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Quali potrebbero essere le remore didattiche nei confronti di un intervento di questo tipo ?
E' possibile rilevare una certa resistenza, anche psicologica, a sviluppare un percorso didattico strutturato in moduli; i docenti sovente mostrano solo una predisposizione a preparare prove integrate che in realtà hanno in comune l'argomento da affrontare e poco altro.
Si avverte l'esigenza di una razionalizzazione dei tempi della didattica.
Infatti, il tempo che viene dedicato alla preparazione delle prove finali risulta marginale rispetto all'esigenza di programmazione disciplinare e collegiale dei docenti.
Il Consiglio di classe, al terzo anno, deve predisporre un percorso didattico strutturando una matrice che contenga le aree disciplinari, i nuclei tematici da sviluppare, i compiti, le competenze e le abilità adeguate agli obiettivi trasversali e di indirizzo conformi al profilo professionale.
Gli argomenti da trattare devono essere individuati in base ai contenuti disciplinari e all'interesse che possono suscitare nello studente; devono essere scelte le abilità più significative per ogni singola disciplina e le abilità che invece possono essere meglio sviluppate da più discipline.
Tale lavoro, che è indubbiamente lungo e faticoso, può risultare più agevole se nei momenti di riunione collegiale ogni docente porterà i risultati di un lavoro preliminare.
Si avverte l'esigenza di definire criteri di valutazione comuni.
A tale fine devono essere definiti i criteri di valutazione a livello collegiale e fissate le percentuali di punteggio per ogni singola parte delle prove.
Ciò comporta:
Esperienze ed errori che si commettono nella valutazione.
Tali decisioni dovrebbero essere prese molto prima dello svolgimento delle prove, già all'inizio dell'anno scolastico, in quanto dovrebbero ispirare anche la programmazione del singolo docente.
Durante il corso del lavoro, in base al controllo del processo di insegnamento/apprendimento e dei risultati ottenuti dagli studenti attraverso le verifiche sommative intermedie, si dovrebbero produrre aggiustamenti di percorso, là dove sia necessario.
Lavorando in questo modo, gli studenti dovrebbero essere in grado di svolgere bene le prove.
Valutazione e commento del questionario.
La redazione di Pragma ha inviato via fax a varie scuole d'Italia un que-
stionario sulle prove integrate d'esame del terzo anno. Ci proponiamo di esporre magari in un prossimo numero i risultati di un esame puntuale ed oggettivo delle risposte per allora pervenute. Sin d'ora è tuttavia possibile trarre alcune conclusioni che confermano quanto sopra osservato: la più immediata e la più importante è che la prova integrata mette gli insegnanti di fronte alla necessità di una didattica multidisciplinare e di una valutazione oggettiva.
Tutti i questionari, infatti, indicano come necessaria una preparazione delle prove, più o meno lunga, ma comune a tutto il consiglio di classe e, in maggioranza, reputano indispensabile una griglia di valutazione. Si tratta, ovviamente, di una concordia discorde: la diversità stessa degli indirizzi che caratterizza l'Istruzione professionale rende indispensabile strutturare differentemente, nei modi e nei tempi di preparazione, le prove integrate.
E' interessante osservare, però, come le materie dell'area comune e quelle dell'area di indirizzo si intreccino liberamente all'interno delle due prove, secondo criteri di vicinanza metodologica e contenutistica più che secondo schemi e parametri prefissati. Non sempre, quindi, la prima prova riguarda solo le materie dell'area comune e la seconda quelle di indirizzo: sono invece i criteri di programmazione inter/multi/disciplinare del consiglio di classe a stabilire la struttura e gli argomenti.
Anche le risposte in merito al significato della dizione "testo relazionale" mettono in evidenza come, per la maggioranza, tale testo debba essere una esposizione scritta in cui le abilità richieste siano esercitate in riferimento a qualsiasi argomento oggetto della didattica, puntando dunque fortemente l'accento sulla trasversalità degli obiettivi e, di conseguenza, anche dell'insegnamento.
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