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Didattica e discipline

Una modalità di produzione scritta: lo scoop

di Mario Carini*

Prevista dall’esame di Stato che conclude la secondaria superiore (introdotto con la legge 425 del 10 dicembre 1997) tra le modalità di effettuazione della prova d’italiano, la redazione di un articolo di giornale comporta necessariamente un percorso di preparazione che è opportuno cominciare ben presto, preferibilmente già al biennio. Si tratta, peraltro, di una prova di verifica già prevista nei percorsi curricolari e in tutti i testi di educazione linguistica oggi in adozione nella scuola media superiore.

Noi vogliamo soffermarci su un particolare tipo di articolo, lo scoop. Con questo termine inglese, da tempo entrato nell’uso, si designa l’articolo a carattere sensazionalistico, che riferisce cioè di un evento straordinario [non consideriamo tra gli scoop quegli articoli a carattere scandalistico tipici dei quotidiani popolari inglesi, che la “legge delle cinque S” (sesso, sangue, soldi, spettacolo, sport) piazza in prima pagina per soddisfare la facile curiosità di certo pubblico].

A differenza del normale articolo di cronaca, la cui primaria funzione è quella di informare, lo scoop deve suscitare un vero e proprio senso di curiosità, ed insieme di meraviglia nel lettore, informato a proposito di un evento assolutamente straordinario e inaspettato, ma reale, un evento che rivesta i caratteri di eccezionalità e novità in grado ben maggiore delle normali notizie. Quindi lo scoop contiene sempre quell’elemento “perturbante”, atto a suscitare fortissima sorpresa ed emozione nel lettore, posto di fronte ad un avvenimento assolutamente sorprendente e inaspettato.

La struttura dello scoop è ovviamente la medesima del normale articolo di cronaca (il lead o attacco con le informazioni essenziali, il blocco contenente le ulteriori informazioni, la conclusione), e come tale può costruirsi, in una prova in classe.

Oltre alla conoscenza della materia su cui verte l’articolo, occorre possedere uno stile vivace e chiaro, per informare il lettore comune – rispondendo alle canoniche cinque domande che suscita ogni notizia: chi (who?), che cosa (what?), dove (where?), quando (when?), perché (why?) – ed incuriosirlo, evitando al contempo l’uso di termini astrusi e di significato complesso.

Importante sarà, inoltre, il periodare conciso e sintetico, tipico del linguaggio giornalistico, con l’uso anche di frasi nominali. I commenti devono, poi, essere separati dal resoconto, per quanto possibile, oggettivo del fatto.

Riteniamo che l’insegnante possa assegnare, come prova d’italiano e analogamente alla redazione dell’articolo, la redazione di uno scoop, proponendo uno o più titoli da cui gli studenti dovranno ricavare il testo di un articolo.

Non si tratta di una novità: questo tipo di prova è assimilabile per qualche verso a quegli esercizi, le declamationes, assegnati dai maestri nelle antiche scuole di retorica per preparare gli allievi, mediante la trattazione di casi reali o fittizi, all’attività forense, stimolandone l’abilità argomentativa.1

Gli obiettivi formativi della prova sono quelli che si perseguono attraverso la lettura del quotidiano e la redazione dell’articolo: il miglioramento della capacità espressiva, la realizzazione di elaborati scritti in maniera consapevole, lo stimolo ad altre letture di approfondimento, la lettura criticamente consapevole del quotidiano.

Gli obiettivi specifici devono tener conto del tipo di articolo, qual è lo scoop: si tratterà di abilitare gli studenti, dato un titolo, a costruire una notizia in modo realistico e credibile, quindi ad indagare sugli eventi razionalizzando la realtà e distinguendo il verosimile dall’incredibile, di abituare all’ordine razionale del pensiero e alla semplicità e alla chiarezza dell’espressione, all’elaborazione di un discorso organico, coerente e ben articolato nelle sue parti, efficace nella conduzione delle idee, idoneo ad attirare l’interesse del lettore suscitandone la curiosità.

La modalità operativa sarà quella di addestrare anzitutto gli studenti alla lettura e all’analisi del quotidiano in classe, quindi, in sede di verifica, di proporre titoli di scoop (meglio non uno solo ma una rosa, per lasciare varietà di scelta), assegnando per l’elaborazione dell’articolo un tempo determinato. Quali titoli potrà proporre il docente agli allievi? Va tenuto presente che, rispetto al comune articolo, lo scoop ha l’elemento della straordinarietà. Vediamo bene in cosa esso consiste, in riferimento al fatto. Fatti, ossia eventi, straordinari, che esulano dalla normale quotidianità possono accadere nella vita di tutti i giorni. Bisogna dunque anzitutto distinguere i fatti straordinari possibili dai fatti impossibili.

