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Su PRAGMA lintervento "a conclusione" del Direttore generale uscente
Un invito a "difendere" lIstruzione professionale
il saluto del Direttore generale uscente
Giuseppe Martinez
Pubblichiamo sul primo numero del nuovo anno il saluto del dottor Giuseppe Martinez ai redattori e ai
lettori di PRAGMA; nel numero di gennaio la rivista intervisterà il nuovo Direttore generale, dottor Pasquale Capo
Detesto gli addii e non ho certamente lintenzione di fare la commemorazione della mia presenza allIstruzione professionale. Non tocca daltra parte a me parlarne. Se quindi intervengo "a conclusione" o con questa mia breve nota su PRAGMA è per due motivi.
Anzitutto perché sento lesigenza di dover rivolgere un saluto caldo ed affettuoso a questa Rivista, ai suoi redattori, e ai suoi lettori, in quanto essa è figlia di quellimpegno e di
quellentusiasmo che mi sono sembrati coinvolgere, per lo meno in una sua rilevante
parte, lIstruzione professionale. Una rivista che, fondandosi esclusivamente
sul volontariato, raggiunga e mantenga il livello di dignità sostanziale e formale
che caratterizza PRAGMA non può che essere lespressione di un grande
impegno civile e di forti aspirazioni intellettuali.
Il secondo motivo investe il bisogno sentito di rivolgere un invito forte e chiaro a
continuare lazione per la difesa dellIstruzione professionale.
LIstruzione professionale si è completamente rinnovata, con unofferta formativa
adeguata alle esigenze del sistema produttivo, una impostazione culturale e metodologica
adatta, perlomeno potenzialmente, ad affrontare i complessi problemi di una utenza
proveniente dalle aree culturali più svantaggiate, mettendola in grado di affrontare,
a parità con quella degli altri settori scolastici, lelevazione dellobbligo scolastico e dando per la prima volta "ai capaci e meritevoli" reali opportunità di accedere agli studi superiori. Nel contempo essa ha definito il proprio ruolo in una logica di partnership, nel senso di
collegarsi strettamente alla formazione regionale ed al suo impegno istituzionale in
materia di professionalizzazione in funzione dello sviluppo produttivo del territorio.
Le intese firmate con tutte le regioni sono emblematiche del riconoscimento
della validità di tale impostazione.
Cosa induce ora le Regioni, o meglio qualche Regione, a volersi annettere quello che
è oggi, per le caratteristiche dei suoi corsi e dei suoi titoli di studio, un pezzo
fondamentale del sistema scolastico e, nel contempo, una base essenziale su cui innestare
una formazione regionale degna finalmente di questo nome? Eviterò di darmi una risposta per non affondare nelle polemiche.
Vorrei solo sottolineare che lo sganciamento dellIstruzione professionale dalla Scuola
Nazionale rappresenterebbe un vero e proprio ritorno al passato, quando la legge Casati e, con maggior furore, la legge Gentile tennero rigorosamente fuori dal sistema formativo
nazionale questo importante settore e, con esso, la sua specifica utenza, nei confronti della quale certamente non nutrivano particolare interesse.
Anche se capita raramente, speriamo che possa prevalere la forza della ragione.
Giuseppe Martinez
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