A proposito dell’Informatica a scuola
Il computer per alunni non vedenti
di Diana Borio e Massimo Bussani*
Gli strumenti informatici per i non vedenti sono
ormai un indispensabile strumento didattico. Anche a scuola l’uso del
computer per i ragazzi non vedenti è possibile, anzi comporta diversi
vantaggi, sia in termini di autonomia e di effettiva integrazione sia di
efficacia nello svolgimento dei lavori scolastici.
Una persona non vedente può usare infatti un normale
personal computer in completa autonomia: solo le attività connesse alla
grafica (disegno, elaborazione di immagini…) le sono realmente precluse.
Occorrono ovviamente degli appositi ausili che le consentano di ricevere
in modo diverso, tattile o sonoro, le informazioni che normalmente
vengono trasmesse dallo schermo usando solo il canale visivo.
Altra condizione necessaria è una competenza di base:
l’addestramento al computer è per il non vedente molto più lungo e
complesso che per l’utente vedente, basti pensare ai sistemi informatici
che per facilitare l’uso del computer si basano proprio sull’interfaccia
grafica: icone, pulsanti, simboli, puntatori ecc…
Oltre all’attrezzatura e all’addestramento, un terzo
fattore è l’accessibilità del software o del documento: se
l’applicazione informatica prevede unicamente la gestione attraverso il
monitor, ad esempio facendo uso di immagini essenziali, senza fornire
una valida alternativa testuale, il cieco non sarà in grado di
utilizzarla.
Screen reader e display braille
I problemi maggiori che si riscontrano nell’uso del
computer con i ragazzi ciechi, a scuola o a casa, sono dati
probabilmente da una certa complessità del sistema.
Lo screen reader, ossia il programma che si usa per
sapere cosa c’è sullo schermo, segue una logica di funzionamento assai
diversa rispetto all’approccio abituale di un vedente al computer. Per
impadronirsene serve tempo e capacità di adattamento anche per
l’insegnante. Ci sono poi discipline come la matematica difficili da
affrontare al computer, come vedremo poi in dettaglio.
Infine un ulteriore problema è dato dalla difficoltà
di gestire programmi o documenti che non osservano i criteri di
accessibilità, come ad esempio certi dizionari o enciclopedie.
Per i ciechi le modalità alternative di accesso alle
informazioni del computer sono di due tipi: quella tattile attraverso il
display braille, detto anche barra braille o braille labile; quella
sonora per mezzo del sintetizzatore di voce o sintesi vocale. I due
sistemi per anni sono stati considerati come alternativi, escludendosi
quindi a vicenda, ma oggi tendono ad essere usati in modo congiunto.
Il display braille è un dispositivo che, connesso al
computer, consente di leggere con il tatto, facendo scorrere i
polpastrelli sulla barra, il testo che compare sul video,
automaticamente convertito in codice braille.
Ciascun carattere è rappresentato da una cella con 8
fori disposti in due file di 4; da ogni foro può essere fatto sporgere
un cilindretto che diventa al tatto un punto in rilievo. I cilindretti
vengono di volta in volta alzati o abbassati, a seconda del carattere
che deve essere rappresentato, seguendo la codifica Braille. Un normale
display braille dispone in genere di 40 celle; ci sono però anche
modelli con un numero superiore (fino a 80) o inferiore (circa 20).
Questi ultimi sono usati in genere come apparecchi portatili.
I display braille utilizzano il codice braille a 8
punti, diverso da quello tradizionale a 6 punti usato nella stampa. Il
codice a 8 punti offre una maggiore varietà di simboli e consente quindi
di rappresentare al tatto, in modo univoco, un elevato numero di
caratteri (254 anziché 64).
Da ciò si evince che l’alunno non vedente deve quindi
acquisire una buona manualità nell’uso del computer prima di poter
usufruire della barra braille e del codice braille a 8 punti, anche se
questo strumento gli permetterebbe in seguito una miglior manipolazione
dei testi, una più agevole gestione dello schermo, un più facile uso di
alcuni programmi, ecc.