Fatti impossibili a verificarsi sono, ovviamente, tutti quelli aventi ad oggetto miti o leggende (ad esempio, esseri leggendari come i satiri e le ninfe, gli unicorni e le chimere, etc.). Titoli di questo tipo sarebbero rinvenuto un cucciolo di unicorno, oppure trovata la tomba del mitico fondatore di Roma,2 perché aventi a oggetto il primo una creatura leggendaria, il secondo un celebre personaggio, una figura simbolo, appartenente ad un’antica tradizione storiografica leggendaria. Il docente dovrà dunque scartare anzitutto questo tipo di fatti, frutto dell’immaginario. Poi converrà distinguere i fatti possibili e improbabili dai fatti possibili e probabili. Intendiamo con probabilità di un fatto il suo elevato grado di possibilità, ovvero la sua verosimiglianza. Un fatto può essere teoricamente possibile, ma meramente ipotetico, ossia improbabile. Viceversa un fatto probabile è un fatto non semplicemente possibile, ma credibile, verosimile, ammissibile in base ad argomenti sufficientemente sicuri.

Un fatto probabile ha ragionevoli possibilità di accadere, ben superiori al fatto meramente possibile. Fatti improbabili possono essere quelli equivalenti a ipotesi da fantascienza. È, per esempio, teoricamente possibile ma fortemente improbabile, e perciò non credibile, che razze aliene visitino il nostro pianeta o lo abbiano visitato fin dalla preistoria (lasciando tracce nei resti delle civiltà antiche, come sostengono i cultori della cosiddetta “archeologia spaziale”) a bordo di navi spaziali. Il docente dovrebbe pertanto astenersi dall’assegnare titoli di scoop sulle “astronavi nella preistoria”, sugli UFO e gli incontri “ravvicinati” (argomenti che provocano sempre un forte scetticismo). Vanno scartati anche i fatti riguardanti l’occulto e il paranormale, perché notoriamente frutto di trucchi, di suggestione o di un’errata percezione di fenomeni fisici scientificamente spiegabili (quindi niente titoli su case infestate da fantasmi, diavoli, prodigi, folletti, “Poltergeist”, etc.). Assegnare un titolo di questo genere comporterebbe un maggior impegno da parte del docente nel vagliare i fatti sceverando la realtà dalla menzogna e dall’artificio, affinché non s’ingeneri nell’alunno la facile credulità verso fatti l’assenso ai quali richiede invece buona dose di cautela e di spirito critico.

L’orizzonte dei fatti deve limitarsi al probabile e al verosimile, a ciò su cui si fondano l’esperienza personale e il sapere appreso. Occorre però, da parte del docente, andare oltre, perché non sempre ciò che è probabile è anche interessante. cercare la sensazionalità e la novità dell’evento, ma ancorandosi sempre alla misura e all’equilibrio, immaginando fatti sensazionali ma credibili, eventi che potrebbero magari accadere in un futuro prossimo, date le ragionevoli aspettative nutrite dai progressi nelle conoscenze umane, in particolare nel sapere scientifico. Così un titolo come fotografato il calamaro gigante: è lungo almeno venti metri è plausibile perché riguarda un fatto possibile e, alla luce delle conoscenze odierne, verosimile. Sono stati infatti rinvenuti in varie parti del globo esemplari di Architeutis Dux, ossia il calamaro gigante (creatura oggetto di una specifica indagine nella criptozoologia), come quello, lungo otto metri, pescato al largo della Nuova Zelanda: niente esclude che negli abissi oceanici, il loro habitat naturale, ve ne siano di grandezza anche maggiore. Viceversa, dare un titolo sul “mostro” di Loch Ness, oggetto di un mito ormai stantìo e mera attrazione per turisti sprovveduti, sarebbe incongruente con l’assunto della verosimiglianza, perché esso vive solo nella credulità popolare. Nessuna prova dell’esistenza della creatura è stata mai portata nel mondo scientifico dalle ormai innumerevoli spedizioni di ricerca nel lago e, addirittura, un discendente di Robert Kenneth Wilson, colui che scattò la celebre foto del “mostro” nel 1933 e contribuì in misura determinante a far nascere la leggenda, ha rivelato alcuni anni fa che quell’immagine è un falso, ottenuto adattando il modello di una testa e un lungo collo di plastilina ad un sommergibile giocattolo. Al riguardo una recente tesi, avanzata dal geologo fiorentino Luigi Piccardi, sostiene con buoni argomenti che gli avvistamenti del “mostro” sarebbero l’effetto di fenomeni sismici verificatisi nell’area del lago fin dall’antichità.

