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Recensioni
Missione salute. Vivere
meglio e crescere bene
a cura di Giuliana
Cavallo-Guzzo
Il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione
con il Ministero della Salute, ha realizzato e distribuito nelle scuole
superiori una pubblicazione indirizzata ai ragazzi e costituita da sei
opuscoli dedicati ciascuno ad un tema di educazione alla salute:
l’alimentazione, la sessualità, le malattie sessualmente trasmesse,
le dipendenze e il doping, la donazione del sangue e degli organi, il
primo soccorso e gli incidenti domestici.
Il progetto, presentato a
Roma nel novembre 2002 con una conferenza stampa congiunta dei due
Ministri, per quest’anno era rivolto agli studenti del biennio delle
scuole superiori, ma i tempi della sua realizzazione si sono allungati,
per cui il Centro Servizi Amministrativi (C.S.A.) di Milano, per
esempio, ha messo a disposizione delle scuole il materiale solo nel mese
di aprile. La maggior parte degli Istituti, pertanto, ha preferito
aspettare questo anno scolastico per valutare se e come utilizzarli, dal
momento che alle scuole, e quindi ai docenti, è richiesto di farsi
promotori di iniziative coordinate di educazione alla salute che
coinvolgano anche le famiglie, il territorio, le strutture mediche e il
volontariato.1
Gli opuscoli dovrebbero
essere perciò affiancati da un supporto telematico, il sito http://missionesalute.indire.it,
che a luglio era ancora vuoto e che ci auguriamo venga attivato per
questo anno scolastico in modo da favorire lo scambio e il dialogo fra
le scuole, e soprattutto fra gli studenti, i docenti e gli esperti che i
ministeri metteranno a disposizione per il Forum.
I sei opuscoli, che per
ora sono quindi l’unico materiale osservabile e “valutabile”, sono
tutti di eguale ampiezza (quaranta pagine ciascuno), molto colorati e
ricchi di illustrazioni simili a quelle dei fumetti, scritti con un
linguaggio piuttosto semplice e diretto; la trattazione dei problemi è
perlopiù introdotta attraverso “storie” raccontate in prima
persona. Sembrerebbero quindi pensati più per una lettura diretta da
parte dei ragazzi che per un’attività di mediazione didattica svolta
dai docenti, mentre invece le circolari di accompagnamento pervenute
alle scuole insistono sulla necessità di dare loro un adeguato spazio,
in quanto l’educazione alla salute deve essere trasversale rispetto
alle discipline e inserirsi nella prospettiva dell’educazione alla
convivenza civile introdotta con la riforma.
Il motto di tutti gli
opuscoli è “Chi non conosce il mondo lo subisce!”, perché solo
l’informazione può promuovere scelte consapevoli in tutti gli ambiti
della vita quotidiana. Sicuramente, ad esempio, se si considerano le
statistiche sugli incidenti domestici, risulta evidente la necessità di
intervenire sui giovani diffondendo una cultura della prevenzione ed
evitando così comportamenti pericolosi: l’opuscolo Aiuto sono a casa!
si pone appunto questo obiettivo fornendo, con un linguaggio piuttosto
spiritoso e “sdrammatizzante”, molti consigli pratici per evitare
infortuni domestici e per fornire interventi di primo soccorso
appropriati.
Chris e Leda è invece il
titolo dell’opuscolo dedicato ai trapianti e alla donazione di sangue
e di organi; è costruito integralmente come un racconto in cui si
intrecciano storie diverse e molto coinvolgenti: un ragazzo sportivo e
robusto scopre improvvisamente di essere ammalato di leucemia, e questa
notizia sconvolge non solo la sua vita ma anche quella di sua madre,
della sua ragazza e dei suoi amici. L’esperienza del dolore, però,
permette loro di venire a conoscenza di problemi e situazioni che prima
ignoravano e di aprirsi al dolore degli altri: così gli amici decidono
di donare il sangue, la mamma si ritrova a confortare una madre che ha
perso la figlia per una caduta dal motorino e ha accettato di donarne
gli organi, la ragazza conosce un bimbo di otto anni leucemico in attesa
di trapianto di midollo…
Mangi o non mangi?
affronta il tema dell’alimentazione, attività che in Occidente non
riguarda solo il corpo ma anche la mente, perché la grande varietà di
cibi a disposizione richiede da parte di ciascuno delle scelte, che in
molti casi non sono libere ma condizionate dalla pubblicità e dalle
strategie di vendita. Da una parte, quindi, è necessario che i ragazzi
abbiano informazioni adeguate che permettano loro di alimentarsi
correttamente, dall’altra è importante evitare che si facciano
condizionare dai messaggi che insistono ossessivamente su modelli di
bellezza irraggiungibili: l’opuscolo contempera in modo abbastanza
equilibrato queste due esigenze, quella informativa e quella formativa,
anche se la parte sui disturbi alimentari, data la brevità, si limita a
fornire solo alcuni spunti e testimonianze.
