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Che ne pensi degli strumenti oggettivi di valutazione?
E' difficile rispondere alla domanda in modo non banale o scontato. Si può tentare, però, una riflessione in merito al quesito posto; in particolare viene spontaneo chiedersi:
a) quali strumenti si utilizzano per la valutazione?
b) quale uso viene fatto di tali strumenti?
c) quale tipo di valutazione si sta considerando?
d) che cosa si vuole valutare?
In molti corsi di aggiornamento è stato ampiamente verificato che:
le prove strutturate o oggettive sono strumenti di lavoro molto discussi e criticati;
le prove semi-strutturate sembrano essere gli strumenti di lavoro più utilizzati in quanto forniscono un quadro completo per valutare il livello di apprendimento dello studente e il livello di raggiungimento degli obiettivi fissati.
Il problema più diffuso nella didattica e nella formazione scolastica è strettamente connessso alla valutazione e alla scelta degli strumenti che più si adattano ad esigenze quali:
una valutazione immediata del feedback relativo alle variabili del processo di insegnamento-apprendimento;
la disponibilità di prove di verifica rapide ed oggettive.
In termini di operatività: esiste il bisogno di trovare strumenti di verifica attendibili, validi, condivisibili.
Una proposta praticabile fruibile da tutti consiste nella utilizzazione delle prove strutturate o oggettive; tanto per intendersi, test a ascelta multipla, corrispondenze, test vero/falso (ormai desueti), ecc.
Infatti tali strumenti di verifica sono:
attendibili perché forniscono informazioni uniformi, se ripetuti con gli stessi soggetti danno dati uguali e se somministrati da soggetti diversi danno rilevazioni uguali, anche in tempi diversi;
validi perché ogni test dev'essere collegato all'obiettivo che si vuole verificare e ogni test dev'essere efficace strumento di misurazione;
condivisibili perché permettono di effettuare frequenti verifiche formative, di rilevare eventuali lacune nell'apprendimento e di accertare il raggiungimento dei livelli minimi di conoscenza per tutti gli allievi.
Le prove oggettive non godono comunque della simpatia di molti docenti per vari motivi. Su questo argomento è opportuno fare alcune riflessioni, che vengono spontanee grazie anche all'esperienza pluriennale nel Progetto '92.
La prima riflessione nasce da difficoltà oggettive avvertite dai docenti, non abituati a elaborare prove strutturate, né d'altra parte preparati a questo; pertanto l'utilizzo di tali prove risulta, a volte, poco utile o inadatto come strumento di valutazione. Inoltre:
le prove strutturate richiedono un preciso metodo di misurazione per operare una valutazione mirata;
bisogna utilizzare più volte le prove strutturate per riuscire a scegliere la prova oggettiva adeguata all'obiettivo da verificare;
la costruzione di prove strutturate richiede troppo tempo nella fase della preparazione della verifica, nella diversificazione degli item, nella scelta di distrattori plausibili.
Comunque la pratica quotidiana nell'utilizzo delle diverse prove oggettive permette di dare qualche consiglio operativo.
Rimangono valide le critiche rispetto all'impossibilità di valutare, attraverso le prove oggettive, le capacità espressive e di organizzazione logica degli allievi. Per poter operare una valutazione completa si deve ricorrere alle prove semi-strutturate, ma la costruzione di tali prove richiede un'attenta preparazione delle verifiche e la predisposizione di criteri e griglie di correzione e di misurazione. Queste ultime sono efficaci e necessarie, e tuttavia la loro illustrazione meriterebbe da sola un articolo.
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