Libro di testo o libertà didattica?
L'educazione letteraria "per moduli"
L'approccio modulare alla Letteratura e alla Storia richiede una sollecita revisione strutturale della scuola e della metodologia didattica
di Daniela Merlo e Margherita Romano
L'insegnamento dell'italiano e della storia nel biennio post-qualifica dell'Istituto professionale deve essere organizzato secondo una programmazione modulare, esplicitamente richiesta e guidata dal D.M. del 15/4/94 che illustra "Programmi e orari di insegnamento" nel biennio finale.
Le due discipline, infatti, in larga misura convergono per campi applicativi e presentano, almeno in parte, analoghe finalità didattiche. Hanno in comune l'obiettivo di far acquisire allo studente le capacità di utilizzare ed analizzare in modo autonomo i testi specifici, abilità che sono fondamentali per potenziarne l'educazione linguistica, ma anche quello di saper riconoscere permanenze/mutamenti/innovazioni all'interno dei fenomeni storici e letterari. Ogni modulo deve essere progettato come un insieme di unità di approfondimento, ciascuna delle quali dovrà essere strutturata in modo tale da consentire l'acquisizione di conoscenze, abilità e atteggiamenti che complessivamente caratterizzino il curricolo programmato e garantiscano il possesso definitivo di un "saper fare" che consenta allo studente di orientarsi anche in ambito extrascolastico.
Ciascuna unità deve prevedere specifici prerequisiti, obiettivi, tempi, metodologie, contenuti e prove di verifica. Infatti, data la sua caratteristica di unità completa di contenuti, ogni modulo mira a fornire conoscenze esaurienti su di un dato tema e a sviluppare nell'allievo competenze specifiche a sè stanti: un modulo può indagare sulla figura dell'eroe nella letteratura romantica, un altro sulla dinamica città-campagna nel romanzo del Novecento, un altro ancora sul mondo degli impiegati nella Letteratura, ricollegandosi ad uno dei più diffusi indirizzi degli Istituti professionali, ma è possibile programmare anche moduli su generi, periodi storico-letterari, opere o singoli autori.
Pertanto, un apprendimento modulare non può essere un approfondimento di primo livello, in quanto presuppone un sistema di prerequisiti da richiamare o da consolidare nello sviluppo del modulo stesso. E forse proprio questa è la caratteristica più formativa dell'insegnamento modulare: abituare gli studenti a servirsi delle proprie conoscenze e/o competenze in modo "differente", a orientarsi nella propria rete di informazioni per trarre e approfondire quelle utili alla trattazione complessa di un argomento dato, esaminato da più punti di vista.
Inoltre, l'insegnamento modulare consente, anzi favorisce, la progettazione di attività multidisciplinari, richiedendo più dell'insegnamento tradizionale il confronto tra colleghi di materie diverse, sia sui metodi che sui tempi dell'apprendimento. Tutto ciò libera la creatività del docente, fornendogli numerose opportunità di rapportarsi in modo più autonomo con gli obiettivi e i contenuti delle proprie discipline di insegnamento e di pensare, all'interno ovviamente di un progetto educativo attentamente studiato e discusso con i colleghi del consiglio di classe finalità, metodologie, approdi.
La programmazione modulare si rivela, pertanto, uno strumento didattico innovativo e vantaggioso poichè il modulo, per la sua flessibilità e intercambiabilità, per la possibilità di procedere all'immediata verifica, per le caratteristiche di "credito culturale "che lo caratterizzano, consente agli studenti di affrontare con la procedura pedagogico-didattica più adeguata l'operazione di transfert fra abilità e conoscenze legate a insegnamenti diversi.
Ma anche per i docenti il modulo è particolarmente significativo e gratificante, poiché garantisce ampia libertà didattica, possibilità di ricerca e produzione di lavoro originale, che sia funzionale alle esigenze della classe e quindi riprogettabile ed adattabile ai reali tempi dell'insegnamento/apprendimento e del recupero.
Ma nel procedere secondo la programmazione modulare si riscontrano, a nostro avviso, numerose difficoltà.
L'osservazione più immediata, e critica, da farsi di fronte alla esigenza di realizzare un processo di insegnamento/apprendimento modulare, viene dal constatare come non sia cambiata l'organizzazione dell'orario di lezione, pur essendo cambiato la metodologia della didattica delle discipline storico-letterarie. Infatti, a noi pare che la scansione modulare richieda la possibilità di accorpare un buon numero di ore di intervento per affrontare compiutamente e in modo non dispersivo le singole unità di apprendimento.
La tradizionale ripartizione dell'orario fra diverse discipline nell'arco della mattinata non è funzionale alla programmazione per moduli e alla loro complessità, si dovrebbe giungere ad una ampia flessibilità oraria, di cui ogni disciplina potrebbe avvalersi.
Difficoltà evidenti, inoltre, si incontrano nel portare gli studenti ad avere sempre la consapevolezza del cammino che stanno svolgendo e degli obiettivi che debbono raggiungere. _ frequente cogliere in loro perplessità e incertezze nel comprendere quale sia il punto d'arrivo; sovente non sanno superare l'apparente frammentarietà del percorso; non possono più contare sulla prevedibilità e sulla ripetitività del programma di storia della letteratura italiana, proposto secondo uno sviluppo cronologico o per generi. Per questo è necessario procedere ad una chiara e schematizzata presentazione della programmazione modulare, anche attraverso una scheda riassuntiva dei moduli, con obiettivi e contenuti, da distribuirsi agli studenti all'inizio dell'anno scolastico e con la quale sia loro possibile comprendere il punto in cui si trovano dentro la realizzazione del modulo o del percorso.
Abbiamo rilevato, ancora, che i moduli di letteratura italiana con la loro tipologia diversificata consentono di allargare enormemente il campo delle letture, tanto che le tradizionali antologie di testi letterari non risultano più sufficienti; facilmente, invece, si dovrà fare ricorso ad ampie letture integrali o al reperimento di numerosi volumi nelle biblioteche pubbliche o scolastiche. Tutto questo comporta disagio per gli studenti e sovente non consente di svolgere l'attività nei tempi stabiliti.
Per ovviare a questa difficoltà bisogna definire la programmazione modulare già entro la fine dell'anno scolastico, in modo da assegnare nel periodo delle vacanze estive tutte le letture propedeutiche allo svolgimento dei moduli e per dare modo agli studenti di reperire quei testi che poi saranno oggetto di approfondimento.
Un'ultima riflessione si impone per quanto concerne l'attività didattica nella classe quarta post-qualifica. Si tratta di una classe iniziale, nella quale confluiscono studenti provenienti da classi diverse, forniti di conoscenze, capacità e metodo di studio sovente non omogenei; pertanto, risulterà molto difficile fare riferimento a dei prerequisiti che risultino veramente tali per tutti e non siano, per alcuni, veri e propri obiettivi da raggiungersi.