Gli altri tre opuscoli,
L’amore con amore, Virus e La trappola chimica affrontano le tematiche
più “delicate” dell’educazione alla salute: le relazioni
interpersonali e la sessualità, le malattie sessualmente trasmesse e le
dipendenze. In questi ambiti, infatti, è molto difficile fornire
informazioni “obiettive” e non condizionate, in modo più o meno
palese, dalla visione del mondo dell’esperto e/o dell’educatore che
le fornisce: l’unico modo per ovviare a questo problema, che si
presenta comunque in qualsiasi relazione educativa, è abituare i
ragazzi al sapere critico, insegnando loro a farsi delle domande senza
fornire già risposte preconfezionate. Nella tentazione più sopra
descritta sono caduti in parte gli autori dell’opuscolo L’amore con
amore: vincolati da limiti di spazio veramente esigui, hanno preferito
in alcuni casi saltare subito alle conclusioni, assumendo un tono
piuttosto prescrittivo e rinunciando alla mediazione del racconto o
della testimonianza utilizzata efficacemente negli altri libretti.
Chiunque viva a contatto con gli adolescenti sperimenta quotidianamente
la condizione di “analfabetismo affettivo” in cui tanti di loro
vivono: l’incapacità di dar voce ai sentimenti, sia a quelli positivi
sia a quelli negativi, è spesso alla radice di tanti problemi di
relazione con gli adulti e con i pari. D’altra parte, è molto
difficile trovare un approccio efficace a queste problematiche e
individuare canali comunicativi che promuovano una maturazione stabile e
duratura; la pratica didattica ci ha insegnato però che l’approccio
parenetico-esortativo (o, come dicono i nostri alunni, la
“predica”), pur se dettato da ottimi e nobili scopi, risulta in
assoluto il meno efficace.
Gli ultimi due opuscoli,
Virus e La trappola chimica, puntano invece su un linguaggio decisamente
aggressivo, sia nei testi sia nelle immagini: le conseguenze che provoca
il consumo di droghe, anabolizzanti e sigarette sono illustrate in modo
molto esplicito e diretto, insieme a giudizi altrettanto espliciti su
coloro che ne fanno uso (ad esempio, a p. 37 de La trappola chimica, i
rischi delle droghe sono introdotti dal titolo “Emergenza! Se sei un
idiota, non fare il fesso!”). Il rischio di un approccio così
“duro” è, a mio avviso, che risulti efficace solo nei confronti di
coloro (pochi? tanti?) che comunque non fanno uso di sostanze,
allontanando invece i ragazzi già in qualche modo coinvolti dal
problema.
L’opuscolo Virus
fornisce informazioni sulle malattie sessualmente trasmesse,
soffermandosi in modo più ampio sull’AIDS e sulle modalità per
evitare il contagio. Dato il taglio dell’esposizione, questo libretto
si può considerare complementare a L’amore con amore: viene lasciato
infatti molto spazio anche a riflessioni sulla “qualità” delle
relazioni affettive (ad esempio, a p.22: “Ricordati che sono la
stabilità dell’unione e la fedeltà reciproca le due armi davvero
vincenti contro l’HIV e tutte le altre malattie sessualmente
trasmesse” o, a p.25: “Ma che amore è quello che riduce tutto ad
avere rapporti sessuali, a usare o non usare il preservativo?”).
Proprio per questo approccio, però, l’opuscolo è stato duramente
criticato dall’immunologo Aiuti e dalla LILA, la Lega Italiana Lotta
contro l’AIDS, che domenica 1 dicembre 2002 non ha festeggiato la
giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS per protesta: i ministri
Sirchia e Moratti infatti, secondo la LILA, “scoraggiano con la loro
iniziativa l’uso del profilattico, creando confusione, ambiguità e
incertezze sulla sua efficacia oltre ad associarlo a valori, giudizi e
situazioni negative, esponendo la collettività tutta a rischi
altissimi, come del resto è la storia dell’AIDS ad insegnarci”.
Andrebbe peraltro ricordato che il progetto Missione salute è
indirizzato ad una fascia di età che va dai 14 ai 16 anni: non si
tratta cioè di una campagna di prevenzione generalizzata e indirizzata
alla totalità della popolazione ma di un’iniziativa di educazione
alla salute rivolta alle scuole; si può quindi capire che non punti
solo alla semplice riduzione del rischio, che è la filosofia dominante
nell’approccio medico-sanitario al problema, ma cerchi di inserire
l’informazione all’interno di un discorso più ampio. Anche in
questo caso, a mio parere, è però fondamentale che gli educatori
sappiano suscitare domande più che fornire risposte, perché si tratta
di questioni delicatissime e molto intime che ciascuno deve lasciar
maturare dentro di sé con calma, senza affrettare i tempi o bruciare le
tappe.
Data la vastità e la
profondità di tutte queste problematiche, è indispensabile quindi che
le scuole non si limitino a distribuire i materiali di “Missione
salute”, ma li utilizzino come spunto per creare occasioni di
confronto tra docenti, studenti, famiglie e strutture esterne: solo in
questo modo sarà possibile creare una sinergia educativa efficace che
promuova la crescita di persone sempre più capaci di scegliere in modo
libero e di orientarsi nella complessità dell’esistenza.
1 Cfr. lettera
dell’Ufficio Scolastico Regionale, prot. 2969 del 6 marzo 2003
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