HOME.GIF (399 byte)
 

MESSAGGI IN BOTTIGLIA

Dal nostro Robinson un FW decisamente inquietante

di Antonio Corò

Questa volta è decisamente spazzatura. Forse l’ha scritta qualcuno che voleva scherzare, o forse no? L’altro giorno la corrente mi ha fatto arrivare una lettera che doveva essere indirizzata a qualcuno di importante, ma il brandello era privo di destinatario, così mi mancano alcune coordinate fondamentali: comunque di scuola si tratta, e quindi ve lo inoltro.

Mi permetto di scrivere a voi per esplicitare una mia proposta tesa a risolvere i problemi di bilancio scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, trovando parimenti delle strade alternative ed efficaci per innalzare la qualità dell’istruzione. Mi rendo conto che ciò non piacerà a molti, confido comunque che, attraverso di voi, questa mia giunga a chi di dovere, nella certezza che sarà apprezzata ai più alti livelli della scala gerarchica scolastica.

Le mie idee sono le seguenti.

È noto a tutti che la scuola pubblica ha numerose difficoltà economiche (insegnanti superpagati per poche ore di lavoro) e che quella privata non rende a sufficienza ai propri imprenditori. È noto anche che durante il cambio dell’ora gli studenti stanno qualche minuto senza il docente. L’installazione di un televisore a circuito chiuso in ogni aula risolverebbe entrambi i problemi. Gli studenti, noti scavezzacollo, rimarrebbero affascinati dalla serie di pubblicità loro propinate in questo momento, pubblicità che permetterebbero notevoli entrate alle casse scolastiche. Il voto di condotta potrebbe tener conto dell’attenzione con cui ciascuno di essi (studenti) ha seguito questi formativi momenti. Anche i re-gistri potrebbero avere un trenta per cento delle pagine destinate a spazi pubblicitari di vari prodotti, dalle bibite preferite, alle scarpe di marca, alle magliette griffate. Così per i libri di testo. In fondo basterebbe qualche piccola revisione, ad esempio sui libri di storia, in quelle ignobili pagine dedicate al poco dimostrato antifascismo, per ottenere spazi a pagamento che sicuramente potrebbero essere ambiti per alcune aziende che hanno a cuore i problemi dei giovani i quali, prima di tutto, ricordiamolo, sono consumatori, e poi se mai diventeranno uomini.

Ma tornando agli spazi televisivi, sono sicuro che se le lezioni fossero intramezzate da pubblicità, ne guadagnerebbe l’attenzione dell’intera classe. Basterebbe ad esempio che il docente di matematica, giunto ad un passo della dimostrazione che induce ad uno stato di torpore l’uditorio, accendesse l’apparecchio televisivo con un sufficientemente elevato volume – così come s’usa all’inizio degli spazi pubblicitari televisivi nei canali che giungono a casa nostra - per risvegliare l’utenza. Del resto ne ho la prova provata per l’esperienza diretta nella mia famiglia: il momento più allegro della nostra vita, mia, di mia moglie e dei figli, è proprio questo.

Un altro modo di incentivare le entrate è quello sperimentato da una scuola americana. È sfuggito ai più, ma è degno di nota. In California la Contea di Orange aveva in bilancio un paio di anni orsono per le proprie scuole quaranta milioni di dollari, pari a circa quaranta milioni di quella moneta che si usa in Europa, che ha investito in Borsa. È andata male e oggi quelle scuole non possono nemmeno acquistare i fazzoletti per piangere, altro che migliorare la proposta didattica. Ma non è mica detto che vada male anche a noi: sono convinto che siamo più furbi dell’investitore medio americano e che quindi sceglieremmo le azioni con miglior criterio. Nessun dubbio quindi sull’opportunità dell’operazione che, grazie alle “new economy”, potrebbe renderci parecchio.

E ancora, potremmo chiedere ad alcune aziende di installare direttamente le catene di montaggio nei locali della scuole, raggiungendo quattro obiettivi: affittare i locali, far lavorare i ragazzi a prezzi bassi e senza assunzione, in modo da aumentare la loro paghetta settimanale, aumentare il bilancio degli istituti e diminuire il costo delle merci.

Con i danari così risparmiati nel finanziare le scuole pubbliche che si finanziano da sé, il ministero potrebbe sovvenzionare maggiormente le scuole private, migliorando la qualità della loro offerta didattica. Ma l’obiettivo ultimo di tutta questa operazione è ancora più importante. Qualcuno ha detto che non basta comprendere il mondo ma che si deve modificarlo. Io credo che dopo averlo compreso, essendo il migliore dei mondi possibili, ad esso bisogna adeguarsi.

Con osservanza.