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Rappresentare la conoscenza a scuola

Nasce su Internet una comunità sull’uso delle mappe concettuali

di Marco Guastavigna*   www.noiosito.it

È nato di recente sul web1 un Osservatorio sulle mappe concettuali nella didattica, strutturato come comunità di riflessione e di pratica su base aperta e interattiva: ci auguriamo di riuscire a collaborare e a discutere con molti colleghi interessati all’uso di questa metodologia nella didattica. I lettori potranno pertanto raggiungerlo in http://map.dschola.it/. L’iniziativa nasce e viene implementata nell’ambito del progetto “Dschola”, che negli ultimi anni ha coordinato le iniziative di sperimentazione sull’uso dell’ICT nella didattica in Piemonte. Dschola unifica le energie e le risorse umane e professionali che nello stesso periodo hanno reso vivo, attuale e visibile il dibattito sull’uso educativo del “concept – mapping” nelle scuole e, in particolare: le pagine “Mappe concettuali nella didattica” sul sito di “Pavonerisorse”; la sezione dell’equipe IAD dell’OPPI di Milano; e il progetto “Cmap” dell’Itis “Divini” di Sanseverino Marche.

 

Facciamo chiarezza sulle mappe 

In questa sede ci interessa presentare le linee generali dell’attività e soprat-tutto motivare il perché della nostra decisione e del nostro impegno. La ragione fondamentale è la necessità di fare (nuovamente) chiarezza. Nessuno infatti sosterrebbe mai che sia indifferente tracciare un areogramma piuttosto che un istogramma, mentre sono purtroppo invece frequenti, anche su molti libri di testo, le confusioni e le “sovrapposizioni” tra mappe concettuali, mappe mentali, schemi e così via.

Tutti i manufatti cognitivi citati appartengono in modi diversi all’insieme degli strumenti per la rappresentazione della conoscenza, ma i primi sono formalismi ben più consolidati e soprattutto ben più condivisi nell’immaginario didattico collettivo di quanto siano i secondi. Se ciò che chiamiamo genericamente schema è in effetti una rappresentazione della conoscenza a basso tasso di formalizzazione e, conseguentemente, con criteri di costruzione e di interpretazione non sempre facili da mettere in comune con altri, coloro che le hanno teorizzate (rispettivamente Novak e Buzan) hanno in realtà attribuito alle mappe concettuali e a quelle mentali un’impostazione scientifica ed un modello operativo e funzionale ben precisi e assolutamente distinti l’uno dall’altro. Il tasso di diffusione e di penetrazione di tali distinzioni e delle regole logiche che ne conseguono presso gli insegnanti è però molto limitato: ci è parso quindi molto importante fornire riferimenti chiari, rigorosi ed efficaci. La pagina di apertura della comunità propone pertanto una rassegna di esempi di diverse rappresentazioni della conoscenza, che hanno la forza e l’immediatezza dell’impatto visivo: invitiamo i lettori ad analizzarli e confrontarli con attenzione.

Accanto a questo filone, per qualificare e rendere maggiormente interattive le pratiche della nostra comunità, abbiamo attivato un server CmapTools. CmapTools® è un programma per l’elaborazione di mappe concettuali che consente, tra le altre cose, di pubblicare le proprie mappe su computer remoti e di renderle visibili non soltanto all’interno del software stesso, ma anche con un ordinario browser per il web, come normali pagine: è quindi un ambiente che stimola all’apertura, al confronto, al decentramento, alla discussione, alla revisione. Per rendere queste occasioni professionali più ricche e vivaci, chiediamo a coloro che utilizzano i servizi e gli spazi della comunità di pubblicare le loro rappresentazioni della conoscenza corredandole con una scheda di documentazione nella quale tentiamo di cogliere con la maggior precisione possibile gli aspetti processuali che sempre sono sottesi all’elaborazione di una mappa e che in genere costituiscono un elemento non facile da intercettare, fissare, descrivere ad altri. Più in generale, ci è parso molto importante costruire un luogo virtuale nel quale i colleghi possano dare vita a circoli virtuosi tra il rigore della teoria e la concretezza e la vivacità delle pratiche didattiche. Se tutti coloro che hanno promosso la comunità sono infatti convinti dell’efficacia delle mappe concettuali come strumento cognitivo, e condividono l’ipotesi generale che esse siano un metodo essenziale per una didattica ad impostazione costruttivista e che miri all’apprendimento significativo da parte degli allievi, allo stesso modo tutti sono concordi che sia necessario, attraverso la ricerca-azione proposta e sostenuta dalla comunità stessa, dare progressivamente risposta a una serie di questioni che ci accingiamo a condividere con i lettori.

 

Le domande che ci poniamo

In primo luogo bisogna capire quale rapporto vi sia tra le rappresentazioni della conoscenza, il curricolo formativo, formale e sostanziale, e il bagaglio delle competenze degli allievi. Attualmente, infatti, al di là dell’ampia visibilità, almeno apparente, la metodologia non trova una collocazione precisa nella progettazione didattica: la trasversalità, che ne costituisce un punto di forza sul piano teorico, si rivela una debolezza sul piano pratico, delle implicazioni organizzative e didattiche.

