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Un modello di intervento orientativo in previsione della riforma
Il LARSA sperimentale in provincia di Milano
di Daniela Merlo*
Il quadro normativo
La Legge delega del 28 marzo 2003, n. 53 – che
conosciamo tutti come “riforma Moratti” e che agita i sonni non solo
dei docenti dei Professionali, ma anche di quelli Tecnici - fonda il
secondo ciclo del sistema educativo su di una struttura bipartita nei due
canali dell’Istruzione liceale e dell’Istruzione e Formazione
professionale.
Ai due percorsi viene attribuita pari dignità
educativa e culturale ed è enunciata con vigore la possibilità di
passare da un sistema all’altro (art. 1 e art. 2 com. 1, lettera i).
A svolgere una funzione di ponte fra i diversi percorsi
formativi (di qualifica, di diploma, di formazione superiore, di
apprendistato) vengono istituiti i LARSA (Laboratori per
l’Approfondimento, il Recupero e lo Sviluppo degli Apprendimenti). Nello
schema grafico, a corollario illustrativo della riforma, i LARSA hanno un
aspetto rassicurante: interfacciati sui diversi sistemi, sono stati
inizialmente denominati “passaggi” e sembrano garantire “la
passerella” tra i percorsi, nessuno escluso, in un agevole duplice senso
di marcia: dal sistema dei licei a quello tecnico – professionale, o
viceversa; dal diploma di formazione superiore all’apprendistato, o
viceversa.
Siamo di fronte alla possibilità di uno strumento
nuovo, che garantisce e offre un supporto istituzionalizzato ai passaggi,
ma che è anche ambito ideale per iniziative di recupero o di sviluppo
all’interno dello stesso sistema. Quale deve essere la chiave di lettura
di questi percorsi: canali di transito o strumenti di rinforzo? Difficile
dare una risposta, soprattutto se si pensa che, in seguito alla Riforma
del titolo V della Costituzione, i LARSA, come tutta l’organizzazione
scolastica primaria e secondaria, saranno definiti, anche
quantitativamente, dalle Regioni, alle quali compete la gestione del
sistema scolastico, tramite delega agli Enti territoriali: il Comune, per
la fascia dell’obbligo, e la Provincia, per la secondaria superiore.
La proposta della provincia di Milano
Per l’anno scolastico 2003 – 2004 la provincia di
Milano ha offerto l’opportunità di progettare dei LARSA con il
finanziamento del Fondo sociale europeo: l’attività ha coinvolto in
progetti sperimentali una decina di istituti professionali e tecnici in
integrazione con centri di formazione professionale, cha hanno lavorato
insieme per quasi tutto l’anno scolastico. Il tutto ha preso avvio da un
seminario tenutosi il 22 maggio 2003, dal titolo “Nuove frontiere per
l’Orientamento tra Istruzione e Formazione Professionale”.
Nell’ambito del seminario è stata presentata la proposta di istituire
un “laboratorio di progettazione e pilotaggio” per la creazione di
percorsi realizzati in integrazione fra scuola e formazione professionale,
allo scopo di favorire il recupero e lo sviluppo degli apprendimenti e per
concorrere al successo formativo dei giovani.
A coordinare il laboratorio è stata designata, come
consulente della Provincia, la prof.ssa Maria Luisa Pombeni, docente di
Psicologia dell’orientamento all’Università di Bologna; supporto
nell’organizzazione e nella docenza è stato il gruppo di studio della
Provincia di Milano, che da anni opera nell’ambito delle azioni di
orientamento integrato tra i due sistemi; hanno partecipato ad incontri
mensili di monitoraggio un docente della scuola ed un tutor della
formazione.
La struttura dell’azione orientativa proposta
prevedeva quattro moduli, ciascuno declinato su specifici obiettivi e
supportato da questionari e schede di osservazione, di rilevazione e di
consiglio orientativo, che avrebbero potuto essere utilizzati nella
realizzazione del percorso.
