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Aggiornamento e formazione in servizio

Due giorni  in full immersion 

L'esperienza dei microseminari di Storia come modello trasferibile in altri ambiti

di Ugo Gherner* e Mario Paschetto** 

Per la realizzazione dei microseminari di Storia sui nuovi programmi sono state previste due giornate di lavoro per complessive 16 ore di corso. Dopo aver identificato nella presentazione dei nuovi programmi e nella mediazione didattica i due punti centrali su cui strutturare le attività, si É discusso a lungo sul modello da adottare per renderli più efficaci e didatticamente produttivi, cercando di mantenere un giusto equilibrio tra teoria e pratica.

Alla fine si É arrivati alla definizione di un programma che prevedeva in linea di massima, nella mattinata del primo giorno e dopo la presentazione del corso e dei partecipanti, una relazione su "Mediazione didattica a struttura della conoscenza storica, seguita dalla presentazione di alcuni esempi pratici, come la costruzione di grafici temporali, mappe concettuali, carte tematiche ecc. Al pomeriggio É avvenuta la presentazione in dettaglio dei nuovi programmi con un ampio spazio dedicato alla discussione sui medesimi.

La seconda giornata veniva aperta dalla presentazione dei materiali raccolti nel volume Non É più la stessa storia e proseguiva con la formazione di gruppi di lavoro che avevano per "compito" quello di riflettere e discutere sul tema del laboratorio e del dipartimento di storia, e dell'organizzazione delle attività ad essi connesse. Il pomeriggio conclusivo veniva dedicato alla presentazione di proposte operative per la progettazione dipartimentale del curricolo di storia e alla riflessione finale sul microseminario.

Naturalmente tale struttura-base É stata modificata e corretta là dove si É ritenuto opportuno farlo, anche se il modello di impostazione É stato sempre fedele ai punti ritenuti irrinunciabili.

Le schede di valutazione compilate dai corsisti a fine seminario (di cui si riportano alcuni dati in altra parte della rivista) si sono rivelate una fonte preziosissima di informazioni e di bilancio. Va innanzitutto premesso che non sempre le finalità e le caratteristiche del corso sono state recepite in modo chiaro e che qualche volta i presidi non hanno tenuto conto delle indicazioni per la scelta dei corsisti, contenute nella lettera di convocazione. Così alcune volte si sono presentati insegnanti non molto motivati oppure appena approdati negli istituti professionali, anche se si É trattato nella maggior parte dei casi di un numero limitato.

Molti sono stati infatti gli aspetti positivi emersi. Tra questi va sicuramente sottolineata la possibilità di confronto e di discussione tra insegnanti provenienti da diverse situazioni ed esperienze, ma accomunati dalla necessità di riflettere sulla didattica della storia e sui problemi che essa comporta. Un altro aspetto interessante É stato quello di poter accedere a numerosi e stimolanti materiali didattici (a partire da quelli inseriti nel volume Non É più la stessa storia, per arrivare a quelli messi a disposizione da coordinatori e corsisti). Non va poi trascurata l'opera di sensibilizzazione che in tale circostanza É stata avviata rispetto ad importanti e stimolanti obiettivi quali la realizzazione dei dipartimenti di storia e la creazione dei laboratori didattici.

Dalla lettura delle schede di valutazione compilate alla fine della seconda giornata sono emerse numerose richieste e proposte per il futuro. La più ricorrente e sottolineata con forza é l'esigenza di rivedersi alla fine dell'anno scolastico per verificare il lavoro svolto nelle rispettive scuole e, comunque, mantenere i contatti tra i colleghi che hanno partecipato ai microseminari. Questo é un dato importante su cui riflettere: vuol dire infatti che all'interno dei due giorni si é lavorato bene e che esiste grande disponibilità a continuare e ad ampliare la ricerca avviata, verificandone anche la ricaduta sulla realtà didattica in cui si opera. Quasi altrettanto forte emerge la richiesta di un aggiornamento permanente, da operarsi anche attraverso le reti di scuole e con la creazione di archivi didattici.

Molto sentita é l'esigenza di materiali relativi soprattutto alla storia settoriale e alla storia locale. A tale proposito, molti docenti hanno anche manifestato perplessità e preoccupazioni riguardo alla prova scritta e al colloquio del nuovo esame di Stato. Nel primo caso si é sottolineata la profonda discrepanza tra i programmi di storia settoriale della classe quinta e la traccia del tema di storia; nel secondo, la scarsa conoscenza dei nuovi programmi da parte dei commissari esterni.

Nel complesso si può senz'altro affermare che l'esperienza di questi microseminari é stata non solo interessante e utile, per chi più o meno volentieri ha avuto la possibilità di parteciparvi, ma anche, e soprattutto, per i possibili futuri sviluppi. Sarà bene cercare di "battere il ferro finch‚ é caldo", e quindi non permettere che vadano disperse quelle energie, umane e materiali, che i microseminari hanno portato alla luce. Per le prime sarà necessario creare una rete che permetta di mantenere i collegamenti tra i docenti; per le seconde occorrerà creare degli archivi nelle scuole polo, atti a raccogliere, catalogare e diffondere i materiali già disponibili o che vedranno la luce in futuro. Tra questi ultimi sono particolarmente importanti i moduli di storia settoriale e locale, anche se non vanno trascurate le programmazioni dei dipartimenti di storia e le relazioni sui laboratori di didattica.

 

*docenti all'Ipsscts "C. I. Giulio" di Torino

 


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