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A proposito dell’Informatica a scuola

Verso la cittadinanza digitale

di Vittoria Bellini

Nel processo evolutivo dell’identità e della democrazia nell’Unione europea, un ruolo decisivo è quello giocato dalle Information and Communication Technologies (Ict) che possono contribuire a una più estesa condivisione dei valori fondamentali dell’europeismo.

Il percorso delle regole Ict dal 1998 al 2002 è stato scandito da alcune Direttive di liberalizzazione e armonizzazione e si è così dato l’avvio ad un piano per una e-Europe 2005 che riguarda la diffusione delle reti a banda larga, lo sviluppo di protocolli Internet più veloci, la sicurezza delle reti e dell’informazione, ma soprattutto l’e-government nei servizi delle Pubblica amministrazione per il cittadino e per le imprese, e lo sviluppo di altri servizi come l’e-learning, l’e-health, l’e-business.

 

Che cosa sono l’e-government e l’e-democracy?

L’applicazione dell’Ict ai processi produttivi della Pubblica amministrazione che intende coinvolgere direttamente i cittadini nella valutazione dell’erogazione dei servizi è ciò che viene chiamato e-government.

La maggiore trasparenza dei processi decisionali e l’apertura al contributo propositivo dei cittadini, singoli e associati, invece, dà vita a forme di e-democracy.

Le due parole chiave intendono mettere in primo piano l’efficienza e il miglioramento del flusso di informazioni, la trasparenza e la chiarezza delle procedure amministrative e, infine, il miglioramento qualitativo dei servizi.

In questo contesto costituiscono elementi di priorità la partecipazione ai processi politici e la flessibilità e l’adattamento facilitato ad un ambiente in continua evoluzione.

Imprese, istituzioni e cittadini vengono cioè inseriti all’interno di un sistema “virtuale” di comunicazione integrato, stabile nel tempo, in grado di abbattere le distanze fisiche e storiche al fine di innescare un meccanismo virtuoso di scambio di informazioni.

I punti di forza di un sistema così connotato sono: l’ampliamento dei canali di comunicazione, la diminuzione dei costi di accesso all’informazione attraverso l’arricchimento e il pluralismo dell’offerta, l’interattività, la “personalizzazione” della comunicazione, la multimedialità, la convergenza di servizi, la qualità dei contenuti, le reti.

Attraverso l’opportunità offerta dalle Ict si verifica, quindi, una vera “rivoluzione digitale”; ma affinché vi sia un autentica crescita economica e sociale, oltre all’aumento degli strumenti disponibili, è necessario favorirne la fruizione consapevole da parte un numero sempre più alto di cittadini.

Sono infatti in aumento in tutto il mondo le iniziative dei governi democratici volte a favorire la partecipazione in quanto è opportuno che le molteplici esperienze e competenze dei singoli cittadini, delle associazioni, delle comunità locali e professionali (cioè della società civile) interagiscano con gli attori pubblici e con la complessità delle relazioni istituzionali.

La promozione dell’e-democracy sta quindi diventando un elemento di qualità delle politiche nazionali per l’e-government in linea con gli sviluppi europei; essa costituisce infatti un’occasione preziosa per focalizzare e dare slancio all’iniziativa locale.

Nella società dell’informazione e-democracy e e-government sono, pertanto, i due elementi fondamentali della nuova cittadinanza: l’e-government consente ai cittadini l’accesso ai servizi della Pubblica amministrazione che li disegna sui bisogni dell’utenza; l’e-democracy, invece, permettendo un’ampia e più diretta partecipazione alla vita delle istituzioni politiche, contribuisce a determinare le trasformazioni delle relazioni tra pubblico e privato.

 

Come e perché sviluppare e-government e e-democracy

I processi di innovazione tecnologica in relazione ai rapporti tra cittadini e Pubblica amministrazione si distinguono in:

  • applicazione delle Ict ai processi produttivi della Pubblica amministrazione;

  • applicazione delle Ict a sostegno della partecipazione dei cittadini ai processi democratici come, per esempio, la scelta degli esecutivi a livello locale o la promozione di referendum.

Per rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni pubbliche occorre contrastare il divario digitale attraverso misure che facilitino l’accesso telematico ai servizi e quindi alle informazioni sulle attività delle istituzioni. È compito di queste ultime trovare i canali di comunicazione adeguati per la mediazione della domanda politica.

Proprio per favorire l’esercizio di questa nuova cittadinanza occorre facilitare l’accesso dei cittadini all’Ict.

L’accesso alle infrastrutture, ai servizi, all’informazione, ai processi decisionali può permettere infatti ai cittadini di esprimere un consenso e di esercitare un controllo sulle azioni delle pubbliche amministrazioni; l’accesso alla sfera pubblica, inoltre, produce informazioni, consente il formarsi di opinioni, permette l’avvio di un dialogo fra i soggetti pubblici e gli individui e apre il confronto tra i componenti della società civile e i soggetti politici e istituzionali.

Un ambito importante è la dimensione elettorale (nel senso di elettorato attivo e passivo) e in questo settore sono possibili innovazioni che riguardano la selezione delle candidature, la formazione di liste elettorali, le modalità di voto (voto a distanza, e-voto).

Molto importanti poi sono le forme di partecipazione che prevedono l’iniziativa diretta da parte dei cittadini come, per esempio, i referendum, le petizioni, gli associazionismi diversi.

