DIDATTICA E DISCIPLINE
La settimana scientifica
di Rosanna La Torraca*
Quello che qui viene rappresentato é un progetto
realizzato dagli studenti e dalle insegnanti di scienze del liceo
scientifico "A.Tosi" di Busto Arsizio, dal titolo "la scienza nella vita
quotidiana".
L'idea riprende un'esperienza effettuata nella stessa
scuola quattro anni fa, che aveva riscosso un buon successo presso il
pubblico.
L'attività svolta ha avuto una forte valenza
interdisciplinare, avendo come obiettivi
-
sviluppare capacità progettuali e organizzative;
-
imparare a produrre comunicazioni scientifiche;
-
lavorare rispettando vincoli;
-
utilizzare competenze (vedi l'uso dei linguaggio
multimediali) che la vita quotidiana a scuola non sempre riesce a
valorizzare.
Il "prodotto" é consistito nella preparazione di una
mostra che illustrasse fenomeni scientifici legati alla vita quotidiana
e nell'allestimento di una serie di esperienze di laboratorio da far
eseguire e comprendere ai "non addetti ai lavori". Si é trattato di
esperienze diverse per ogni pomeriggio della settimana compresa fra il
15 e il 20 maggio del 2006. (vedi figura 1)
Le insegnanti all'inizio dell'anno, in previsione del
lavoro, avevano programmato una serie di esperienze di laboratorio che
riproducessero fenomeni il più possibile vicini alla vita di tutti i
giorni, in modo da dare agli studenti gli strumenti, non solo tecnici
come l'uso del microscopio, ma anche teorici: ad esempio, i modelli
interpretativi dei vari fenomeni osservati.
Le classi che hanno aderito al progetto sono state:
cinque seconde, che si sono occupate del campo biologico, cinque quarte
e una terza, che hanno affrontato tematiche del mondo della chimica e
della biochimica più direttamente presenti nella nostra vita quotidiana,
ad esempio, detersivi e creme.
Il lavoro di preparazione vero e proprio é iniziato
nel mese di febbraio ed é stato articolato in varie fasi, di cui la
prima ha riguardato la scelta da parte delle classi delle tematiche
oggetto della mostra
Nella prima fase gli studenti hanno svolto una
ricerca bibliografica per scegliere gli esperimenti più significativi e
adatti al fenomeno che intendevano illustrare.
Alcuni degli allievi, quelli più motivati, hanno
anche frequentato un breve corso di comunicazione scientifica. Il corso
é stato tenuto da un esperto che, per quindici ore, ha illustrato la
teoria delle installazioni museali, ha impostato l'elaborazione dei
cartelloni fissando le regole (numero di parole, tipo di carattere,
colore del titolo, posizione delle immagini ...) e le modalità di
animazione delle attività di laboratorio.
Gli studenti che hanno seguito il corso hanno poi
guidato i compagni di classe nella realizzazione dei cartelloni e nella
preparazione delle schede di laboratorio, mentre un piccolo gruppo,
composto da studenti di classi diverse, ha steso il percorso della
mostra definendo le sezioni della stessa, la disposizione delle varie
sezioni, gli spazi da utilizzare e infine anche la "mascotte".
Un ultimo gruppo, composto da i ragazzi che si sono
resi disponibili per svolgere le attività pomeridiane della settimana
scientifica, si é preoccupato di provare le esperienze e di preparare
presentazioni in power-point, con lucidi e fotografie semplici, efficaci
e coinvolgenti.
Durante tutta l'attività le insegnanti hanno svolto
il lavoro di coordinamento, che é risultato piuttosto faticoso dato il
numero elevato delle classi che hanno partecipato, ben 11. Il prodotto
finito però ha ricompensato la fatica, perché gli studenti hanno
dimostrato impegno, interesse e una grandissima fantasia nella
realizzazione dei cartelloni e nella preparazione della "brochure" da
distribuire all'esterno
Le sezioni della mostra hanno illustrato i seguenti
argomenti: la conservazione degli alimenti, il mondo del microscopico,
saponi e creme di bellezza, i detergenti, le biotecnologie nella vita
quotidiana, la cucina molecolare; ogni sezione é stata identificata da
una "mascotte" specifica.
Le attività di laboratorio legate alla mostra sono
state: analisi di batteri e muffe, analisi dei vari tipi di farina, gli
enzimi, la produzione di creme e saponi, l'estrazione del DNA, la
costruzione di un forno ad energia solare che, raggiungendo la
temperatura di 90/100 gradi, ha permesso la cottura di saporite meringhe
ottenuta sfruttando le proprietà delle molecole di cui sono formate.
La scuola ha aperto i propri laboratori nella
settimana dal 15 al 20 maggio 2006 e la mostra ha visto la
partecipazione di circa 20/ 30 persone per pomeriggio, che hanno prima
visitato le varie sezioni guidate dagli studenti, e poi hanno eseguito
le attività sperimentali, mostrando interesse e grande curiosità. I
risultati sono stati quindi all'altezza delle aspettative e degli
obiettivi didattici del lavoro.
*docente al Liceo scientifico "A. Tosi" di Busto
Arsizio (VA) |