed interesse per gli
argomenti di studio. Collaborando, poi, con entusiasmo tra loro, si sono
aiutati senza temere di sbagliare, rendendosi conto di poter imparare in
modo euristico attraverso la prova e l’errore. Sono stati inoltre
spinti a problematizzare ponendosi la domanda: “che cosa accade
se…?”. L’insegnante
deve essere presente durante tutto il processo d’insegnamento
apprendimento, ma non nella posizione centrale del docente che, davanti
alla lavagna, trasmette contenuti alla classe che sta dall’altra
parte. La zona centrale di azione diventa luogo comune tra allievi e
docente che diventano i soggetti, gli attori dell’apprendimento Si può
riempire la lavagna di disegni e scritte per gioco, se si vuol stimolare
la creatività e la fantasia, ma è soprattutto uno strumento di
apprendimento, una risorsa didattica. L’azione dell’insegnamento
deve essere di conseguenza strutturata, seguire una metodologia precisa
nel proporre i contenuti da apprendere e gli obiettivi da raggiungere,
ma l’apprendimento, per essere significativo e non solo meccanico,
deve avvenire, nell’ambito del luogo di azione, attraverso una
negoziazione dialogica dei contenuti. Il concetto deve essere condiviso
tra insegnante ed allievi in modo da diventare un patrimonio di
conoscenza comune. Non è solo la conoscenza dell’insegnante trasmessa
all’allievo, ma è l’integrazione della conoscenza delle fonti di
riferimento: insegnante, libro di testo, risorse mediatiche, internet e
le esperienze e le conoscenze dell’allievo, che deve avvenire come
attraverso un processo di scoperta e reinvenzione dei significati3. L’utilizzo della
LIM, grazie al tracciamento delle sequenze didattiche, facilita
l’azione educativa, infatti, evidenzia chiaramente le tappe del
processo di insegnamento apprendimento che comporta, secondo la
strategia del problem solving, le fasi cicliche di programmazione
(planning), di attività (acting), di osservazione (monitoring) e di
riflessione (analysing). Quando
l’insegnante espone un argomento alla classe, indipendentemente dalla
materia, non parte da un prodotto finito, come un testo o una figura su
di un libro, ma costruisce l’oggetto dell’apprendimento per fasi,
commentando le sue azioni e giustificando le sue affermazioni. Questo
processo, o almeno parte di esso, il più delle volte sfugge
all’allievo, dato che la sua attenzione, inizialmente, non si fissa
sullo sviluppo del ragionamento, ma sui risultati finali. Tramite questi
può trovare un riscontro, un aggancio con i concetti già presenti
nella sua conoscenza, cioè gli anticipatori cognitivi che già
possiede, che costituiscono dei punti fissi e che gli permettono di
riconoscere il concetto esposto, le sue caratteristiche, i suoi
attributi e di inquadrarlo così in un modello mentale che dà
significato a ciò che sta apprendendo. Se osserva la figura o il testo
del libro considera il risultato finale che dovrà poi smontare nelle
sue parti per ricostruire nella sua mente il ragionamento ed i
significati sottesi. Se invece ha la possibilità di rivedere il film
del processo espositivo, proposto dall’insegnante, può, secondo i
suoi tempi, e le sue conoscenze, non solo ricostruire il ragionamento,
ma riviverlo e farlo proprio. Questa possibilità è offerta dalla LIM
che può registrare una sequenza di azioni e poi riproporla in un
formato video facilmente registrabile ed eseguibile. L’USR per la
Lombardia ha recentemente assunto l’iniziativa “Lavagne Interattive
Multimediali”, organizzando corsi di formazione a livello regionale
sull’impiego delle LIM nella didattica4 per insegnanti delle materie
tecnico-scientifiche (Matematica, Scienze e Tecnologia), della Scuola
secondaria di primo grado. I corsi sono stati articolati in modo da
valorizzazione, in tale area d’apprendimento, la LIM, strumento
versatile, compatibile con un’ampia varietà di approcci didattici,
capace di aggiungere valore dialogico alla comunicazione e funzionale
alla partecipazione della classe in una prospettiva di didattica
laboratoriale. Nell’ambito di