Una tematica sempre affascinante, al confine tra realtà e fantasia, è quella dei viaggi spaziali. Il progresso nelle esplorazioni spaziali, con il lancio delle sonde Spirit e Opportunity nell’estate del 2003 e il loro atterraggio su Marte (o “ammartaggio”), può giustificare certamente titoli come Trovati microrganismi su Marte (si ricordi che nel gennaio 2004 la sonda Mars Express dell’ESA, l’ente spaziale europeo, ha osservato formazioni di ghiaccio sulle calotte polari del pianeta e il robot Opportunity ha raccolto sul fondo del cratere Eagle pietre che dimostrerebbero la presenza in tempi antichi di acqua salata) e persino Cronaca del primo sbarco dell’uomo su Marte. Questo evento si può immaginare realizzato tra una ventina d’anni, se verrà rispettato il programma enunciato dal presidente Bush il 14 gennaio 2004, in un discorso alla nazione.

Il suo progetto prevede il ritorno dell’uomo sulla Luna entro il 2015 e la creazione sul satellite di una base lunare permanente, tappa intermedia per una missione umana verso Marte prevista tra il 2025 e il 2030. Naturalmente il docente, prima di assegnare questo titolo, dovrà informare adeguatamente gli alunni sui viaggi spaziali, sui razzi vettori, il modulo di atterraggio, la strumentazione di bordo, l’equipaggiamento degli astronauti, etc. (non si richiedono conoscenze specialistiche, bastano quelle elementari ma complete informazioni accessibili sulle pagine scientifiche dei quotidiani e sulle riviste divulgative come Le Scienze, Newton, Focus e Quark o sui siti Internet).

Negli ultimi giorni dello scorso anno è stato ufficialmente presentato in Giappone Asimo (acronimo di Advanced Step in Innovative Mobility e anche omaggio al famoso scrittore di fantascienza Isaac Asimov), l’ultimo modello di robot antropomorfo costruito dagli ingegneri della Honda Motor. Le sue sorprendenti funzioni gli permettono, fra l’altro, di camminare e correre con movimenti di braccia e gambe perfettamente sincronizzati, di stringere le mani, di riconoscere volti e suoni, e rispondere ai comandi vocali: questo robot, che nel 2010 sarà sottoposto ai test d’intelligenza, “è il primo passo verso un robot da compagnia con cui compiere una passeggiata mano nella mano”.3 Un titolo come il seguente, Ecco i primi androidi realizzati dall’ingegneria bionica: camminano, si muovono e parlano come gli esseri umani, sembra perciò anticipare di pochi anni quelli che saranno i prodotti della tecnologia più avanzata nel campo della creazione di robot, androidi (robot con fattezze umane) e cyborg (acronimo di cybernetic organism, creature meccaniche guidate da una mente umana), se è vero che i confini tra l’uomo e la macchina stanno diventando sempre più sottili.

Un meteorite di gigantesche proporzioni minaccia il nostro pianeta: a consulto i grandi della Terra per sventare l’apocalisse è un titolo che riguarda un evento meno improbabile di quanto si pensi, già verificatosi, peraltro, nella preistoria. La caduta di un corpo celeste 250 milioni di anni fa provocò l’estinzione sul nostro pianeta del 90 per cento delle specie viventi, come ha scoperto un gruppo di scienziati della Washington University studiando sedimenti rocciosi risalenti al Permiano. Tra le ipotesi sulla fine del mondo recentemente enucleate da una rivista scientifica, l’impatto con un asteroide è considerata tra le meno remote (gli scienziati hanno calcolato che la frequenza degli impatti di corpi astrali avviene una volta ogni mille anni per oggetti di circa 100 metri di diametro, una volta ogni centomila anni per quelli di circa un chilometro di diametro, una volta ogni trenta milioni di anni per quelli di 10 chilometri di diametro): “la statistica non è fautrice di belle speranze”.

