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MAPPE & PRADIGMI
Mappe per ragionare, 1
di Marco Guastavigna
In questa e nelle prossime puntate della rubrica
esamineremo sinteticamente alcune forme di schematizzazione a forte
impostazione pragmatica utilizzabili a supporto di alcune forme di
ragionamento, proposte dallo studioso inglese Tom Conlon all’interno
della produzione di uno specifico software, Conception –
www.parlog.com. Gli
articoli utilizzeranno pertanto immagini realizzate usando questo
programma, ma la logica operativa e visiva delle “mappe informative”,
così le chiama l’autore, è interessante e, a mio giudizio, convincente e
quindi esse possono essere impiegate anche con la tecnologia
tradizionale, dalla lavagna alla carta e matita.
Cominciamo il nostro percorso con le “Decision maps”, rappresentazioni
grafiche utili per operare una scelta tra diverse alternative.
Nell’esempio rappresentato in figura dobbiamo decidere quale sistema
operativo tra quelli
più noti e diffusi impiegare sul nostro computer.

Servendoci dell’esempio, vediamo qual è il modello logico-visivo a cui
fa riferimento una “mappa per
valutare”.
In primo luogo essa definisce corrispondenze precise e disambiguate tra
oggetti graficamente connotabili e elementi in cui è scomponibile il
ragionamento decisionale, ovvero:
-
problema su cui arrivare a una risoluzione
(rappresentato dal blocco chiamato “Decision making”);
-
opzioni disponibili (rappresentate dai blocchi di
tipo “Option”);
-
fattori o criteri da considerare (rappresentati dai
blocchi di tipo “Factor”), individuando gli aspetti positivi e negativi
delle diverse opzioni.
In secondo luogo una “Decision map” individua e misura le relazioni tra gli
elementi del ragionamento.
Nell’esempio, infatti, opzioni e fattori sono connessi tra di loro
impiegando linee di colorazione e spessore differenti a cui vengono
associati valori (+2, +1, 0, -1, -2), a seconda che la scelta sia
considerata molto positiva, positiva, neutra, negativa, molto negativa in
funzione del criterio di valutazione.
Operando con una “Decision map” saremo quindi in grado di visualizzare e di
governare l’insieme degli elementi e aspetti che costituiscono il processo
decisionale, esaminando in modo analitico e comparato quale sia l’incidenza
delle diverse opzioni sui fattori in base ai quali arrivare a una
conclusione. La libertà di scelta è garantita dal fatto che sta a chi deve
decidere fissare sia quali siano i criteri sia quali siano i valori e i pesi
da associare a ciascuno di essi: non è affatto detto che tutti i
lettori arrivino alle medesime conclusioni nel valutare la situazione
rappresentata dall’esempio.
Come già accennato, utilizzare questo modello pragmatico di ragionamento può
essere molto utile, anche senza dover ricorrere a Conception, perché può
essere:
-
realizzato facilmente anche su supporto tradizionale;
-
trasformato, adeguato, sistematizzato in rapporto alle
necessità, senza farsi condizionare dai riferimenti iniziali.
La logica complessiva di una “mappa per valutare”
costituisce insomma una rappresentazione grafica che può essere efficace sul
piano formativo perché:
-
individua con chiarezza visiva e efficacia cognitiva
gli elementi costitutivi fondamentali del ragionamento a cui vuol dare
dimensione pragmatica e operativa;
-
esplicita con chiarezza le relazioni tra i suoi elementi
costitutivi, a loro volta individuati e caratterizzati con precisione.
Come possiamo concretamente impiegare le “Decision maps” a
scuola?
La nostra esperienza ci dice che esse possono essere efficaci
in campo scientifico, per esempio per confrontare in modo rapido e chiaro la
credibilità logica e l’adeguatezza di ipotesi diverse a proposito di una
situazione. Allo stesso modo possono essere impiegate in un percorso di
avvicinamento propedeutico al ragionamento argomentativo, di cui ci occuperemo
per altro in modo specifico nella prossima puntata.
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