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Esame di Stato e candidati in situazione di handicap

Diversità  da riconoscere

Gli strumenti tecnici e finanziari che consentono di progettare e valutare ogni tipo di percorso

di Grazia Biscotti*

Un grande passo avanti sul piano pedagogico e su quello educativo é stato compiuto relativamente alla valutazione finale del portatore di handicap. Con le ultime disposizioni normative in materia di esame di stato, si é finalmente completato l’iter legislativo che consente un effettivo inserimento ed una efficace integrazione dell’allievo in situazione di handicap nella scuola italiana. L’art. 17 comma 4 dell’O.M. 38/99 prevede la possibilità, per gli alunni che hanno svolto un percorso didattico differenziato, di partecipare agli esami di stato e di conseguire un attestato delle competenze acquisite durante il percorso scolastico quinquennale.

É un fattore di notevole importanza per la scuola italiana, sia sotto l’aspetto educativo sia sotto quello didattico-organizzativo. Sotto l’aspetto educativo, si creano spazi dove é possibile realizzare percorsi formativi flessibili, adattabili alle diverse esigenze degli studenti, valorizzando le loro identità, e quindi anche le loro diversità. Solo dalla comprensione e dal rispetto per la diversità può nascere un progetto sociale, che, puntando alla realizzazione di pari opportunità, produca realmente l’integrazione.

La presenza nella scuola di ragazzi in situazione di handicap é fonte di una preziosa dinamica di rapporti e di interazioni che é occasione di maturazione per tutti, in quanto stimola a una comune crescita civile, attraverso l’assunzione dei valori dell’accoglienza, della solidarietà, della condivisione, della diversità. Alla base del principio di integrazione scolastica dei portatori di handicap c’é un nuovo e diverso modo di concepire l’uomo che é “valore”, comunque si manifesti la sua umanità.

Sotto l’aspetto didattico, la necessità di far raggiungere obiettivi formativi generali e specifici agli allievi in situazione di handicap esige che gli insegnanti promuovano un rinnovamento profondo nel loro modo di far scuola, basato su una progettazione curricolare flessibile e personalizzata. Sotto l’aspetto organizzativo, esistono gli strumenti tecnici e finanziari perché l’attività didattica diventi una proposta formativa rispondente alle reali esigenze degli alunni.

In questo contesto di “scuola che cambia”, l’esame di Stato si presenta come elemento di forte innovazione nel processo della riforma complessiva della scuola. L’impianto innovativo imposto dalla L. 425/97 rende l’esame di Stato più oggettivo, rigoroso e trasparente ed influenza positivamente la programmazione, la didattica e ogni scadenza scolastica. Anche per gli allievi in situazione di handicap, il nuovo esame di Stato rappresenta “l’occasione per un oggettivo accertamento delle conoscenze, competenze e capacità acquisite”.

L’alunno in situazione di handicap arriva all’ultimo anno di scuola superiore dopo un percorso scolastico che può essere di tre tipi: ordinario, personalizzato o differenziato.

Il percorso scolastico ordinario é quello che seguono tutti gli studenti; di norma sono gli alunni con handicap fisico o psichico lieve che seguono tali percorsi, nei quali il passaggio alle classi successive avviene mediante promozione.

Il percorso scolastico personalizzato é quello che, di norma, seguono gli alunni con handicap psicofisico e psichico lieve ed é conforme agli obiettivi generali e specifici tipici del corso di studi frequentato. Anche in questo caso il passaggio alla classe successiva avviene mediante promozione.

Il percorso scolastico differenziato é seguito da alunni con handicap psichico o psicofisico grave ed é volto a far raggiungere obiettivi non riconducibili a quelli tipici del corso di studi frequentato. In questo caso, i voti assegnati in tutte o in parte delle discipline intendono evidenziare il raggiungimento degli obiettivi previsti nel PEP (Piano educativo personalizzato) predisposto dal Consiglio di classe e non il raggiungimento di quelli previsti dai programmi ministeriali. L’alunno viene ammesso alle classi successive ai soli fini del perseguimento degli obiettivi del PEP.

In sede di esame di stato l’alunno H, a seconda del percorso seguito, sostiene quindi:

1) prove d’esame ordinarie;

2) prove d’esame equipollenti;

3) prove d’esame differenziate.

Le prove ordinarie sono quelle predisposte dal Ministero e dalla Commissione (terza prova) e svolte secondo i canoni tradizionali. Le prove d’esame equipollenti sono previste per alunni con handicap fisico, psicofisico, sensoriale che abbiano seguito un percorso scolastico ordinario o personalizzato e prevedono il rilascio del diploma di superamento dell’esame di stato e del relativo certificato integrativo. Le prove equipollenti sono predisposte dalla Commissione d’esame sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe. Le prove possono essere svolte con “mezzi diversi” (computer, macchina da scrivere, dettatura all’insegnante di sostegno ecc.); con “modalità diverse” (prove tradotte in questionari, quesiti a risposte chiuse, prove strutturate, tests  ecc.); con “contenuti culturali e professionali differenti”; il colloquio é realizzato mediante prove scritte, domande scritte, test, mediatore ecc. é possibile in casi particolari predisporre prove equipollenti da effettuarsi in tempi più lunghi o in più giorni.

Le prove differenziate sono previste per quegli alunni che hanno svolto un piano educativo personalizzato con obiettivi didattici e formativi non riconducibili a quelli ministeriali. In questo caso non é previsto il rilascio del diploma, ma una certificazione attestante le competenze e abilità conseguite dallo studente e coerenti con il PEP.

La partecipazione alle prove d’esame costituirà occasione di stimolo e di corretta conclusione di un percorso formativo realizzato interagendo con l’intera classe. Per questi allievi, la “commissione d’esame predispone, su indicazione del Consiglio di classe, prove differenziate omogenee al percorso svolto”.

*docente all’Ipsscts “P. Frisi” di Milano


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