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La motivazione fondamentale che dovrebbe muovere l'insegnante di Lettere è quella di "fornire, attraverso l'educazione linguistica e lo studio dell'arte della comunicazione, un metodo e degli strumenti di analisi che siano utilizzabili nel contesto extrascolastico e che consentano agli allievi di saper riflettere e valutare anche, e soprattutto, le situazioni reali con le quali si confrontano quotidianamente". La scuola, infatti, non può non tenere conto del fatto che nella società postmoderna la quantità di informazioni comunicate è enorme, quindi non è più sufficiente fornire un sapere immutabile, ma è necessario rendere i ragazzi autonomi e in grado di decodificare rapidamente il maggior numero possibile di messaggi.
Questa è la premessa da cui è necessario partire per comprendere il lavoro svolto con i ragazzi di una classe seconda professionale nelle ore dell'Area di approfondimento, con l'aiuto della Compagnia Teatrale "La Credenza" di Milano.
Organizzazione didattica
Il seminario proposto ha avuto gli obiettivi di promuovere:
a) la conoscenza del linguaggio come forma di espressione;
b) la conoscenza degli strumenti tecnici ad esso relativi;
c) la capacità critica di ogni allievo.
L'argomento del corso, a prima vista teorico, doveva approfondire realtà concrete, facendo scattare negli allievi la curiosità verso i prodotti comunicativi, artistici e non, attraverso l'indagine sulle loro modalità di produzione e sulla loro efficacia.
Il corso si è dispiegato attraverso le seguenti fasi:
1) Introduzione ai vari tipi di linguaggio (pubblicitario, letterario, cinematografico e televisivo, teatrale, artistico/figurativo);
2) Analisi del linguaggio pubblicitario (alcuni modi di fare pubblicità: cartelloni e spot);
3) Analisi del linguaggio letterario (lettura di un testo espresso in 99 modi diversi, struttura di un libro, il genere letterario del romanzo);
4) Analisi del linguaggio cinematografico nei vari generi di film (comico, drammatico, storico, western, giallo, poliziesco ...);
5) Analisi del linguaggio teatrale (il genere del teatro, cast teatrale, scena, uso delle luci, luoghi di prova, teatro di strada, cabaret, ...);
6) Analisi del linguaggio figurativo pittorico (diversi modi di espressione, la pittura in Van Gogh e Goya).
Esempio del percorso di una fase: Analisi del linguaggio letterario
Vastissimo l'argomento e certo improbabile pensare di esaurirlo in pochi incontri. Si è quindi utilizzato uno strumento di provocazione diretta: attraverso la lettura di Esercizi di stile di R.Queneau, si è dimostrato come una stessa vicenda possa essere narrata in novantanove modi diversi, assumendo valenze e forme ogni volta differenti.
Gli Esercizi di stile sono riusciti a stimolare gli studenti al punto da convincerli a cimentarsi nella scrittura di un episodio di vita quotidiana, in cui la stessa vicenda viene "ridetta" mettendo alla prova le figure retoriche, i diversi generi letterari, giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere dell'alfabeto.
I risultati sono stati spesso sorprendenti per il grado di originalità dell'invenzione che sta ad indicare quanto produttiva possa essere una proposta quando non offra soluzioni prevedibili e noiose.
A) Commedia-sceneggiatura
Atto primo
Scena prima:
Nel corridoio principale della mia casa, alle diciotto
MADRE: Ciao tesoro, com'è andata oggi?
PADRE (con aria seccata) : Male!
Scena seconda
Il padre si cambia d'abito e si siede sulla poltrona del salotto
PADRE (sempre con aria seccata): Oggi è stata una di quelle giornate durante la quale è successo di tutto.
MADRE (con tono cordiale): Cosa è accaduto di tanto brutto?
PADRE: Non ho avuto altro che continue discussioni riguardanti i turni e le ferie! Non si può fare una discussione seria con dei simili colleghi!
