
 |
 |
|
|
Articolo precedente |
Articolo seguente |
L'ISPETTRICE RISPONDE
Quale educazione per gli adulti?
Di educazione permanente oggi si parla con sempre maggiore ed apprezzabile insistenza non solo in Italia e in Europa, ma in tutto il mondo. Per la verità, che l'educazione debba essere una dimensione continua dell'esistenza umana e che anzi la caratterizzi in modo privilegiato, non è certo acquisizione recente. Senza scomodare Socrate, possiamo ricordare Benedetto Croce: «Ho sperimentato in me stesso la falsità della dottrina pedagogica che confina l'educazione ad una prima parte della vita, e la verità della dottrina contraria che concepisce la vita intera come continua educazione e il sapere come unità del sapere e dell'imparare. E quando si sa senza più poter imparare, quando si è educati senza possibilità di meglio educarsi, la vita si arresta e non si chiama più vita, ma morte».
La citazione crociana è proprio voluta, con buona pace di tutti coloro che associano la formazione continua ad una delle tante mode americane escogitate per tenere a bada le impennate di disoccupazione o per far giulivamente socializzare gli studenti che si sentono rassicurati solo dal richiamo continuo all'aurea tradizione classica della cultura e della scuola italiana.
Ritornati al 1996 ci viene naturale pensare che il settore dell'Istruzione professionale sia uno degli interlocutori privilegiati per percorsi formativi mirati agli adulti. Se ne è parlato in modo trasversale in più articoli di PRAGMA; ci sono comunque delle domande ulteriori che vorremmo porre all'Ispettrice Borrello, che di quest'area si sta occupando da tempo.
Considereremo ancora una volta le sue risposte come un autorevole e prezioso contributo alla conoscenza di uno dei più importanti scenari futuri della scuola italiana.
Come intende muoversi l'Istruzione professionale nel futuro a breve e medio termine? C'è un lavoro di studio e di ricerca metodologico-didattica specifico? Quali le acquisizioni più significative, gli orientamenti e i progetti più nuovi?
Lucia Frigerio
Risponde l'Ispettrice Tecnica
Liliana Borrello
E' proprio vero: di educazione permanente oggi si parla molto, ma è altrettanto vero che le testimonianze storiche documentano un interesse antico per questo settore della formazione.
D'altronde l'interesse di oggi si lega al contesto economico in forte evoluzione, contraddistinto da ricorrenti fasi di riconversione produttiva, che determina il problema di sostenere la mobilità di migliaia di lavoratori in esubero. Si tratta spesso di adulti privi di sufficiente qualificazione professionale, ovvero specializzati in attività superate dall'evoluzione dei contesti produttivi e, in ogni caso, privi della robusta base di conoscenze, di abilità e di attitudini personali indispensabili per innestare autonomi processi di riconversione. D'altro lato, concrete possibilità di reinserimento nel lavoro sono presenti solo su ruoli professionali fortemente qualificati e complessi, per l'accesso ai quali non sono sostenibili immediati interventi aggiuntivi di specializzazione o stages di lavoro, senza un'indispensabile crescita personale e culturale, generale e specifica.
In tale contesto l'Istruzione professionale procede valorizzando l'esperienza acquisita nei corsi serali in generale e in quelli realizzati in attuazione del progetto A.L.I. FOR.T.I; tale progetto, il cui titolo è l'acronimo di "Alternanza Lavoro Istruzione: Formazione Totalmente Integrata", trae origine dalla convenzione firmata tra la Direzione Generale e la GE.PI/FO.PRI con la finalità di agevolare il rientro negli itinerari formativi scolastici di lavoratori adulti, in cassa integrazione guadagni, in mobilità o inoccupati, privi di titolo di studio di scuola secondaria superiore, e il successivo conseguimento del diploma scolastico di qualifica professionale.
In realtà anche diversi adulti, già in possesso di altri diplomi di maturità, hanno ritenuto vantaggioso cogliere l'occasione formativa per aumentare le loro conoscenze ed abilità e, di conseguenza, le probabilità di essere riassorbiti dal mondo del lavoro. I corsi strutturati per ricevere utenti aventi caratteristiche così diverse sono stati attuati con un'offerta formativa modulare in multiclasse, con piani di studio personalizzati, anche con frequenza parziale, con percorsi didattici in autoistruzione assistita, integrativi o sostitutivi della frequenza.
I corsi serali che sono stati realizzati hanno consentito di acquisire elementi di studio e di ricerca sulla formazione per gli adulti evidenziando i punti di massima attenzione. Tra questi vi è senza dubbio la formazione professionale dei docenti. Infatti, anche una lunga esperienza maturata nella formazione iniziale non è sufficiente: l'adulto, a differenza del giovane, non è una carta assorbente; è ricco di esperienze e di saperi che devono essere valorizzati e che devono stimolarlo nel processo di ristrutturazione di campo cognitivo e comportamentale.
Tutta l'esperienza acquisita sarà importante per la realizzazione dei futuri corsi e per la stesura della nuova circolare sui corsi serali, che dovrà consentire l'attivazione di percorsi formativi con una struttura ancora più flessibile di quella attuale, in grado di fornire le risposte adeguate alle esigenze formative degli adulti.
 |
|
|
|
Articolo precedente |
Articolo seguente |