Infine rientra in questo ambito anche il coinvolgimento diretto dei cittadini in particolari processi decisionali come i patti territoriali, i piani sullo smaltimento dei rifiuti, l’urbanistica, il piano sanitario.

Un altro contesto di sviluppo dell’esercizio dell’e-democracy è quello della partecipazione ai processi di decisione sulla cosa pubblica: le nuove tecnologie possono rafforzare ed ampliare la partecipazione durante l’iter completo in cui si sviluppa un processo decisionale e proprio in questo ambito si aprono spazi per l’adozione delle nuove tecnologie ad integrazione anche delle forme tradizionali di partecipazione.

I processi decisionali infatti si manifestano attraverso fasi precise e in ciascuna di queste fasi possono essere incentivati la partecipazione, il dialogo e il confronto tra cittadini e soggetti istituzionali anche attraverso l’Ict che sostiene, rafforza, estende gli ambiti e le modalità della partecipazione.

Inoltre alcuni soggetti “più distanti”, socialmente esclusi o a rischio, possono essere stimolati alla partecipazione e in questa prospettiva gli enti locali sono i più adatti a mettere in atto forme di e-democracy.

In Italia stanno crescendo negli ultimi anni politiche pubbliche attente alle tematiche dell’e-democracy; in particolare si stanno sviluppando politiche locali legate alla programmazione o inerenti a problematiche di impatto immediato come quelle di tipo occupazionale, economico ed ambientale.

Il maggior coinvolgimento dei cittadini costituisce una risorsa perché aumenta la visibilità dell’operato pubblico, permette un immediato confronto fra le varie posizioni, misura l’efficienza stessa delle politiche locali, serve a ricomporre i conflitti e a responsabilizzare le parti.

Alcuni esempi italiani di e-democracy possono risultare utili e chiarificatori:

  • giurì cittadini: discutono un problema per un certo periodo e producono una relazione finale con valore consultivo;

  • panel di cittadini numericamente consistenti, che per periodi prolungati sostengono sondaggi di opinione;

  • petizioni su iniziativa dei cittadini

  • forum cittadini/amministratori per favorire il dialogo

 

E-government e e-democracy: esperienze in Europa

I più recenti rapporti OCSE evidenziano la necessità, per i governi democratici, di rafforzare il coinvolgimento dei cittadini al fine di migliorare la qualità delle politiche pubbliche, sottolineando l’importanza dell’integrazione dell’Ict con gli strumenti più tradizionali dell’informazione, della consultazione e della cittadinanza attiva.

L’OCSE individua tra l’altro i tre livelli di coinvolgimento dei cittadini all’interno del tema della e-democracy che sono l’informazione, la consultazione e la partecipazione attiva.

In Europa vanno segnalate le esperienze di alcuni paesi come quella realizzata in Svezia che punta a fornire più spazi ai cittadini su siti diversi per discutere tra loro; quella attuata in Danimarca, dove sono state realizzate esperienze di consultazione sulle politiche locali, oppure quella della Spagna, dove è stato creato un forum telematico con il coinvolgimento di associazioni impegnate in discussioni tematiche sui propri ambiti di intervento.

Da queste esperienze si evince che per promuovere esperienze di partecipazione dei cittadini attraverso l’Ict occorre

  • una forte convinzione politico-istituzionale complessiva;

  • il riconoscimento che l’uso dell’Ict sia uno strumento rilevante per promuovere e perseguire l’obiettivo della diffusione della e-democracy;

  • il coinvolgimento di tutte le espressioni attive della società civile.

La cittadinanza digitale e la scuola

La scuola dell’autonomia ha molto da offrire alla comunità locale: può essere risorsa per il cittadino e può proporsi come soggetto propulsore di iniziative culturali, di interventi a favore dei giovani, di interventi di formazione degli adulti, e di forme di integrazione multiculturale.

Anche la scuola, quindi è interessata a interagire con gli enti locali con maggiore efficacia attraverso una logica di interdipendenza e di reciproca utilità.

Nelle scuole possono infatti essere progettate e avviate attività formative di educazione alla cittadinanza come, per esempio, la costituzione di una rete territoriale di scuole al fine di favorire la partecipazione attiva di studenti e genitori alla vita delle istituzioni.

Si tratta di sperimentare una serie di interventi rivolti alla scuola media superiore, alla scuola media inferiore e alla scuola elementare, che coinvolgano studenti e genitori, perché possano acquisire strumenti per una partecipazione consapevole ed efficace alla vita delle istituzioni (scuole, Enti locali).

L’obiettivo è quello di informare i giovani sulle procedure da seguire per presentare proposte agli Enti locali (nell’ambito del Comune o della Provincia) e seguirne l’iter e le procedure amministrative fino alla concreta attuazione attraverso gli strumenti dell’Ict. Progetti similari possono essere sviluppati all’interno delle istituzioni scolastiche come, per esempio, un forum tra le discipline gestito da docenti e studenti che offra supporto, ascolto, assistenza, anche disciplinare, con l’ausilio delle Ict.

La scuola insomma può e deve contribuire in modo significativo alla cittadinanza digitale svolgendo la sua attività di formazione e di educazione all’uso autonomo e consapevole delle nuove tecnologie.