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MAPPE E PARADIGMI
Facciamo un po' di ordine - 2
Mappe
mentali e progettazione del testo
di Marco Guastavigna
Come anticipato nel numero precedente, questa volta ci occupiamo
dell'uso delle mappe mentali, con particolare riferimento al
loro impiego in appoggio alla progettazione di un testo.
Con l'espressione mappa mentale ("mind map") ci riferiamo ad un modello
di rappresentazione grafica della conoscenza ideato
dallo psicologo inglese Tony Buzan, il quale cominciò le proprie
teorizzazioni riflettendo su come prendere appunti. Una mind
map ha regole di composizione definite in modo molto preciso e
vincolante. Si articola infatti per espansioni successive di
un tema iniziale (detto "Central Topic") sul quale sia necessario
chiarirsi le idee: la mappa obbedirà ad una logica radiale,
che prevederà il collegamento al primo nodo di una serie di nodi di
primo livello (chiamati in genere "Topic"), ciascuno dei
quali potrà essere a sua volta articolato in Subtopic (nodi di secondo
livello) e così via.

(fig. 1) Semplice esempio di mappa mentale sulla moda realizzato collettivamente
in una prima dell'Istituto alberghiero
Tutti i nodi vengono collegati tra di loro sulla base di un principio
associazionista : "Dato un certo tema iniziale, a cosa
la associo? Dati i nodi di primo livello, che cosa mi fa venire in mente
ciascuno di essi?" E così via per i livelli
successivi. Per questa ragione, non è necessario etichettare
collegamenti irradiati a partire dal centro. E' invece
obbligatorio assegnare un'etichetta ai collegamenti trasversali tra
nodi, dal momento che non si tratta più di un legame
predefinito in quanto associativo, ma di una relazione che può di volta
in volta variare senso e scopo variabile e che perciò
è opportuno definire con precisione.
Buzan suggerisce anche di enfatizzare gli aspetti iconici, simbolici e
grafici: un nodo può essere integrato o addirittura
espresso con un'immagine, i collegamenti possono avere colori diversi e
si possono usare tutti gli accorgimenti che si
ritengano utili per arricchire di significato i singoli nodi e il loro
insieme (fig. 2). Non è un caso che ci siano molti
programmi per computer dedicati al modello logico-operativo delle mappe
mentali, dal famosissimo "Mind-Manager" a "FreeMind",
semplice software open source, e che in tutti i casi l'impianto
valorizzi molto l'aspetto visivo.

(fig.2) Esempio di mappa mentale a supporto dell'analisi del film "Super-Size
me" realizzato collettivamente in una prima dell'Istituto alberghiero
E' bene chiarire che i livelli di una mappa mentale si sviluppano
secondo una logica sì gerarchica, ma "di contesto", assai
differente, per esempio, da quella di una classificazione e/o di una
struttura ad albero rovesciato, che costruiscono invece
forme di gerarchia assoluta: ciò che è collocato più in alto ha
costantemente un valore o un significato più generale, mentre
ciò che è collocato sta in basso ha sempre un valore o un significato
più specifico, incluso in ciò che lo precede. Capire
che cosa sia una gerarchizzazione di contesto significa capire fino
in
fondo perché‚ Buzan suggerisca di usare un centro ed
una raggiera per rappresentare un processo associativo. L'argomento
posto al centro si connota come punto di partenza e le
sue articolazioni radiali dipendono da questa scelta: tra i vari nodi
non vi deve essere per forza un vincolo di inclusione.
Ad esempio, se, come nella mappa presentata in figura 1 il punto di
partenza è la "moda", posso pensare come nodo di primo
livello alla "cultura", ma se invece parto dalla "cultura", posso
tranquillamente associarle al primo livello la "moda". In
ambedue i casi avrò perfettamente rispettato il principio
associazionista.
Scopo fondamentale delle mappe mentali è supportare la creatività. Nella
mia scuola le abbiamo quindi impiegate per
raccogliere velocemente le idee a proposito di un argomento e quindi per
impostare abbastanza rapidamente un testo, anche in
gruppo, soprattutto nelle classi iniziali.
Se la mappa mentale è destinata a tradursi in un testo, una volta che si
è conclusa l'elaborazione radiale, conviene
trasporla in una scaletta gerarchica (outliner) per punti. Questo
cambiamento è molto importante non solo visivamente, ma
anche logicamente: si tratta di trasformare la raggiera in una sequenza
articolata in livelli gerarchici, e sarà quindi
necessario decidere come ordinare linearmente i nodi di primo livello.
Con la mappa mentale sulla moda trasformata in bozza di scaletta
gerarchica (fig. 3), la cultura diventa il primo
sottoargomento sviluppato nella stesura.
(fig 3) La mappa mentale sulla moda
trasformata in bozza di scaletta gerarchica
*docente all'IIS "Beccari" di Torino
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