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MAPPE  & PARADIGMI

Mappe tematiche

di Marco Guastavigna
 

Presento alla discussione dei colleghi una mia personale traduzione e prima rielaborazione logico- visiva di una forma di rappresentazione della conoscenza che ho trovato recentemente implementata dallo studioso inglese Tom Conlon nel programma Conception, che è scaricabile mentre scrivo in una nuova versione rispetto a quella di cui abbiamo parlato nelle precedenti puntate di questa rubrica1, a partire dalla pagina http://www.parlog.com/en/conception.html.

Si tratta delle mappe tematiche, come sempre realizzabili anche carta e matita e raffigurate nella loro struttura astratta nella immagine seguente:

La mappa tematica è un modello pragmatico di sviluppo di un tema, che potremo utilmente impiegare prima di documentarci in modo approfondito e di elaborare un prodotto culturale esteso (dal testo scritto all’intervento orale) a proposito di un argomento noto nelle linee generali in sede di progettazione della mappa stessa; la fase di documentazione potrà portare a integrazioni e a modifiche dello schema iniziale, da considerarsi orientativo e non vincolante. Reduce dall’Esame di Stato, non ho potuto fare ameno dimettere in immediato rapporto questa forma di rappresentazione della conoscenza – certamente utile in molte altre situazioni- con le famigerate “tesine”, destinate ad aprire la prova orale degli studenti e molto spesso oggetto di feroci critiche. Il primo passaggio della mappa prevede ovviamente l’individuazione del tema; essa dovrà poi essere composta dall’alto verso il basso su tre livelli. Il tema dovrà infatti essere trattato assumendo diversi punti di vista, oppure essere analizzato in funzione sue varie specificità costitutive, chiamate caratteristiche. In figura sono rappresentati due nodi di questo tipo, ma si tratta di una pura esemplificazione generica; potremo infatti realizzarne la quantità che ci serve, con un importante vincolo logico: l’insieme dei nodi di questo tipo deve essere impostato in modo omogeneo; dovrò insomma decidere prioritariamente una volta per tutte tra aspetti o caratteristiche, senza poter alternare le due tipologie.

È chiaro che questo vincolo rende fondamentale la riflessione iniziale in merito: potrò ovviamente modificare la mia opzione, qualora si renda necessario, ma ciò costerà tempo e fatica. Meglio avere le idee chiare il più presto possibile. Vincolare il livello della prima articolazione tematica sul piano logico è molto importante perché consente di compiere scelte equilibrate sul piano dei contenuti ed equipollenti sul piano logico, destinate almeno in ipotesi a stimolare criteri di impostazione più solidi della semplice (e a volte vana o addirittura controproducente) collazione di quante più materie scolastiche possibile.

Ciascuna serie di aspetti o piuttosto di caratteristiche andrà così a riempire i blocchi di secondo livello, che sono divisi in due e – altro vincolo- dovranno non solo essere individuati e quindi titolati nella loro parte alta,ma anche definiti nella loro parte bassa sul piano del contenuto (di che cosa si tratta?) e della logica di sviluppo (quale rapporto ha con il tema?) con un breve testo esplicativo. Al terzo livello di tematizzazione si potranno così ulteriormente e coerentemente declinare aspetti o caratteristiche nei loro elementi significativi– o per lo meno in quelli che gli autori si sentono preparati ad affrontare. Ho già detto che la mappa tematica mi è parsa la forma di rappresentazione più adatta a cercare di restituire dignità logica ad un evento cognitivo – la “tesina”, appunto - spesso logicamente incoerente o comunque poco convincente. Ho formulato questa valutazione dapprima in soltanto modo intuitivo e poi, via via che procedevo a meglio definire i canoni della mappa tematica stessa, sulla base di un confronto con altre forme di schematizzazione che vengono sovente impegnate in tale occasione.

La mappa tematica richiede infatti una sintassi di composizione in sé rigorosa, su tre livelli predefiniti e vincolanti, che, come già accennato, le garantisce compattezza logica e di contenuto. Questo la differenzia ovviamente rispetto ai diffusissimi schemi improvvisati e quindi privi di regole sintattiche2 sia, ma anche rispetto alle mappementali3.  Queste ultime si fondano infatti su legami puramente associativi e sono quindi utili per una prima raccolta di idee, ma certamente non per la strutturazione approfondita di un flusso tematico coerente e unitario quale quello necessario per la progettazione e la rappresentazione di un evento culturale unitario, qual è una tesina, così come lo sono tesi vere e proprie e conferenze. Le mappe tematiche per contro hanno una logica di composizione meno impegnativa di quella necessaria per le mappe concettuali, che richiedono la definizione mediante etichette di tutte le relazioni tra i concetti in gioco, rivelandosi così in genere troppo complesse per consentire l’organizzazione logico-visiva di un percorso culturale davvero sostenibile da parte di studenti e commissioni esaminatrici.

La mappa tematica, infine, è molto diversa da una rappresentazione gerarchica, in particolare da quelle disposte ad albero rovesciato. Queste ultime hanno infatti vocazione classificatoria, che esige l’inserimento tutti i potenziali componenti del flusso di contenuti, per di più secondo un criterio di inclusione assoluta (ciò che sta in alto è più generale e contiene logicamente ciò che sta più in basso) e si rivela spesso a sua volta insostenibile da parte degli studenti perché viene realizzata in modo incompleto, quando non contraddittorio.

Nel realizzare una mappa tematica si deve procedere dall’alto verso il basso, ma sono ammessi sia criteri deduttivi (quando al secondo livello si scelgano le caratteristiche) sia criteri induttivi (quando al secondo livello si opti per i punti di vista) in una dialettica generale/particolare che può essere molto produttiva.

 


1 Cfr. la rubrica nel numero 31/2008 di Pragma.

2 Cfr. la rubrica nel numero 29/2006 di Pragma.

3 Cfr. la rubrica nel numero 30/2007 di Pragma.