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Cristian (senza l'"h") e Samantha con l'"h") desiderano uscire assieme. Ma, come al solito, ci sono delle difficoltà. Il fatto è che Samantha, se non pioverà e se la temperatura sarà superiore ai venti gradi, ha già un impegno con la propria compagnia e andrà al mare. Nello stesso tempo Cristian uscirà solo se avrà a disposizione la macchina del padre. Il quale, se piove o se la temperatura supera i venti gradi, intende avvalersi in proprio delle prestazioni della sua quattroruote.
Il raccontino, con nomi di stagione, può diventare l'occasione di un interessante lavoro transdisciplinare, che utilizza, appunto, più discipline al fine di recuperare motivazioni, nella convinzione che agli studenti del professionale non sono le capacità che mancano, ma gli strumenti.
Ma partiamo proprio dalla piccola storia prima accennata.
Com'è noto, ogni disciplina ha un proprio lessico, ma esistono elementi comuni tra i vari linguaggi.
Per ogni disciplina è necessario che lo studente si costruisca un proprio modo di esprimersi, utilizzando appunto le specificità della disciplina stessa, ma, in un secondo momento, può essere importante verificare l'esistenza di un metalinguaggio adatto a più discipline. Infatti "la validità dei procedimenti dell'analisi non dipende dall'interpretazione dei simboli che vi sono impiegati, ma soltanto dalle leggi che regolano la loro combinazione. Ogni sistema di interpretazione che non modifichi la validità delle relazioni che si suppone esistano tra tali simboli è egualmente ammissibile. Ed è così che un medesimo processo può, secondo uno schema di interpretazione, rappresentare la soluzione di una questione riguardante le proprietà dei numeri, secondo un altro schema quello delle proprietà della geometria, secondo un altro ancora, quello dei problemi di dinamica o di ottica."
Chi ha scritto queste cose nel 1847 è noto, per altre ragioni, ai docenti di elettrotecnica e di elettronica: si tratta di Boole, il cui nome viene da questi spesso citato nelle lezioni dal secondo anno in poi. Ma sicuramente tutti i docenti riconosceranno che temi di questo genere sono presenti in Aristotele, Leibnitz, Bacone, Carroll (quello di Alice nel Paese delle meraviglie), Lombardo Radice e Peirce.
Come al solito, è la coerenza degli obiettivi derivante dall'accettazione di questi riferimenti culturali che ha permesso al consiglio di classe lo svolgimento di un lavoro complesso che ha visto impegnati i docenti di cultura, di matematica, di tecnica professionale (elettrotecnica) e di inglese.
Questa attività ha comportato la necessità di un serrato confronto all'interno del consiglio di classe, nel tentativo di "fare cultura" e non di insegnare materie come se fossero chiuse in cassetti totalmente indipendenti l'uno dall'altro. Inoltre ha anche significato un positivo confronto tra i docenti sulle finalità e sulle metodologie proprie del Progetto '92. Ma andiamo con ordine.
Nella tabella possiamo notare come vengano accomunati elementi propri di più materie. Tutti i contenuti di ogni riga orizzontale si corrispondono, avendo come elemento comune i connettori logici.
La frase "se studierai italiano e matematica sarai promosso" può essere codificata, in un'altra disciplina, con un circuito elettrico costituito da due interruttori l'uno dopo l'altro (in serie) la cui chiusura contemporanea fa accendere la lampadina indicata con Y.
La "tabella di verità" indica appunto che solo la presenza di due 1 nelle colonne di X1 e di X2, presenza che si ha nell'ultima riga, permette di avere il valore 1 per Y. In elettronica abbiamo un componente che esplica proprio questa funzione: si tratta dell'integrato AND, presente in tutti i laboratori di elettronica (costa poche lire).
Non stiamo a dare ulteriori indicazioni relative alle altre righe della tabella che indicano la somma logica (OR) e la negazione (NOT). Diciamo tuttavia che la frase "sarai promosso, se studierai italiano e matematica, oppure se avrai seguito nel modo opportuno i corsi di recupero" (tanto per stare in tema) può essere "tradotta" in un insieme di porte logiche.
