L'alternativa ai corsi regionali
Corsi surrogatori: rischi e vantaggi
Le diverse modalità di attuazione di un'esperienza difficile ma interessante
di Angela Montagna
L'intesa con le regioni del Ministero della Pubblica Istruzione non ha coperto, sin dall'inizio, tutto il territorio nazionale e tutte le esigenze formative espresse dai vari istituti professionali e dalle varie realtà locali.
Per questo sono stati previsti i corsi surrogatori, organizzati direttamente dai presidi, e finanziati dal Ministero.
I primi bienni post-qualifica integrati, dell'anno 1991-92, sono stati realizzati con tre sole regioni: Basilicata, Calabria e Lombardia. Poi, nei due anni successivi, altre regioni hanno deciso di entrare in questo nuovo percorso formativo, e anche ora, in queste ultime settimane, ci sono amministrazioni regionali che stanno aderendo all'intesa.
_ evidente che le scuole che avevano attivato i corsi sperimentali di qualifica del Progetto '92 si sono trovate nella necessità di offrire comunque, nel 4° e nel 5° anno, spazi di professionalizzazione ai propri studenti, anche se erano localizzate in regioni le cui amministrazioni si erano mostrate refrattarie alle sollecitazioni del Ministero. Per questo hanno attivato i corsi in surroga previsti.
Sin dall'inizio però e la tendenza si è ampliata nei due anni successivi non ci si è trovati davanti a una distinzione netta: bienni integrati nelle regioni firmatarie / corsi surrogatori altrove; infatti, anche là dove i corsi integrati vengono realizzati, non è ovvio che le scelte formative regionali siano soddisfacenti ed esaustive per tutti gli istituti professionali, e alcuni presidi hanno preferito non accedere all'intesa, attivando corsi surrogatori, pur tra molte difficoltà.
La validità formativa di entrambi i percorsi non è in discussione, ma si aprono questioni di cui sarebbe interessante discutere: le modalità e i tempi di finanziamento dei corsi in surroga, i metodi utilizzati per pervenire al profilo professionale potenziato dalla terza area del corso, il problema del tutoring per garantire l'omogeneità e l'efficacia didattica dei diversi interventi, i criteri sia di reclutamento dei docenti esperti professionali sia di organizzazione degli stages e, infine, la questione del titolo conseguito dagli studenti che seguono i corsi surrogatori.
Sarebbe ben difficile, a fronte di tutte le diverse esperienze, in cammino tra mille difficoltà, ma anche tra mille scoperte di tesori di fantasia e di creatività didattica, scrivere qualche cosa di esaustivo. Per questo propone di aprire un forum, un luogo della rivista che sia a disposizione di tutti gli istituti, i docenti, i presidi che vogliano comunicare la loro esperienza, raccontando difficoltà, soluzioni, scoperte, successi, perché servano di stimolo a quelli che stanno facendo altrove lo stesso tentativo, o vorrebbero farlo, ma intimoriti dalle difficoltà non si arrischiano a "surrogare", e accettano magari la gabbia ortopedica di una qualifica regionale che soddisfa solo parzialmente i loro bisogni, quelli dei ragazzi e quelli di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
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Il 12 dicembre il Ministero della Pubblica Istruzione e la FIAT hanno firmato un protocollo d'intesa per l'utilizzo, nei corsi biennali post-qualifica, di docenti di formazione aziendale Isvor della FIAT.
Le prime applicazioni saranno a Torino e a Potenza.
L'operazione è di indubbio rilievo: sarà interessante seguirne l'attuazione e valutarne i risultati. Scrivete.
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