Non ha ancora una risposta precisa infatti nemmeno il quesito relativo a quale sia il momento del percorso formativo in cui è bene cominciare ad utilizzare le rappresentazioni della conoscenza; per quanto riguarda le mappe concettuali, poi, è noto che la gran parte degli esempi più convincenti proposti da Novak sono di tipo scientifico: quali sono gli spazi e le specificità degli altri campi disciplinari? Ha senso ipotizzare una sorta di primato delle materie, appunto, scientifiche ed una conseguente delega a una parte dei colleghi delle prime attività volte all’acquisizione di questa metodologia o piuttosto è meglio pensare a come un consiglio di (inter)classe possa programmare un intervento formativo interdisciplinare e organicamente e intenzionalmente trasversale? È nostra convinzione che una buona capacità di usare in modo consapevole e mirato le rappresentazioni della conoscenza dovrebbe essere un obiettivo acquisito al termine della scuola secondaria di primo grado.

Nella realtà concreta della scuola le cose vanno diversamente: si possono concepire attività di recupero di tali competenze nel biennio iniziale della scuola secondaria di secondo grado? Quali devono e possono essere? Su tematiche come questa, in particolare, ci interesserebbe un contributo diretto dei lettori di questa rivista. Al problema del recupero associamo quello della propedeutica: ci pare difficile, in particolare per le mappe concettuali, entrare immediatamente “in medias res”: riteniamo molto utile pertanto raccogliere informazioni sulle attività di avvicinamento e di orientamento a cui fossero ricorsi i colleghi.

Molto importante è poi avviare e raccogliere una discussione specifica sul principio fondante il modello logico-operativo delle mappe concettuali: Novak fornisce indubbiamente utili punti di riferimento e una sorta di linguaggio logico condiviso, identificando nell’inclusività il criterio logico intorno a cui si organizza una mappa concettuale e, accanto a questa tipologia di connessioni, prevedendo i collegamenti trasversali. Quali vincoli e limiti pone all’elaborazione questa sintassi? Se gli insegnanti hanno individuato dei limiti, come li hanno superati senza perdere in significatività e rigore? Sempre Novak ha fornito in più occasioni indicazioni per la valutazione delle mappe. Altri studiosi e inse-gnanti hanno aggiunto loro contributi. Qual è lo stato dell’arte? Che esigenza pongono le esperienze didattiche concrete? Come possiamo valutare con efficacia altre forme di rappresentazione della conoscenza? Accanto alla collaborazione culturale e professionale tra colleghi la comunità si propone di valorizzare la possibilità offerta anche agli allievi, da parte di alcuni ambienti digitali, di costruire mappe in modo collaborativo e a distanza: ci proponiamo di documentare quali valori aggiunti e quali problemi siano implicati in contesti formativi così modificati nell’infrastruttura ma anche nella mentalità.

 

Tornando ad una prospettiva generale…

… ci impegniamo affinché avvenga una crescita della consapevolezza teorica e operativa perché pensiamo che sia importante che nella prassi didattica si attui l’integrazione tra i diversi modelli di rappresentazione della conoscenza e non si realizzi invece una sterile contrapposizione, purtroppo in qualche modo alimentata dalla impostazione di qualche sito di produttori di software per l’elaborazione di mappe mentali.

Ci poniamo anche l’obiettivo di rimettere in evidenza la necessità di cogliere e praticare le rappresentazioni della conoscenza in modo completo, ovvero come strumenti per la costruzione di apprendimento significativo, per l’analisi, per il “brainstorming” e per la progettazione. Questo soprattutto per andare oltre alla visione delle rappresentazioni della conoscenza molto diffusa quando esse vengono coniugate con le Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione, secondo cui le mappe sarebbero essenzialmente strumenti subordinati alla progettazione (e alla fruizione) di ipertesti e di ipermedia. Questo modo riduttivo di vedere le mappe è infatti spesso condizionato da coloro che le hanno incontrate quando hanno scoperto un qualche “software” finalizzato a questo tipo di elaborazione digitale.                                n

 


*     insegnante di Italiano e Storia a Torino, redazione di “Pavonerisorse”

1 La comunità è promossa da chi scrive e da M. Ambel, A. Carletti, L. Casulli, M. Falasca, M. Gineprini, A. Lombardi, P. Mattioda, E. Pantò, A. Tifi, P. Vayola, D. Zucchini

Bibliografia

Buzan T., Usiamo la testa, Frassinelli, Milano, 1982

Buzan T. e B., Mappe mentali, NLP Italia, Milano, 2003

Carletti A., Le mappe concettuali nella didattica, Modulo 2, in L’apprendimento collaborativo: percorsi di formazione, Lodrini T. (a cura di), Franco Angeli, Milano, 2004

Carletti A., Costruzione cooperativa online di mappe concettuali disciplinari, Informatica & Scuola, 4/2003

Gineprini M., Guastavigna M., Mappe per capire, capire per mappe, Carocci Faber, Roma, 2004

Guastavigna M., Le “mappe informative”: modelli logico-operativi, differenze, possibili integrazioni nel per-corso formativo, Informatica & Scuola 2/2004

Novak J.D., e Gowin D.B, Imparando a imparare, SEI, Torino, 1989/2001

Novak J.D., L’apprendimento significativo, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 2001

 

Sitografia

Progetto Dschol http://www.dschola.it/

CmapTools® http://cmap.ihmc.us/

Mappe concettuali nella didattica” http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/

Progetto Cmap   http://server.divini.net/cmap/

Equipe IAD dell’OPPI di Milano http://www.oppi.mi.it/equipe/IAD/index.htm