Il sintetizzatore, attraverso comandi specifici da
tastierina o combinazione di tasti di una normale tastiera, consente di
leggere per mezzo di un altoparlante o di una cuffia qualunque testo. Il
sintetizzatore, nonostante fornisca una voce non perfetta, metallica e
monocorde, viene apprezzato dalle persone che non conoscono il braille
(ad esempio non vedenti acquisiti, ipovedenti ecc.) o che non avendo la
sufficiente sensibilità tattile sono impossibilitate ad usare la barra
braille. Esistono in commercio diversi tipi di sintetizzatori, abilitati
a leggere una o più lingue. In pratica, per la persona non vedente, il
sintetizzatore vocale sostituisce il video.
Con i sistemi operativi grafici, come Windows, un
elemento indispensabile per l’accesso è diventato lo “screen reader”
(lettore di schermo), ossia un software che interpreta le informazioni
di vario tipo contenute nello schermo e le fornisce in modo testuale,
efficace e funzionale, all’utente che vi accede con periferiche
alternative, siano esse tattili o sonore.
Gli screen reader consentono un’esplorazione in
sequenza delle finestre e delle icone presenti sul video, permettendo al
non vedente di mantenere un controllo sullo schermo attraverso la
lettura tattile della barra braille o ascoltando dall’altoparlante la
descrizione, in voce sintetizzata, associata all’icona, in modo da poter
selezionare quella desiderata.
Esistono screen reader specializzati che facilitano
ai non vedenti la navigazione in Internet.
Le stampanti braille sono strumenti che imprimono in
rilievo dei punti su un foglio di cartoncino leggero, consentendo così
alla persona cieca una lettura tattile. Queste stampanti sono in grado
di stampare documenti di testo con circa 30 caratteri per riga e 30
righe per pagina. Le stampanti moderne possono stampare fronte-retro,
calcolando automaticamente un certo sfasamento fra i caratteri impressi
nel fronte e quelli impressi nel retro, per impedire che i punti possano
coincidere. Il materiale prodotto in questo modo è in genere di buona
qualità; purtroppo queste unità periferiche sono costose, rumorose e
lente, ma in ambito scolastico sono indispensabili. Infatti il supporto
cartaceo è comunque essenziale per l’apprendimento e la memorizzazione
degli argomenti trattati che altrimenti restano legati solamente
all’ascolto. Il testo scritto è quindi complementare alla sintesi
vocale.
Utilizzo degli strumenti informatici in ambito
matematico
Un’attenzione particolare va riservata all’uso degli
strumenti informatici in ambito matematico.
La matematica viene considerata una disciplina
particolarmente difficile per gli alunni non vedenti. In età precoce
l’assenza di esperienza visiva e una frequente ridotta esperienza
psicomotoria rende difficile lo sviluppo dei processi cognitivi che
hanno come obiettivo l’astrazione e quindi l’acquisizione dei concetti
matematici basilari.
Successivamente, se vengono superati questi problemi
attraverso lo sviluppo di altre strategie di elaborazione che permettono
agli alunni di raggiungere gli obiettivi prima citati, rimangono
comunque le difficoltà legate alla notazione braille del codice
matematico.
Il sistema braille e le periferiche per non vedenti,
sia braille che a sintesi vocale, riescono a leggere solo testi lineari,
mentre il documento matematico lineare non è: oltre ad usare un’ampia
gamma di simboli attribuisce un senso anche alla loro dislocazione nello
spazio e alla loro dimensione. Esistono attualmente sistemi lineari per
la scrittura matematica (per es. LaTex, MathML); essi sono però di
difficile accessibilità per l’utente non vedente. L’alunno, inoltre, ha
la necessità non solo di leggere o scrivere il testo ma anche di poterlo
analizzare, trasformare, manipolare, correggere, tenere sotto controllo…
Il progetto LAMBDA
Proprio per superare questi problemi è nato il
progetto LAMBDA, un progetto di ricerca triennale gestito da un
consorzio a cui fanno capo Università ed Enti di vari Paesi europei, che
ha come obbiettivi:
-
definire un codice matematico lineare (Lambda
Math Code) predisposto specificatamente per l’uso delle periferiche
braille e a sintesi vocale, e compatibile con i più comuni formati
di scrittura matematica;
-
sviluppare un editor per la scrittura matematica
efficiente e gestibile in modo attivo attraverso le periferiche
specifiche per la lettura, scrittura, calcolo, manipolazione, ecc.