La mappatura del genoma umano (la definizione della sequenza dei miliardi di nucleotidi che compongono la catena del DNA nei cromosomi della cellula umana, ossia il patrimonio genetico dell’uomo) ha aperto la porta alla ricerca di nuovi farmaci e terapie basate su tecniche genetiche per la prevenzione e la cura di gravi malattie: la possibilità di ritardare o arrestare il processo di invecchiamento delle cellule è nella prospettiva indotta dal progresso scientifico. Ma già oggi sta radicalmente cambiando il modo di vivere la terza età, che conosce nelle nuove generazioni di anziani una rinnovata stagione di efficienza psicofisica e di vitalismo, fino a far affermare al famoso neurologo Oliver Sacks che la vecchiaia non esiste. È un dato di fatto l’innalzamento della vita media nelle popolazioni occidentali, sicché un titolo come Scoperto il segreto della longevità. vivremo fino a 120 anni?, ci sembra giustificato dalle aspettative della scienza in un futuro prossimo venturo.

Sarebbe però riduttivo ricondurre lo scoop alla dimensione del meraviglioso, per quanto possibile. Anche il quotidiano ci riserva talvolta episodi sorprendenti. Titoli di scoop potrebbero essere i seguenti: Ecco il film italiano vincitore di cinque premi Oscar; inaugurato il ponte sullo streto di Messina; il Parlamento ha deciso: maggiorenni a sedici anni; relitto di una nave romana contiene inistimabili tesori d’arte; trovato il vincitore del favoloso superenalotto da 70 milioni di euro: è un giovane studente; il latino tra le lingue ufficiali dell’Unione Europea.

Spetterà comunque alla fantasia e alla creatività del docente, ancorata però sempre a basi razionali e ad elementari ma sicure conoscenze scientifiche, intuire i titoli che più potranno stimolare la curiosità degli alunni e motivarli a ricercare le infinite possibilità che può offrire l’esplorazione del meraviglioso.

 

* docente al Liceo classico “Orazio” di Roma

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1 Le declamationes, nelle scuole di retorica in età imperiale, erano distinte, com’è noto, in controversiae (di argomento giudiziario) e suasoriae (di genere deliberativo), e contemplavano spesso casi bizzarri e improbabili. Ci sono pervenute le raccolte di Seneca il Vecchio e Quintiliano

2 Nonostante un recente indirizzo storiografico tenda ad attribuire credibilità storica ai racconti sui primordi di Roma di Livio e Dionigi d’Alicarnasso, riteniamo però eccessivo, nell’attuale mancanza di decisive conferme archeologiche, ritenere una individualità storica il primo re di Roma e tentare di ricostruirne razionalmente le vicende. Un accurato esame della problematica relativa al personaggio, alla luce delle nuove conoscenze archeologiche, è quella di Augusto Fraschetti, Romolo il fondatore, Laterza, Roma-Bari 2002.

3 Così Giovanni Caprara, Asimo il robot gentile ha imparato a correre “Lavorerà in ufficio”, in “Corriere della Sera”, 17 dicembre 2004 (che informa anche sugli altri modelli di robot costruiti dalla Sony, dalla Toyota e dalla Mitsubishi). Sul robot antropomorfo della Honda cfr. anche Massimo Murianni, Quattro passi nel futuro, in “Newton”, n.8, luglio 2000, pp.33-39. Sui problemi etici che porrà l’avvento dell’intelligenza artificiale, in specie sul rischio di un peggioramento delle relazioni umane, vd. l’intervista a Ronald C.Arkin, uno dei maggiori esperti di robotica nel mondo, di Francesca Tarissi, Nostro fratello robot, in “L’Espresso”, n. 40, 7 ottobre 2004, pp. 152-155. Anche la costruzione di un cyborg sembra essere vicina: gli ultimi sofisticati prodotti della biotecnologia, in particolare le protesi con sensori, sono esaminati nell’articolo di Jenner Meletti, Mani al silicone, gambe elettroniche al nuovo mercato del corpo biotech, in “La Repubblica”, 12 maggio 2004. Sui rischi di un condizionamento psicofisico delle future generazioni per la diffusione di massa delle biotecnologie vd. le riflessioni di Remo Bodei, La libertà biotech, in “Il Sole 24 Ore”, 17 ottobre 2004. Le intuizioni della fantascienza sulle creature artificiali sono analizzate in rapporto al progresso scientifico in Renato Giovannoli, La scienza della fantascienza, Bompiani, Milano 1991, pp. 7-38.

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