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La dispersione scolastica negli istituti professionali raggiunge le punte più elevate dell'intero sistema scolastico italiano. All'Ipsia "Enrico Medi" di Palermo si sta cercando di ridurne l'incidenza grazie ad alcuni progetti finanziati dall'Unione Europea: il progetto che nello specifico verrà illustrato è quello sperimentato nel corso denominato STP 9. Esso è stato tenuto dal Prof. Filippo Ciampolini, docente di Elettrotecnica all'Università di Bologna, presidente del'IRRSAE dell'Emila Romagna nonché noto esperto di Didattica Breve.
Si è partiti dall'assunto che tutti gli alunni, anche quelli ritenuti più bravi, hanno bisogno di recuperare; in quanto recuperare un allievo significa porlo nelle condizioni di non aver bisogno del recupero, un recupero del genere deve essere rivolto all'intera classe. In altri termini, bisogna insegnare a studiare ed incentivare il possesso delle abilità logico-linguistiche. La peculiarità dell'esperimento è che esso coinvolge studenti (in qualità di discenti) e docenti (in qualità di osservatori) e che questa è stata la prima volta che è stato effettuato in un Istituto professionale, in una seconda classe, la 21 BIEN (bienno elettronico).
Prima dello svolgimento dell'esperimento, si è proceduto alla scelta degli argomenti della "materia pretesto", cioè della disciplina da utilizzare come strumento per il recupero logico- linguistico.
Poiché tutti i docenti partecipanti al corso erano insegnanti di materie di area tecnica, si è scelta quale "materia pretesto" l'elettrotecnica, anche se inevitabilmente sono stati trattati anche argomenti di matematica per le note difficoltà presentate dagli alunni in questa materia, che è basilare per lo studio di molte altre. Gli argomenti da trattare sono stati selezionati in base alla loro incidenza sulla formazione logica dei discenti. Il Prof. Ciampolini ha illustrato l'uso di uno strumento metodologico che si è rivelato molto utile: il "distillato verticale della materia". Esso è costituito da tante righe numerate , in ognuna delle quali viene posto l'argomento trattato, che in genere è un pezzetto di programma con una sua unitarietà, con accanto l'indicazione della tipologia: definizione, dimostrazione, dato sperimentale ecc.
L'alunno trae vantaggio dall'uso di questo strumento in quanto ha un ordine di successione degli argomenti, e poi può ricostruire la descrizione dell'argomento N utilizzando tutti gli argomenti dal primo fino all'N-1 esimo. Gli argomenti utilizzati per descrivere l'argomento N vengono scritti sulla stessa riga N andando a costruire il "distillato orizzontale", che di norma deve essere realizzato dallo studente.
Descrizione dell'esperienza
Nel corso della prima giornata si è proceduto alla somministrazione del test d'ingresso; nelle successive si è proceduto così:
¤ la prima parte della giornata (circa due ore) è stata occupata dalla spiegazione degli argomenti della "materia pretesto" preceduta, dalla seconda giornata in poi, dal ripasso degli argomenti già spiegati; ogni argomento trattato è stato inserito nel "distillato verticale" che ha costituito un valido supporto per il discente che lo ha utilizzato per orientarsi nella fase del ripasso e dell'interrogazione;
¤ nella seconda parte della giornata (altre due ore) si è passati allo studio, agli esercizi e ai chiarimenti sugli argomenti svolti; è da notare che, ogniqualvolta si è presentata una difficoltà di tipo matematico, il prof. Ciampolini stesso si è fermato per procedere al recupero;
¤ le ultime due ore sono state utilizzate per l'interrogazione multipla che ha rappresentato la fase che ha destato maggior interesse fra i docenti osservatori.
Con questa tecnica si riesce ad interrogare simultaneamente quattro alunni in meno di un'ora; l'interrogazione si svolge con le seguenti modalità.
Il docente si pone al centro tra quattro alunni e porge al primo una domanda scritta su un foglietto.
Invece di attendere la risposta, ripete la stessa operazione con il successivo e così via. Mentre vengono posti i quesiti agli altri studenti il primo può elaborare mentalmente la risposta, può scriverla sul foglio e poi quando sarà il suo turno esporla al professore. Questa operazione si ripete ovviamente per tutti e quattro gli studenti interrogati. Il metodo consente di risparmiare tempo perché elimina l'attesa della risposta dello studente, che invece mantiene il suo spazio per riflettere, mentre il docente si rivolge agli altri compagni. Si elimina, inoltre, l'aspetto emotivo dell'alunno che ha più tempo per ordinare le idee e vincere in alcuni casi l'emozione.
Il docente, per poter valutare correttamente i risultati della verifica, dovrà annotare su un taccuino appunti sulla risposta fornita dallo studente segnalandolo con simboli convenzionali il numero e il tipo di errori commessi. Gli errori commessi dallo studente si suddividono in tre categorie: errori di linguaggio, errori di concetto, errori di omissione.
La valutazione tiene conto del numero degli errori, del loro tipo e della loro gravità, e prevede una scala da 1 a 3.