La scansione della struttura era la seguente:
| Modulo 1, di auto-monitoraggio |
| consente di guidare lo studente a valorizzare gli
aspetti positivi dell’esperienza scolastica in corso, di
verificare le strategie personali di gestione dell’impegno
formativo, di ottimizzare l’investimento personale per proseguire
il percorso. |
| Modulo 2, di tipo esplorativo: |
| è finalizzato ad allargare le conoscenze dello
studente, a definire una mappa cognitiva di lettura delle
opportunità formative, a far emergere preferenze e interessi o
disponibilità residuali al fine di motivare ad investimenti diversi
dall’esperienza in corso. |
| Modulo 3 di tipo esperienziale: |
| porta a sperimentare l’impatto con nuovi contesti
formativi, anche di alternanza scuola-lavoro, sia a fini orientativi
che per conoscere nuovi stili di lavoro/apprendimento; |
| Modulo 4 o strategico. |
| realizza un approccio individuale con l’allievo,
distribuito nell’arco di tutto il percorso, per tutorare le
eventuali scelte di riorientamento. |
Il progetto specifico e l’esperienza
dell’Istituto “B. Cavalieri”
L’Ipsscts “Cavalieri”, in collaborazione con il
centro “Orientamento e Formazione”, ha sviluppato un progetto LARSA
denominato “Percorso orientativo di accompagnamento nelle transizioni
fra esperienze formative”. Il percorso è stato proposto in via
sperimentale a 15 alunni dell’Istituto che, pur avendo già compiuto i
16 anni d’età, fossero ancora iscritti alla classe prima e mostrassero
di avere difficoltà nel raggiungere l’obiettivo della qualifica
professionale. Si è trattato prevalentemente di alunni stranieri che
hanno accumulato ritardo nel curriculum scolastico a causa del “gap”
costituito dalla lingua italiana, o da studenti che evidenziavano grande
incertezza nel definire il proprio progetto di vita professionale futura.
La proposta formativa si proponeva di rimotivare
all’impegno scolastico, consolidando, laddove possibile, la scelta di
ottenere la qualifica; oppure di far maturare la scelta della formazione
professionale o dell’apprendistato come canale alternativo per
completare l’obbligo formativo. Il percorso progettuale si è prefisso i
seguenti obiettivi:
-
rendere ciascuno consapevole delle proprie risorse
personali, valorizzando le conoscenze e le abilità acquisite, gli
interessi e le motivazioni emerse durante il percorso scolastico o
grazie ad esperienze di vita quotidiana;
-
individuare le specifiche difficoltà scolastiche
presenti, identificandone le cause ed il campo d’azione attraverso
l’analisi degli stili di lavoro e di apprendimento;
-
far apprendere nuove strategie di gestione
dell’impegno formativo per ottenere un miglioramento dei risultati
ed ottimizzare l’impiego delle proprie competenze;
-
introdurre i corsisti nel panorama professionale,
sia attraverso l’erogazione d’informazioni ed addestramenti utili,
sia grazie all’attività di stage prevista per fornire loro la
possibilità di sperimentare l’ambito lavorativo in prima persona.
L’attività è stata suddivisa in 5 moduli:
1. modulo
di automonitoraggio
5 ore a disposizione per accrescere la conoscenza e la
consapevolezza di sé attraverso la rilevazione di caratteristiche
personali, conoscenze e capacità;
2. modulo
su strumenti e processi di motivazione e rimotivazione, anche con l’uso
di mappe cognitive
50 ore previste per l’individuazione e la risoluzione
delle difficoltà scolastiche;
3. modulo
per le pari opportunità
20 ore condotte dalle operatrici di un altro CFP,
imperniate sulle politiche del lavoro, le organizzazioni, il mercato del
lavoro, l’integrazione tra uomini e donne a livello professionale;
4. modulo
di cultura del lavoro
25 ore di preparazione allo stage, per approfondire
temi come quello della realtà produttiva locale delle imprese turistiche,
la loro organizzazione, le figure professionali previste;
5. modulo
dedicato allo stage (in aziende del comparto dei servizi o del settore
alberghiero) 80 ore di tirocinio che hanno consentito agli studenti di
sperimentare l’ambiente di lavoro e l’impiego di conoscenze e
competenze acquisite, nonché di apprenderne di nuove; una piccola parte
del monte ore è stata utilizzata per la rielaborazione e la riflessione
sull’esperienza.
