Disabili a scuola
H: il successo possibile
Un'esperienza di inserimento dei portatori di handicap fino alla maturità
di Claudia Strà
"Come è stato il primo impatto del consiglio di classe con Antonio?" "Buono, perché la Preside ha convocato gli insegnanti prima dell'inizio dell'anno scolastico, ha raccontato la storia del ragazzo ed ha indicato come affrontare le difficoltà che si sarebbero presentate." Chi parla è Adele Posa, docente di italiano e storia all'IPSCT "Paolo Frisi" di Milano.
Antonio Malafarina è un giovane tetraplegico che ha appena sostenuto gli esami di maturità ad indirizzo economico-aziendale, riportando la votazione di 60/60. Per respirare, ha bisogno di quattro piccoli apparecchi inseriti nei muscoli del torace, e per muoversi ha bisogno della sedia a rotelle. Nei due anni di frequenza al "Frisi", ogni giorno è stato accompagnato a scuola con un mezzo speciale acquistato dalla sua famiglia e guidato, all'inizio, da un obiettore di coscienza, poi, a turno, dagli anziani del quartiere. "Sa, con loro ero più tranquilla - sorride mamma Pina, che ci accoglie nella casa di via Famagosta. - I giovani hanno una guida imprudente, spesso arrivano in ritardo e Antonio ci teneva tanto a essere sempre puntuale." "Puntuale e tenace - osserva la professoressa - era d'esempio a tutti: chissà quanti nella sua situazione si sarebbero lasciati andare."
Quella di Antonio è una situazione che risale all'estate del 1988, quando un tuffo in un punto in cui l'acqua del mare era troppo bassa ha provocato la rottura delle vertebre cervicali del giovane e la conseguente paralisi. "Ero stato promosso alla quarta classe dell'ITIS - racconta - ed ero in vacanza in Calabria. Dopo il trauma dell'intervento e della lenta ripresa per cui sono dovuti trascorrere alcuni anni, ho incominciato a pensare che mi sarebbe piaciuto riprendere una vita, per quanto possibile, normale e, prima di tutto, gli studi. Fu allora che incontrai la preside Iris Tarter, che da tempo operava nel suo Istituto per favorire l'inserimento e l'integrazione degli studenti portatori di handicap, e che mi aiutò a realizzare il mio progetto di arrivare alla maturità."
Nella scuola è stata costituita un'équipe che prepara "piani educativi personalizzati" per i ragazzi disabili, che sono seguiti, oltre che dagli insegnanti di sostegno da assistenti accompagnatori, grazie ad un finanziamento del Comune. "Come hanno lavorato in questi anni i docenti con Antonio?" "Bene, anche se con un po' di ansia - dice l'insegnante - . Possiamo dire che è stato lui ad aiutarci, con la sua serenità e con la naturalezza con cui riesce a mettere tutti a proprio agio."
"E i compagni, come si sono relazionati?" "Antonio aveva desiderio di stare con gli altri, di socializzare, di dimostrare che si può affrontare la vita anche in situazioni drammatiche e questo gli altri ragazzi l'hanno capito profondamente. Sul piano pratico il loro aiuto è consistito soprattutto nel mettere sempre al corrente il compagno riguardo all'andamento delle lezioni e al lavoro da svolgere a casa. Ciò si è reso particolarmente necessario a partire dal mese di febbraio, quando Antonio ha dovuto assentarsi per parecchio tempo da scuola e le sue condizioni fisiche sembravano mettere in forse la sua possibilità di sostenere gli esami."
Dopo un intervento delicato, che si era reso indispensabile, Antonio non poteva reggere alla fatica per più di tre - quattro ore e, soprattutto, non poteva spostarsi. Allora si sono chieste al Ministero e al Provveditorato tutte le agevolazioni possibili. Le prove d'esame scritte sono state sostenute a casa, alla presenza di una sottocommissione composta da un commissario esterno, dal membro interno e da un' Ispettrice, la dottoressa Anna Maria Gilberti. La traccia della prova tecnica è stata equipollente, ma più breve, rispetto a quella proposta agli altri candidati; le prove orali si sono svolte regolarmente sempre presso l'abitazione di Antonio alla presenza di tutta la commissione. In queste lo studente ha dato il meglio di sè, soprattutto in letteratura italiana, materia per la quale ha evidenziato non solo conoscenze approfondite, ma anche grande passione. La lettura, infatti, si è rivelata in questi anni una delle attività più care e significative per il neodiplomato, che si è iscritto alla facoltà di Lettere moderne.
"Ho riletto i Promessi Sposi dopo dieci anni - dice - ed è stata tutta un'altra cosa. Leggere è importante - continua - aiuta a pensare. Quando ero in ospedale, e le notti erano così lunghe, non pensavo a far passare il tempo, pensavo e basta. Il tempo passa comunque, per tutti: perché il tempo è fatto per passare."