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Didattica e discipline
La tavola dei sensi
di Rosa Montesanto*
Errata corrige:
Rosa Montesanto è docente all'IPSAR
"A. Vespucci" di Milano. Ci scusiamo con l'autrice oltre che
con
la dirigente
e i docenti del Liceo artistico "Orsoline di San Carlo" di
Milano
per l'errata indicazione comparsa precedentemente
Quello che qui
viene presentato è un progetto pluridisciplinare realizzato dagli
studenti e dagli insegnanti del Liceo artistico “Orsoline di San
Carlo” e dell’Ipsar “Vespucci” di Milano.
L’dea è partita
dai Dirigenti scolastici delle due scuole che, all’interno di
un’associazione di categoria, avevano deciso di far dialogare e,
forse, far lavorare insieme studenti ed insegnanti di due istituti che,
di primo acchito, non sembrerebbero avere alcun elemento in comune.
Diversi
l’utenza, i “curricula”, la definizione istituzionale: l’una
privata, l’altra pubblica. Si trattava di una vera e propria scommessa
e tale risultò ai docenti ed agli studenti di entrambe le scuole cui
venne proposta.
I dubbi e le
riserve vennero fugati già alla prima occasione di incontro tra i
docenti che, pur non conoscendosi e non avendo mai lavorato insieme,
stilarono il progetto senza difficoltà, partendo dalla convinzione che
la creatività che presiede alla nascita di un dipinto è analoga a
quella che porta ad inventare un piatto. Furono previste quattro fasi di
lavoro da svolgere durante l’anno scolastico 2004-2005, da novembre a
maggio, attraverso alcune attività comuni ed altre da svolgere a cura
delle singole scuole: 1) fase informativa, 2) fase di formulazione, 3)
fase ideativa, 4) fase di produzione.
Il tema scelto,
attorno a cui si sarebbe costruito tutto il progetto, si poteva
riassumere nel binomio cibo ed arte, o meglio il cibo nell’arte,
scegliendo come periodo storico di riferimento quello della
“scapigliatura milanese”.
1. Fase
informativa – attività in comune
Come input
iniziale fu scelta la proiezione di due film che avevano in comune una
trama legata alla convivialità, al cibo, alla cultura dei popoli, alla
vita materiale e addirittura divenuti metafore dell’esistenza: “Il
pranzo di Babette” di Gabriel Axel e “Lunga vita alla Signora” di
Ermanno Olmi. In entrambi i casi la proiezione, avvenuta presso il Liceo
artistico, doveva promuovere la conoscenza tra i veri protagonisti del
progetto, cioè gli studenti, che dopo un primo momento di diffidenza
cominciarono a conoscersi e ad attenuare i reciproci pregiudizi.
La lettura critica
dei film, guidata da un docente del “Vespucci” che è anche critico
cinematografico del “Corriere della Sera”, permise agli studenti di
dialogare e di fare domande sulla tematica e sull’estetica dei film.
2. Fase di
formulazione del progetto
La messa in comune
del materiale e delle informazioni raccolte consentì di definire gli
ambiti di lavoro degli studenti dei due Istituti, la tematica comune su
cui lavorare, l’epoca e il prodotto finito. La scelta, come si è
detto, è caduta sull’Ottocento e, in particolare, su un movimento
culturale che ha caratterizzato il secondo Ottocento milanese,
la “Scapigliatura
”. Tale argomento si prestava particolarmente a costituire terreno
fertile di analisi perché gli intellettuali che si riconoscevano in
questo movimento erano pittori, scrittori e saggisti. Tra gli scrittori
l’attenzione cadde su Carlo Dossi, Giovanni Faldella e Vittorio
Imbriani, nelle cui opere si coniugano, con esiti diversi, lo
sperimentalismo linguistico e la ricerca di nuovi modelli narrativi. Tra
i pittori furono scelti Daniele Ranzoni, Federico Faruffini e Tranquillo
Cremona. Tutti gli intellettuali citati vivevano la loro vita
artistico-letteraria frequentando i quartieri del centro cittadino, gli
studi degli artisti ma anche le trattorie, i salotti e i caffè, dando
vita ad una vivace e brillante boheme milanese. Gli studenti del “Vespucci”,
una quinta classe della specializzazione di Tecnici dei servizi della
Ristorazione, hanno approfondito l’analisi del versante letterario
della Scapigliatura, studiando la vita materiale e la cucina milanese di
fine Ottocento, le tradizioni culinarie e gli ingredienti tipici,
seguiti dai docenti di Italiano e Storia, Laboratorio dei Servizi di
Ristorazione ed Alimentazione. Quelli del Liceo Artistico, due classi
quarte, seguiti dai docenti di Storia dell’Arte, Estetica, Filosofia,
Disegno dal Vero ed Elaborazione visiva, hanno esaminato le
caratteristiche coloristiche dei pittori, in particolare l’uso dei
colori, prima esclusivamente naturali e poi per la prima volta
artificiali.
Il lavoro
successivo degli studenti del Liceo artistico è stato quello di
selezionare alcuni dei colori trovati nelle opere analizzate e proporre
degli abbinamenti cromatici usando al massimo quattro tinte, abbinando i
colori in modo armonico ed ipotizzando degli abbinamenti di colore per
il prodotto finito: un banchetto che avrebbe abbinato nei piatti e
nell’allestimento i colori dei quadri dei pittori scapigliati, mentre
i cibi si sarebbero ispirati alla cucina milanese dell’Ottocento. Le
tinte scelte sono state, in maggior parte, colori caldi, nella gamma che
va dal bianco all’ocra, e nella gamma dei marroni con l’aggiunta di
alcuni toni di verde, di rosso e di viola blu.
3. Fase ideativa
Nella fase
ideativa gli allievi sono diventati i reali protagonisti del progetto,
partendo ciascuno dal proprio specifico. Gli studenti dell’Istituto
alberghiero si sono impegnati nella ricerca di ricette della cucina
tipica milanese che sono state rivisitate con grande rispetto ed
attenzione ai vincoli coloristici per elaborare un menu adeguato. Quelli
del Liceo artistico hanno invece realizzato bozzetti per
l’allestimento del banchetto, dal tovagliato ai piatti da portata.
4. Fase di
realizzazione del prodotto finito
Il prodotto finito
è consistito in un raffinato banchetto realizzato con il patrocinio del
Comune di Milano e dell’Ufficio scolastico per la Lombardia negli
eleganti locali del Museo di Milano, in via Sant’Andrea il 6 giugno
’05. La tavola, imbandita con tovagliato, decori e piatti da portata
nei colori estrapolati dai quadri dei pittori della scapigliatura,
costituiva un biglietto da visita eccezionale.
I giorni
precedenti sono stati molto densi di impegni per tutti gli studenti che
hanno lavorato divisi in gruppi misti con grande sintonia ed armonia.
Riportiamo, a
titolo esemplificativo, il menu:
Antipasti
Primi
Secondi
Dolci
-
Zabaione Gritti
-
Pan dei morti
I risultati sono
stati all’altezza delle aspettative e degli obiettivi didattici del
progetto, che si proponeva da un lato di verificare la possibilità di
mettere in comune i linguaggi e gli strumenti specifici dei due
indirizzi scolastici, dall’altro di ampliare le conoscenze e le
competenze di ciascun indirizzo con un percorso interdisciplinare che
prevedesse anche la diffusione dei risultati attraverso un prodotto
comune.
*docente
all'IPSAR "A. Vespucci" di Milano
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