Atto secondo
Scena prima
Stesso ambiente
FIGLIA (incuriosita): Si direbbe, papà, che la tua giornata non sia stata delle migliori.
PADRE (in maniera seccata): Sì, infatti.
Scena seconda
Il padre si reca in cucina per cenare.
MADRE (contenta): Oggi ho cucinato il tuo piatto preferito: le tagliatelle al ragù.
PADRE (reagendo in maniera sgarbata): Le ho già mangiate a pranzo!
Scena terza
Il padre d'un tratto s'incammina verso la TV e l'accende.
PADRE (nervosamente): Questa sera il telecomando è di mia proprietà!
Laura Citterio
B) Onomatopee
Alla sera chicchirichì sento il campanello suonare ding-dong che annuncia l'arrivo del mio papi, popi, pipi. Egli entra in cucina tra boom, drrr, du-du-du e saluta mia mamma ciao ciao.
Io sono in camera tra canzoni e palloni, cartoni e pupazzoni che si mischiano alla tele bong-bong, goal accesa da mio fratello. Poi, mia mamma mi chiama grr, grr, alf, alf e sia io che mio fratello pirolettiamo come un vortice verso la cucina e guizza e sguazza: plaffete su di una sedia e al rintocco del via bong-bong, cominciamo a mangiare gnom-gnom tra brusii, borbottii e puss pussi miao miao.
Michela Motta
C) Rime
Il mio papà torna alle sei io sono in cucina con lei. Apre la porta e sale le scale come se mi volesse fare del male. La mia mamma è fuori casa e mio fratello è a giocare alla NASA. Mi parla con rispetto e io gli faccio un dispetto. Gli chiedo del lavoro e mi risponde sei un tesoro. Gusta il suo buon vino e si incammina nel giardino.Vanessa Pozzi
D) Comunicato stampa
Chi ha detto che il romanzo e la novella sono morti? Questo nuovo e travolgente racconto intitolato "Ritorno dal lavoro", di cui i più affezionati lettori ricorderanno l'entusiasmante "Ritorno dalle vacanze", fa rivivere con toccante realismo il comportamento di un uomo succube dello stress lavorativo.
Questo eroe, paragonato per il suo modo di vestire a Dale Cooper (chi non ha sentito parlare di "Twin Peaks?"), torna dalla redazione del Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. completamente stressato dal lavoro e coinvolto in strane storie di turni e ferie.
Un romanzo, che è al tempo stesso divertente e realistico, racchiude inquietanti verità e vi lascerà sicuramente con il fiato sospeso.
Viviana Tagliabue e Ylenia Longoni
Riflessione programmatica
Non si può considerare il saper scrivere come un dono di natura, una capacità intrinseca dell'individuo. Si può invece insegnare e imparare a scrivere in modo funzionale, moderno e creativo lavorando sulle caratteristiche strutturali e linguistiche dei testi. La scrittura a scuola non è un lavoro di improvvisazione, per cui i ragazzi debbano necessariamente curare soprattutto le loro qualità creative. Scrivere significa comunicare qualcosa di cui si è a conoscenza; la fantasia è parte della scrittura, ma non ne è la componente principale.
Il lavoro curriculare svolto sulla costruzione della scrittura ha consentito di integrare, nelle ore di approfondimento, questa attività con le componenti ludiche, fantasiose e creative dei ragazzi.
L'insegnamento e l'apprendimento non si fermano e non si formano solo sui libri di testo. Parlare, scrivere, vedere non fanno parte di un bagaglio di lusso, ma sono gli strumenti più elementari e necessari alla vita individuale e sociale.
Sviluppare le capacità linguistiche, soprattutto negli studenti del professionale, significa sviluppare le loro possibilità di rapporto con la società e la cultura, le loro capacità di intervento pratico e di elaborazione conoscitiva.
Essi possono così liberarsi dal peso della paura di sbagliare, per esercitare un loro diritto che è quello di comunicare capendo, esprimendosi e intervenendo nella realtà sociale che è sempre più complessa e selettiva.
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