Corsi integrativi: un primo monitoraggio
a cura di: Ugo Cellitti
L'inchiesta è stata effettuata tramite un questionario inviato via fax a diversi Istituti Professionali sufficientemente rappresentativi della realtà nazionale, con l'intento di rilevare aspetti comuni di approccio all'argomento, nonché peculiarità meritevoli di approfondimento. La quantità delle risposte ricevute è risultata superiore all'80% delle richieste effettuate. Ciò da un lato ci consente di attribuire validità al campione scelto, dall'altro di osservare un livello di partecipazione e di sensibilità all'argomento oggettivamente notevole, anche al di sopra delle nostre aspettative.
Dai dati analizzati è emerso che:
- 1) tutto il campione ha attivato i corsi integrativi per le classi prime, seconde e quarte; di questo, il 53,8% li ha implementati anche per le classi terze e quinte;
- 2) i corsi sono stati effettuati per il 30,7% delle scuole del tutto all'interno dell'orario dell'area di approfondimento, per il 57,7% in parte al di fuori dell'area di approfondimento, infine per l'11,6% totalmente al di fuori dell'area destinata all'approfondimento;
- 3) per quanto riguarda le discipline oggetto di possibili corsi integrativi il campione ha optato per tutte, senza esclusioni aprioristiche, nel 61,6 % dei componenti; l'11.5% ha scelto le materie che, nella storia dell'istituto, sono considerate più a rischio; il 19,2 % ha scelto, tra tutte, quelle considerate più efficacemente recuperabili attraverso brevi itinerari compensativi; mentre il 7,7 % ha preso in considerazione sia la variabile rischio storicamente rilevato che quella legata alla recuperabilità in brevi itinerari compensativi;
- 4) la progettazione e l'organizzazione dei corsi è stata effettuata con le seguenti modalità: 4% a cura del singolo cura del consiglio di classe sia della commissione appositamente eletta;
- 5) dal campione si rileva come i docenti che tengono i corsi integrativi siano per il 40% appartenenti al consiglio di classe interessato, per il 32% in forza presso l'Istituto, per il 12% prevalentemente esterni all'Istituto, mentre per i rimanenti istituti sono state adottate soluzioni miste.
Tutto il camdocente, 52% a cura del consiglio di classe, 20% da una commissione apposita eletta dal collegio docenti, 24% sia a pione, come oggetto del recupero, ha indicato i contenuti specifici disciplinari, ma il 30%, e non è poco, ha specificato anche la necessità di sviluppare abilità trasversali alle singole materie come il metodo di studio,la logica e la capacità espressiva, dimostrando, se ve ne fosse ancora bisogno, che solo attraverso una didattica nuova si può attuare un recupero globale.