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Esame di Stato Anno 2000

Il percorso dell’innovazione, i percorsi della didattica, i punti caldi

Una riflessione, un’analisi e alcune ipotesi sul cambiamento dell’ambiente-scuola prodotto dall’esame di Stato, due anni dopo

di Vittoria Bellini

A distanza di due anni dall’inizio della sperimentazione dell’esame di Stato, si può avviare una riflessione complessiva per definire il percorso dell’innovazione, gli snodi, gli effetti: l’impatto sul sistema scuola, il coinvolgimento interattivo di tutti gli operatori scolastici, gli effetti speciali, l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’effetto più coinvolgente: l’inversione di tendenza del modo di lavorare dei docenti e la conseguente trasformazione del consiglio di classe, da luogo monolitico di incontro/scontro delle attività, dei punti di vista dei docenti di ogni singola disciplina, con un proprio percorso, fatto su misura e inattaccabile, a luogo di confronto e di lavoro sull’organizzazione della didattica e del tempo scuola in relazione ai bisogni formativi ed alle esigenze reali.

Quindi un Consiglio di classe che diventa protagonista di una rinnovata collegialità, cioè corresponsabilità educativa perseguita attraverso operazioni di progettualità sorrette da un setting operativo definito e condiviso.

Tale modo di procedere ha richiesto l’introduzione di una funzione di programmazione comune e diretta, l’adozione di scelte educative che si sostanziano delle proposte e delle risposte fornite attraverso un’attività didattica che sia rivolta all’intera classe, a  gruppi di studenti, individualizzata.

Tutto ciò induce ad una definizione di bisogni formativi di carattere professionale, in relazione ai problemi dell’apprendimento, di organizzazione dei contenuti attraverso la progettazione di una didattica modulare, di relazione tra le esperienze curriculari ed extracurriculari per evidenziare un’area di integrazione che realizzi in toto l’esplicitazione ed il raggiungimento delle conoscenze, delle capacità e delle competenze da certificare. La scelta strategica di lungo periodo che si impone in questo caso é la formazione, sono le proposte che la scuola raccoglie dai bisogni dei docenti e ne organizza  la risposta con corsi che finalmente soddisfano la domanda; la formazione si struttura con metodi e tecniche innovative che fanno riferimento alla ricerca attraverso la costituzione di gruppi di docenti che progettano, che producono documentazione e lavorano col metodo della ricerca-azione.

E’ così che, con la centralità dello studente, nell’esame di Stato, riacquista una nuova centralità anche il docente che rivaluta la propria professionalità attraverso l’ampliamento di competenze di tipo relazionale e di tipo strettamente disciplinare; ogni docente partecipa ad un processo educativo condiviso con altri nella conduzione, nelle ragioni, nelle scelte profonde; le competenze disciplinari si riferiscono ad un’unica struttura professionale integrata, alle capacità di ascolto, di dialogo, alla gestione dei conflitti. Ciò é decisivo per la collegialità e la ricerca comune e consapevole che il consiglio di classe esprime attraverso il documento del 15 maggio, che tiene conto anche dei rapporti con gli studenti e dei rapporti con i genitori, degli strumenti di lavoro e degli strumenti di verifica..

La didattica diventa quindi il cuore del percorso di innovazione attraverso l’organizzazione a rete, modulare, lo sviluppo delle competenze, gli approfondimenti settoriali, la multidisciplinarità.

Un punto caldo: l’impianto curricolare centrato sui saperi che diventa il nocciolo della vera ricerca attraverso l’approfondimento di alcuni aspetti, il ragionare per modelli o per procedure di analisi e sintesi; ciò comporta un impianto metodologico-didattico ben definito con strategie prescelte e modelli e metodi di analisi mutuabili da disciplina a disciplina attraverso la comprensione dei possibili nodi critici: i modelli concettuali e le procedure mentali, le domande inevase. Tale impostazione comporta un livello organizzativo alto per percorsi flessibili e un’intenzionalità progettuale che si costruisce attraverso la creazione di costumi mentali assolutamente flessibili, un’efficace ed efficiente collocazione delle risorse, dei percorsi e dei dati di osservazione.

E’ un percorso innovativo dunque che si basa sullo sviluppo di competenze riferite sia ai docenti che agli studenti; in particolare, per questi ultimi, si tratta di competenze necessarie per lavorare nei contesti occupazionali moderni con efficacia, efficienza, soddisfazione e sicurezza; allora si fa riferimento alle competenze di base, alle competenze tecnico professionali, alle competenze trasversali (fonte ISFOL).

E’ così che il percorso di innovazione investe i rapporti di relazione con gli studenti e con i saperi come

connessione tra i vissuti emozionali e gli apprendimenti, come momenti di sviluppo dell’affettività significativa: che cosa fare e come fare; questo comporta il rispetto delle abilità cognitive dello studente, l’accettare la personalità dello studente piuttosto che negarla, dare una grande rilevanza agli aspetti affettivi in chiave apprenditiva.

Un altro punto caldo é quello della valutazione che, con l’esame di Stato, ha ritrovato una nuova dignità e può esprimersi finalmente a più voci, in più momenti, in diverse fasi: l’osservazione, la narrazione, l’analisi, la diagnosi, la formativa, la sommativa, l’autovalutazione. Ma la problematica, forse, é mal impostata ?!

Le voci attraverso cui si é espresso il percorso di innovazione, quindi, hanno coinvolto un mutamento nei processi di formazione, nei contenuti, nei metodi, finalizzati alla nuova organizzazione della scuola: il mutato rapporto intelligenza/emotività, la considerazione dei molteplici stili cognitivi, una specie di condivisione sociale della conoscenza, un’impostazione del modello scuola, flessibile e funzionale all’esigenza di una trasformazione in senso pedagogico-didattico.

Si può affermare, pertanto, che l’esame di Stato é la prima espressione della nuova cittadinanza che l’autonomia scolastica ha dato alla scuola e ai suoi operatori.

Però anche questo é un altro punto caldo…


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