Alla fine dell'interrogazione, che consisteva in tre domande, si sono contati gli errori, e si è proceduto alla valutazione che è stata così ottenuta: V = 10 - N errori, di qualunque tipo fossero. Questa valutazione, ponendo sullo stesso piano tutti i tipi di errore, è un po' grossolana, ma deve essere inquadrata nell'ottica di un recupero di classe e quindi di massa. È comunque possibile affinarla andando a considerare la tipologia degli errori. Il fatto poi che la risposta venga data anche per iscritto consente di andare a rivedere una risposta nel caso si voglia approfondire la valutazione.
Riflessioni
Il metodo dell'interrogazione multipla ha suscitato ampio dibattito tra i docenti partecipanti al corso perché, se da un lato si apprezza il fatto che una valutazione continua è produttiva sia per il recupero sia per la normale attività didattica, dall'altro si caratterizza come una procedura che richiede molta concentrazione al docente; ciò determina il problema di come occupare la restante parte della classe. Infatti non si tratta solo di assegnare un compito, ma anche di confidare nella maturità di tutti gli alunni, che non dovrebbero disturbare lo svolgimento dell'attività del docente e degli altri compagni impegnati nell'interrogazione.
Una soluzione per i docenti di discipline tecnico-professionali è quella di sfruttare la codocenza, infatti durante l'interrogazione può essere svolta un'attività pratica a cui sottrarre quattro alunni a rotazione (quelli appunto che devono essere interrogati).
Per quanto riguarda il potenziamento delle abilità linguistiche, molto peso è stato dato alla lettura delle formule, che spesso vengono scritte dagli studenti senza che poi sappiano leggerle correttamente. Il metodo utilizzato è stato quello di "esplodere" la formula, numerando in successione le varie parti componenti e rispettandone l'ordine di enunciazione. I risultati sono stati positivi perché si è notato un netto miglioramento nel modo di ennunciare le formule.
Esaminando i risultati ottenuti complessivamente nell'esperimento, pur tenendo conto della brevità del corso, si sono notati dei miglioramenti, verificati nella minore incidenza degli errori commessi dagli studenti nella fase di verifica finale giornaliera.
Si sono ottenute delle curve di rendimento, per la quasi totalità dei casi, con andamento crescente. Estrapolando questi risultati, si può stabilire empiricamente la costante di tempo di recupero del singolo alunno, ricavando la presumibile durata necessaria all'intervento per arrivare al completo recupero nel senso già citato.
I risultati delle verifiche, che danno un'idea dell'effetto dell'esperimento di recupero riguardo ai singoli alunni e che contengono le risposte scritte alle domande, i test di ingresso e di uscita e il quadro riassuntivo personale delle valutazioni sono disponibili per la visione presso l'istituto.
Alla fine del corso, ai ragazzi è stato chiesto di fornire le loro impressioni sull'esperimento a cui hanno partecipato. Nel complesso l'accoglienza è stata positiva. È stato apprezzato l'impegno dei docenti nel valorizzare le doti logiche e linguistiche di ogni alunno. Particolare gradimento ha ricevuto la ripetizione, effettuata quotidianamente dal Prof. Ciampolini, degli argomenti svolti nei giorni precedenti, che coinvolgeva tutti gli alunni prima di iniziare la nuova lezione. Questa fase può essere integralmente utilizzata durante la fase di recupero, ma bisognerà trovare degli aggiustamenti se si vorrà applicarla nelle ore curricolari.
Proposta di un progetto di recupero
Alla luce di questa esperienza positiva, mi sento di proporre una alternativa ai corsi di recupero che generalmente vengono svolti con risultati non sempre soddisfacenti. Per quelli svolti con l'interruzione dell'attività didattica si potrebbe proporre la seguente soluzione che contempera esigenze di riduzione dell'impegno finanziario, visti gli insufficienti fondi assegnati dal Ministero, e serietà dell'intervento didattico.
Indicando con a e b due docenti di materie uguali e con A e B due gruppi di 10 alunni delle classi dei docenti, un ipotetico recupero di quattro giorni potrebbe essere sfruttato così:
I 20 alunni A e B verrebbero associati formando il gruppo A + B
1° giorno:
¤ 2 ore docente a: spiegazione
¤ 2 ore docente a: svolgimento dei compiti e chiarimenti
¤ 2 ore docenti a+b: effettuazione delle interrogazioni multiple.
2° giorno:
¤ 2 ore docente b: spiegazione
¤ 2 ore docente b: svolgimento dei compiti e chiarimenti
¤ 2 ore docenti a+b: effettuazione delle interrogazioni multiple
3° giorno: come il primo
4° giorno: come il secondo.
In questo modo le due classi fruirebbero di 24 ore di recupero, mentre ogni docente sarebbe impiegato per 16 ore.
Dal punto di vista didattico, si avrebbe il vantaggio di poter effettuare le interrogazioni multiple e quindi la valutazione continua. Dal punto di vista economico, un lavoro dei due docenti per complessive 32 ore permetterebbe un recupero per complessive 48 ore (- 33 % di spesa rispetto ad un recupero tradizionale, a parità di ore per gruppi di alunni). L'unico svantaggio potrebbe essere rappresentato dal fatto che il gruppo da recuperare sarebbe più numeroso, ma questo sarebbe compensato dalla compresenza dei due docenti nella parte più importante della giornata, quella delle verifiche. La realizzazione di almeno tre esperimenti di questo tipo durante l'anno potrebbe portare ad un effettivo e non vituale recupero.
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