Questo è stato il compito degli studenti: si è trattato di analizzare la piccola storia iniziale in modo da capire se c'era qualche possibilità che Samantha e Cristian uscissero assieme. Mentre il docente di italiano si occupava di connettori logici nell'analisi del periodo, il docente di matematica affrontava i diagrammi di Venn e l'algebra di Boole in genere.
Nello stesso tempo il docente di elettrotecnica ha affrontato lo studio dei componenti di elettronica digitale adatti allo scopo e lo studio ed il montaggio di elementari circuiti elettrici, mentre il docente di inglese si occupava del lavoro relativo alla traduzione dei data sheet, cioè dei fogli illustrativi dei componenti elettronici.
Il lavoro si è svolto dividendo la classe in quattro o cinque gruppi, con la presenza contemporanea di due o tre docenti, in funzione degli obiettivi pianificati. Insomma, la tabella di cui si è parlato è stata triturata, vista al microscopio, analizzata nelle relazioni significative tra le varie materie.
Prima di indicare i risultati dell'esperienza, bisogna dire che vi è stata qualche, utile, forzatura nei programmi, ma, di questi tempi c'è da immaginare che sarebbe ben più grave appiattirsi su programmi codificati, senza tener conto di come la realtà sia in movimento.
Veniamo ai risultati.
Per i docenti si è già detto: un positivo dialogo che ha scatenato energie e voglia di fare, uno scambio di esperienze che ha comportato anche un controllo di qualità che assomiglia, per certi versi, alla certificazione di qualità aziendale in uso presso alcune ditte secondo alcune norme europee (le EN 29000). Il lavorare bene tra colleghi, oltre che per la classe, è importante anche per ognuno di noi.
E per gli studenti? Innanzitutto hanno avuto un'immagine unitaria della scuola che ha significato un rafforzamento del ruolo docente, ma anche un più fattivo adeguarsi degli studenti stessi ai compiti che venivano loro affidati, sia dal punto di vista dei contenuti sia da quello dei tempi. Inoltre, poiché molti di essi si iscrivono solo per imparare un mestiere, vi è stato il riconoscimento, non forzato, ma reso evidente dal tipo di lavoro effettuato, dell'importanza di ogni singola materia. Ogni docente quindi ha potuto, in seguito, capitalizzare questo aspetto, avendo la possibilità di rendere più efficace la propria azione in altri momenti dell'anno, grazie al ruolo svolto in questa occasione.
Per quanto concerne le materie professionali, si è potuto notare un più facile coinvolgimento degli studenti, poiché la finalità dell'esperienza ha comportato l'esigenza di approfondire conoscenze di tipo tecnologico e scientifico. Tali conoscenze sono state in seguito la piattaforma che ha consentito di innestare altri concetti in modo più fattivo, con meno sforzo da parte dell'insegnante (e anche questo è un bene) e da parte anche dell'allievo.
Tra i risultati attesi e ottenuti vi sono stati anche quelli dell'incremento della coerenza formale, della correttezza della formulazioni e della capacità di ragionare sulle azioni in funzione degli effetti che queste possono dare.
Alla fine si è effettuato un tema di verifica gestito da tutti i docenti che hanno partecipato all'esperienza: si è trattato proprio di esprimere in più modi la piccola storia di Samantha, dimostrando se c'è la possibilità di un lieto fine dell'uscita assieme a Cristian.
Il possibile lieto fine andava ricercato quindi in italiano, tenendo conto dei connettori logici e di fattori significativi per la soluzione (quanti sono?), ma anche in matematica, e in tecnica professionale, montando il circuito elettrico ed elettronico che simula il problema, in modo che gli allievi imparassero anche a minimizzarne i componenti.
Pur lasciando ai lettori la definizione dei passi per risolvere il problema, diciamo che la storia ha un possibile lieto fine per Samantha e Cristian, mentre per chi ha partecipato all'esperienza il lieto fine c'è sicuramente stato.
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