Il percorso, di complessive 200 ore, si è sviluppato
fra novembre 2003 e aprile 2004, con incontri di 5 ore settimanali,
extracurricolari, tenutisi il sabato mattina, ad eccezione di una
settimana intensiva prevista dall’1 al 6 dicembre (mentre per tutta la
scuola era stata sospesa l’attività didattica) e 14 giorni di stage
realizzati a febbraio (in questo caso l’attività didattica per tutti
gli altri studenti di prima risultava sospesa per una settimana). Gli
incontri hanno previsto attività di gruppo (simulazioni, brainstorming,
discussioni ed esercitazioni), attività individuali (compilazione di
questionari) e lezioni frontali.
È stato ovviamente richiesto alle famiglie il consenso
all’inserimento di questi alunni nel progetto attraverso una
circostanziata lettera di presentazione degli obiettivi e dei metodi, il
tutto per vincere la preoccupazione più diffusa che era quella di una
prematura estromissione dalla scuola, il segnale di una nuova bocciatura.
È stato così sottolineato l’intento orientativo/riorientativo della
proposta, anche sotto l’aspetto di forte sostegno metodologico allo
studio.
I risultati
Alla fine del corso le famiglie sono state
interpellate, per mezzo di un questionario, sulla percezione del
cambiamento nei propri figli e sulla validità della proposta. Il corso
nel suo complesso è stato accolto dai genitori positivamente, anche nel
suo modulo esperienziale (stage), che pure ha comportato una settimana di
assenza dalla scuola. Anche se emergono, come è naturale, pareri diversi,
il miglior risultato si sarebbe ottenuto nell’ambito del comportamento
complessivo e dell’ interesse verso la scuola. La totalità dei genitori
si è espressa favorevolmente sull’utilità del percorso e
sull’opportunità di riproporre l’esperienza anche per il prossimo
anno.
Anche gli studenti hanno dato una loro valutazione del
corso, da cui emergono le difficoltà incontrate (soprattutto
nell’approccio all’uso delle mappe), ma anche la piena soddisfazione
per alcune attività (ad esempio, lo stage). Per tutti si è registrata la
riconferma dell’indirizzo di studi prescelto presso il “Cavalieri”,
a dimostrazione del fatto che l’intervento può servire a riappropriarsi
di una scelta compiuta, che in questo viene rimotivata, sorretta da una
migliore autostima, oltre che da capacità di confronto, di scelta e da
consolidate competenze trasversali.
Da tutti è stato sottolineato il positivo clima
relazionale instauratosi nel gruppo, che era condotto dalla tutor del
centro di formazione; emergono anche l’ottima tenuta d’aula, la
presenza assidua, il basso tasso di abbandono (solo uno studente su 15 ha
interrotto il percorso), nonostante l’impegno fosse faticoso, tanto da
richiedere anche la rinuncia al sabato libero e a due settimane di
vacanza. In particolare poi, al termine del corso, a tutti i docenti delle
classi da cui provenivano i partecipanti è stato trasmesso un ampio
resoconto del percorso compiuto da ciascuno, con la segnalazione dei punti
di forza e di debolezza mostrati; va inoltre segnalato l’esito finale
dell’anno scolastico che per tutti è stato positivo.
Il bilancio complessivo di questo esperimento
“assistito” è senza dubbio incoraggiante: è stata un’occasione per
realizzare nella scuola un’esperienza innovativa di integrazione, che ha
portato concreti stimoli e successi e ha introdotto anche un nuovo
interesse per l’attività di orientamento dei docenti, chiamati sempre
più intensamente a farsene carico. Il LARSA realizzato appare decisamente
come uno strumento esportabile e riproducibile, anche se prevalentemente
tagliato sull’ottica del rinforzo delle competenze, e funzionale
all’obiettivo del recupero e del potenziamento del successo formativo.
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