da parte di studenti non vedenti dalla scuola media all’università;
-
permettere un’agevole accessibilità anche
all’utente vedente per facilitare e rendere significativo il
rapporto didattico tra il docente, i compagni e l’alunno non
vedente;
-
dare un programma di transcodifica per stampare
in braille a sei punti i testi matematici secondo le regole dei
principali codici matematici nazionali europei.
Il progetto di ricerca, dalla durata triennale
(settembre 2002-agosto 2005), prevede di realizzare un prodotto che
successivamente verrà commercializzato. Attualmente il prototipo del
programma viene testato presso scuole di vari paesi europei.
L’esperienza del “Cavalieri”
Ad un’alunna non vedente dell’Istituto “B. Cavalieri”
di Milano, da poco più di un mese frequentante la terza classe
dell’indirizzo per Operatori dei servizi sociali, abbiamo chiesto di
parlarci brevemente della sua esperienza con il computer in ambito
scolastico. Ecco le sue risposte alle nostre domande:
“Quali sono i vantaggi dati dall’uso di strumenti
informatici a scuola?”
“È più facile, non serve più la mediazione di terzi
per la comunicazione scritta con gli insegnanti.”
“Quando e come hai imparato ad usarli?”
“Sono tanti anni che ci sto provando, praticamente
dalla prima media, ma non ho ancora la piena padronanza. Ho fatto un
corso di tre, quattro lezioni presso l’Istituto dei Ciechi, poi sempre a
scuola con i professori.”
“Ti senti a tuo agio nell’uso di questi
strumenti?”
“Non mi sento molto a mio agio perché sono ancora
legata ai sistemi precedenti. Questi strumenti li trovo ancora molto
complicati perché non li padroneggio abbastanza.”
“Navighi su Internet? Ti piace? Usi la posta
elettronica?”
“Non da sola; ne riconosco l’utilità per alcune cose
ma non mi piace e non uso la posta elettronica.”
Conclusioni
Gli strumenti informatici oggi disponibili per gli
alunni non vedenti sono molti e in diversi ambiti disciplinari si sono
raggiunti ottimi risultati in termini di autonomia, di comunicazione, di
efficienza: l’alunno può, con tali strumenti, fare da solo quello che
fanno gli altri alunni, può consultare i testi che utilizzano gli altri
studenti, può far leggere ciò che scrive subito a tutti, insegnanti e
compagni.
Naturalmente ciò è possibile solo se l’alunno ha
acquisito una buona competenza nell’uso del computer e delle periferiche
speciali; se l’alunno rifiuta il computer perché lo teme, non lo
conosce, preferendo gli strumenti tradizionali che gestisce con
sicurezza e tranquillità, si priva di tutto un mondo di possibilità.
È perciò fondamentale una precoce ed accurata
“informatizzazione” dell’alunno non vedente per renderlo padrone dello
strumento.
Altrettanto importante è in tale ambito la
preparazione degli insegnanti che lavorano in stretto contatto con
l’alunno: una buona padronanza di tutti gli strumenti a disposizione
accompagnata dalla conoscenza delle modalità con le quali l’utente non
vedente si accosta a loro e li utilizza è fondamentale per poter
supportare adeguatamente l’alunno anche nei momenti di difficoltà.
Un’ultima considerazione: gli strumenti informatici
sono essenzialmente degli strumenti tecnici e, come tali, possono e
devono trovare spazio in un progetto didattico complessivo che ha al
centro la crescita dell’alunno. Sarà compito degli insegnanti, in
stretta collaborazione con gli esperti che si occupano di tecnologie
legate alla minorazione visiva, gestire e non subire tali strumenti,
individuando ed elaborando anche eventuali nuove modalità
nell’insegnamento delle diverse discipline.
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docenti all’Ipsscts “B. Cavalieri” di Milano
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