questi corsi, sfruttando le caratteristiche già esposte delle LIM, sono
state realizzate delle applicazioni didattiche che coniugavano le
conoscenze individuali dei docenti partecipanti, l’apporto
collaborativo favorito dal lavoro di gruppo e la potenzialità dello
strumento. Le applicazioni
didattiche dovevano riferirsi ad argomenti definiti nel quadro delle
Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria di primo grado5. Lo
sviluppo della tematica prescelta poteva riguardare una sola classe o le
tre classi dell’intero percorso scolastico di riferimento ed
eventualmente i raccordi con la Scuola primaria e secondaria di secondo
grado. Negli argomenti
trattatati si è fatto ricorso alle potenzialità grafiche della LIM
affrontando facilmente temi che sulla lavagna tradizionale presentano
difficoltà di rappresentazione. Così, sfruttando la possibilità di
utilizzare sfondi tipo carta millimetrata, è stato possibile fare
l’integrazione grafica di un’area a contorni irregolari, con
determinazione dello scarto e la valutazione degli errori della
misurazione. Mediante strumenti come il goniometro e la riga, si sono
rappresentati vettori, di cui si è misurato il modulo, la fase e la
risultante con la regola del parallelogramma. Sfruttando delle java
applet animate, importate da Internet, si sono fatte esperienze di
Fisica sulla risonanza, sulla diffrazione e l’interferenza delle onde
luminose, nonché sulla relazione tra il concetto di Energia, Calore e
Temperatura, introducendo in ogni slide le osservazioni ed i commenti
esplicativi che si sono considerati più opportuni. Di tutte queste
applicazioni è stato tracciato lo sviluppo, memorizzandolo su file o
stampandolo su carta, in modo da essere distribuito agli allievi e
diventare patrimonio comune di conoscenza della classe. La LIM può essere
utilizzata, come è stato descritto, per integrare le lezioni e la
trattazione degli argomenti, oltre al normale materiale del docente,
anche in abbinamento con diversi tipi di software didattico. Per
esempio, per Matematica, i software più utilizzati alle superiori
permettono di risolvere calcoli numerici e simbolici, esercizi di
analisi matematica e fornire rappresentazioni grafiche delle funzioni in
2D e 3D, oppure programmi di geometria descrittiva per visualizzare e
verificare teoremi geometrici e per scoprire le proprietà delle
figure6. Inoltre, per argomenti di Biologia, che richiedono molte
immagini per la spiegazione di fenomeni complessi e la descrizione di
trasformazioni, come i meccanismi di divisione cellulare della Meiosi e
della Mitosi o processi come la Sintesi proteica o la Fotosintesi
clorofilliana, si possono utilizzare, oltre le tecniche di manipolazione
dei testi già citate e l’utilizzo di java applet animate, la
registrazione dell’intero processo, che permette di cogliere la
sequenzialità dell’evoluzione del fenomeno attraverso le varie fasi
studiate. Tutto questo grazie alla versatilità e potenzialità dello strumento, che si auspica venga installato in tutte le aule. *docente all’
Ip “Ferraris-Pacinotti” di Milano 1 Si veda il sito www.forumpa.it/forumpa2004/convegni/relazioni/
505-alessandro-musumeci/505-alessandro-musumeci.pdf, L’innovazione
tecnologica nella scuola, di A. Musumeci. 2 Si fa riferimento
sia a Microsoft Office che ad Open Office o ad altri prodotti simili. 3 Per approfondire
l’argomento si veda Carletti A., Varani A. (2005), Didattica
Costruttivista, dalle teorie alla pratica in classe, Trento, Erickson. 4 Si veda il sito
(www.istruzione.lombardia.it/comunic/comunic05/giu05/cprot10483_05.htm)
per conoscere i particolari dell’iniziativa ed il portale dell’USR
Lombardia www.scuoladigitale.lombardia.it che presenta le diverse
tipologia di lavagna, le offerte ed esempi di esperienze europee di
utilizzo delle lavagne. 5 Si veda
l’Allegato C - Indicazioni Nazionali http://www.istruzione.it/prehome/comunicati/2004/allegati/all_c.doc 6 I software più
comuni sono Derive, Cabri-géomètre, ed il fratello maggiore Mathcad. |
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