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Il Capac 2 (Centro addestramento e perfezionamento addetti al commercio) di Milano ha iniziato la sua collaborazione con l'Ipsct "Paolo Frisi" per la realizzazione di corsi di Progetto '92 nel settembre del 1994, quando la Fondazione Capac ha raccolto l'eredit
di un'altra associazione operante nel campo della formazione professionale, assorbendone l'attività corsuale e tutto il personale. L'"intesa" tra i due staff impegnati nella realizzazione del progetto, all'interno dell' Istituto e del Centro di Formazione, dura quindi da molto più tempo, esattamente dal settembre 1992, quando per la prima volta sul territorio della provincia di Milano si realizza un'Intesa nel settore Turismo per la figura professionale del Tecnico della commercializzazione dei servizi turistici. Si tratta di un vero e proprio progetto pilota, il secondo in tutta la regione Lombardia, che costituirà un modello per tante esperienze successive sull'intero territorio nazionale.
Il bilancio, a distanza di qualche anno dall'inizio di questa collaborazione, può dirsi senz'altro più che positivo e gli "investimenti" comuni, culturali, organizzativi e progettuali, su questo progetto sono stati premiati da successi concreti e dal parere favorevole di tanti interlocutori istituzionali.
Riesaminando il percorso sinora compiuto insieme, si evidenziano con chiarezza alcuni fattori che hanno contribuito alla buona riuscita dell'intesa fra Capac e "Frisi", sia dal punto di vista della gestione dei rapporti istituzionali, sia per quanto riguarda gli aspetti didattico-formativi.
Il clima organizzativo
In primo luogo è stata decisiva l'esistenza di una sensibilità diffusa e di un approccio culturale già consolidato sui temi del Progetto '92 sia all'interno dell'Ipsct "Paolo Frisi", scuola pilota a livello nazionale per lo studio e la divulgazione di queste tematiche, sia all'interno del Capac 2, già da tempo coinvolto operativamente nei gruppi di progettazione istituiti dalla Regione Lombardia per l'avvio delle primissime sperimentazioni.
La definizione dei ruoli
In secondo luogo è stata fondamentale la formalizzazione degli obiettivi comuni e degli impegni reciproci a livello di "vertici" degli organismi coinvolti: presidenza del "Frisi" e direzione Capac 2. Ancora, e con forti connessioni con il punto precedente, è stata determinante la definizione del ruolo e delle competenze dei coordinatori del progetto, uno per l'Istituto e uno per il Centro di Formazione, sia vicendevolmente, sia nei confronti degli altri attori dell'esperienza. I coordinatori, infatti, rivestono un ruolo decisivo per la riuscita dell'Intesa, che va progettata, attivata, valutata e condivisa con tutti gli interlocutori interessati in ogni suo aspetto. Perché ciò avvenga in modo fluido è indispensabile che siano chiariti gli obiettivi, le responsabilità e gli spazi di autonomia di queste figure, che devono occuparsi della microprogettazione, del coordinamento, delle attività di tutoring in aula, della valutazione, degli adempimenti formali.
Parallelamente, e con importanza non secondaria, sono stati coinvolti i consigli di classe dei corsi interessati, al fine di garantire la massima finalizzazione degli interventi di ciascun docente rispetto agli obiettivi formativi integrati, e un'azione comune di valutazione del curriculum scolastico. La partecipazione ai consigli di classe da parte dei formatori del Capac 2, ad esempio, è sempre stata favorita e graditissima da parte del "Frisi". E questa è solo una delle tante occasioni di lavoro d'équipe: altre sono state l'elaborazione di test di verifica, lo scambio di materiale didattico, l'ideazione e l'elaborazione delle tesine.
L'informazione
Un altro aspetto risultato vincente è stata l'impostazione di un'azione sistematica di informazione/socializzazione dell'evolversi del progetto su più livelli: consigli di classe e collegi docenti del Capac e del "Frisi", allievi e loro famiglie, referenti esterni; tutto ciò in corrispondenza di tutte le principali tappe del percorso didattico. Iniziative particolarmente utili sono state, ad esempio, la presentazione del Progetto Intesa già a partire dalle classi terze, l'ufficializzazione della collaborazione tra Capac e "Frisi" e dei suoi aspetti realizzativi durante le varie occasioni di incontro con le famiglie. Ancora, si è rivelato molto produttiva l'opportunità di un confronto fra Istituto e Centro di Formazione in seno al collegio docenti per un bilancio delle esperienze già avviate, per le nuove proposte di formazione per ogni anno, o per la definizione dei progetti delle tesine di maturità.
Grande spazio e grande considerazione sono quindi stati dati dal "Frisi" alla progettualità e all'iniziativa del Capac che, per sua natura e per la sua attività, è fortemente ancorato al mondo delle imprese e delle sue trasformazioni. Questa disponibilità ha senz'altro favorito una costante crescita qualitativa del progetto, innescando un processo circolare di valutazione e di taratura dell'itinerario formativo.
La flessibilità
Nell'ambito di un progetto che ha tra i suoi obiettivi di fondo quello di realizzare un sistema di istruzione che si evolve e si trasforma in risposta ai continui cambiamenti del mercato del lavoro, elemento strategico è stata la flessibilità: una flessibilità culturale, nel senso di apertura verso il nuovo e le sue implicazioni/complicazioni, e una flessibilità operativa, nel senso di una disponibilità a lavorare per progetti e per obiettivi, con metodologie e strumenti didattici innovativi, accettando il confronto, preziosissimo, con la realtà produttiva, e facendo del team di lavoro IPSCT-CFP l'origine e l'espressione di una reale integrazione.
* coordinatrice del CFP "Capac"
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