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Si parte. Da quest'anno l'indirizzo post-qualifica si dota dei corsi sulla
terza area. Una progettualità complessa che ci vede da un ufficio all'altro per reperire i materiali necessari.
Le prime avvisaglie sono funeste. La Regione Liguria nel suo budget triennale ha previsto solo la continuazione dei progetti già avviati: sette interventi per l'a.s. '95-'96.
Confermato: la commissione mista Regione-Provveditorato indica come prioritari gli Istituti in cui a titolo sperimentale gli interventi sull'area professionalizzante sono già in corso.
Siamo fuori. Le competenze gestionali passano dalla Regione alle province: Genova invia moduli e circolari esplicative con data di scadenza 8 settembre (che sia davvero un 'tutti a casa'? qui non c'è nulla).
Il gruppo di progettazione si reca presso gli uffici provinciali: riceve schede, istruzioni e i nomi di alcune agenzie formative cui rivolgersi: scegliamo l'Endform con cui abbiamo già collaborato offrendo stage ad alcuni studenti portatori di handicap dei loro corsi professionali.
Le riunioni si susseguono, ma la situazione si protrae senza concretizzarsi.
A sei giorni dalla scadenza, l'Endform annuncia che non è in grado di stendere il progetto nei ristretti tempi previsti, progetto che comunque sconsiglia di presentare perché ha ricevuto notizia certa dell'impossibilità di ricevere finanziamenti. "Rimaniamo in contatto e prepariamoci per l'anno prossimo": questo è il loro consiglio finale.
Che fare? Spazzare d'un colpo il paziente lavoro fin qui realizzato? Non è meglio presentarsi comunque e porre quasi un'ipoteca sulla nostra capacità progettuale, che magari confermeremo meglio l'anno prossimo, se qualche agenzia ci aiuta? Le ore non si contano, l'attività è febbrile.
Mancano due allegati (e ce ne spiacerà in seguito per il minore finanziamento), ma nel pomeriggio dell'8 settembre il plico è regolarmente consegnato.
Novembre: i corsi surrogatori sono già iniziati, quando la Provincia di Genova ci avverte: "Stiamo esaminando il vostro progetto sulla Gestione del trasporto internazionale. Ci sembra interessante." Speranza e disorientamento insieme, finché ci dicono che va bene.
L'8 gennaio 1996 possiamo partire.
Il capillare lavoro di conoscenza che ci ha messo in contatto con l'Università di Genova (Facoltà di Economia e Commercio), il Consorzio autonomo del porto di Genova, Voltri terminal Europa, la neonata Università, F.S. del territorio di Genova, l'Istituto di Formazione assicurativa italiano, la Facoltà di Ingegneria Elettronica (per Internet), l'Itec (programma informativo 'Lindo'), l'Associazione Italo-Britannica, docenti dell'area cittadina oltre che del nostro Istituto, ha dato i suoi frutti.
Il progetto è infatti integrato in modo sinergico con la scuola; la collaborazione è alta per i lavori di tutorship e di docenza. L'azione culturale e professionale coinvolge docenti, studenti e segreteria.
Dall'altro lato, con noi e insieme a noi, razionalizza il progetto il Cfp Gaetano Martino della Provincia di Genova con il suo direttore Raffaele Argirò e la docente coordinatrice Rossana Lo Bianco.
La scuola, la sua cultura, il suo territorio con i suoi enti e le sue aziende, insieme davvero.
La scuola che è protagonista delle proprie scelte, che può contare su di una collaborazione reale della Provincia, che in essa può crescere e svilupparsi, punta a raccogliere la sfida di una formazione professionale che guarda all'Europa, per i propri studenti, per una cittadinanza acquisita ed agíta.
Grazie, Genova.
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