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di Angelo Aloisi
Dopo le vacanze si ritorna a scuola: giorno di
convenevoli, di saluti, di ostentazione di tintarelle per gli insegnanti e di
riflessioni passate e analisi future per il dirigente scolastico. Io, Cammeo,
Pisani e Bramanti, sebbene di etnie e di religioni diverse, ci incamminavamo
verso l’aula magna appagati dalla nuova amicizia venuta fuori dal nuovo esame
di stato: per ironia della sorte eravamo stati nominati nella stessa
commissione, come esterni, insieme al nostro...caro ed....amato Preside. Avevamo
costituito un nucleo abbastanza solido, più per le notti passate insonni a far
quadrare i conti per non bocciare tanti ragazzi e per riparare ai tanti sbagli
commessi dal Nostro, che per sentimento autentico.
Giunti in aula, il vicepreside ci consegna numero venti
pagine di riflessioni dattiloscritte dal Nostro per discutere del piano
dell’offerta formativa del nuovo anno scolastico. Pisani borbotta: “Ha già
preparato tutti i collegi fino a Giugno...ha diluito nel tempo tutti i nostri
impegni...! Ha fatto incetta di tutti i nostri suggerimenti...”
Alle nove in punto, sempre come un demiurgo, arriva Lui.
“Pugno di fannulloni (anche il linguaggio non era cambiato) finalmente si
ritorna a scuola! I tre mesi di vacanze sono finiti ... Ormai si ricomincia ...
dovete essere subito pronti ... abbiamo tante cose da fare in questo anno ...
bisogna iniziare subito a lavorare! Per questo motivo, mentre voi eravate al
mare, Io ho preparato delle riflessioni sia sugli esami di stato, sia
sull’offerta formativa. Su quest’ultima, come avete avuto modo di vedere, ho
preparato venti pagine come premessa metodologica per i lavori dell’odierna
giornata”.
Ruppemi l’alto sonno ne la testa un greve truono, sì
ch’io mi riscossi come persona ch’é per forza desta; e l’occhio riposato
intorno mossi, dritto levato, e fiso riguardai per conoscere lo loco dov’io
fossi.. Ci eravamo ritrovati nella valle d’abisso dolorosa che Ôntrono
accoglie d’infiniti guai.
La stragrande maggioranza dei colleghi era abituata al
massimo a cinque pagine al giorno di lettura estiva per rilassarsi mentalmente.
Il divario sembrava troppo. Come dirglielo? Come iniziare un nuovo anno
scolastico nella maniera più soft possibile, senza patemi d’animo e senza
inquietudini esistenziali e deontologiche da spendere subito? Tutti cercavamo
con gli occhi le ultime sedie dell’aula per poter fare finta di
ascoltare...niente...i posti erano già stati occupati da colleghi arrivati alle
otto del mattino! Che fare?L’interrogativo leninista serpeggiava nell’aula.
Mi alzai e cercando di interpretare le preoccupazioni di tutti dissi: “Mi
scusi, dirigente scolastico, credo che il lavoro debba essere centellinato, non
ci può far salire le montagne subito...andiamo per colline: faccia il punto
sulla situazione degli esami di stato nel nostro istituto e poi discutiamo le
prime cinque pagine del documento per poterle sviscerare ulteriormente.” Il
Collegio si infiammò. Battimani.
Paonazzo in viso, tremante per la rabbia, il dirigente
scolastico sentenziò: “Professor Stadera, lei non ha capito niente: noi siamo
già sul posto di lavoro, nessuna gita in collina, nessuno mi può dire cosa
devo fare (e il Collegio ripensava alle richieste di collaborazione, di
democrazia, di aiuto reciproco formulate dal Preside in tempi non sospetti) si
comincia”.
“Ho saputo - continua - che in qualche Commissione,
quest’anno, qualche Preside ha avuto qualche problema ad interpretare
correttamente il regolamento del nuovo esame di stato...certo quando il lavoro
richiede un’analisi matematica quelli che fanno poesie si trovano male ... ma
avranno modo di riprendersi ... Io da matematico ho analizzato le cose che
potrebbero migliorare questo già ottimo esame ... infatti ora ve le leggo
...”
“Secondo me bisognerebbe valorizzare di più il
curriculum scolastico aumentandolo ad almeno 25 punti,
bisognerebbe diminuire di 5 punti il punteggio del
colloquio e uniformare la sufficienza alla stessa proporzione (2/3) delle prove
scritte: si otterrebbero 4 punti in più a favore del candidato a parità di
sufficienza”
Mentre il Collegio ormai pendeva dalle sue labbra, io,
Cammeo, Pisani e Bramanti ci guardammo allibiti: aveva fatto sue tutte le nostre
riflessioni. E neanche una parola di ringraziamento!
“Dopo questa diagnosi matematica, continua il Nostro,
passiamo al documento che vi ho fotocopiato”. Inizia a leggere: l’organico e
gli spazi...il calendario e l’orario ... la dispersione e il successo
formativo ... Alla sesta pagina, metà del Collegio dorme..., qulcuno sussurra:
“Basta...non ce la faccio più ... tengo figli ...”.
Dalla lettura del POF in avanti il Collegio ammutolisce
... non si sente fiatare ... tutti hanno la mano sulle tempie come se volessero
valutare con maggiore attenzione le parole del Nostro. Macché é solo una
finzione: si coprono il viso per non farsi scoprire che dormono! Lui intanto
legge che le sperimentazioni per il 2000 non dovranno più incentivare la
produzione di una diaspora di “mini-progetti”, ma aiutare le scuole a
sviluppare un proprio disegno curriculare ed organizzativo unitario e stabile.
In quel momento, mentre Lui si soffia il naso, un alito
di vento gira piano piano una decina di pagine del documento. “Speriamo che
non se ne accorga” pensai. Lui riprende a leggere con noncuranza. “Dio
esiste”
sentenziai, mettendomi alle spalle trent’anni di
agnosticismo.
Quando il dirigente scolastico, nelle ultime due pagine,
richiama l’attenzione del Collegio sulle pause didattiche, quest’ultimo,
come d’incanto, si desta dal letargo e ascolta con molta attenzione le
proposte della dirigenza.
“Siamo già alle vacanze? mi chiede Bramanti e applaude
esaltato proprio mentre il dirigente sta chiedendo l’approvazione del POF.
Naturalmente quest’ultimo viene approvato. Con particolare entusiasmo da
Bramanti.