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La conduzione della parte relativa al settore tecnico dell'esame di maturità indica quale sia lo stato delle contraddizioni presenti attualmente nell'istruzione professionale, almeno per quanto concerne il settore elettrico-elettronico. Quanto detto vale sia per la seconda prova scritta sia per la parte orale.
Ma andiamo con ordine, iniziando con lo scritto.
Quest'anno la prova per il settore elettrico era particolarmente semplice, o anche, se ci è concessa una precisazione, particolarmente complessa. La contraddizione tra i due termini è presto spiegata: trattandosi di un tema che si riferiva ad un particolare modulo del programma, per la precisione il modulo nº2 del quinto anno, dal titolo "Logica programmabile negli impianti di utilizzazione", c'è da chiedersi se in tutta Italia questo argomento, che peraltro sembra andare per la maggiore, sia stato nel corso dell'anno svolto. Difficile quindi un'articolazione della prova che potesse mettere in evidenza le particolari qualità dell'allievo, costretto a mantenersi su binari per certi versi rigidi, decisi in buona parte dal tipo di apparecchiature che la sorte ha voluto presente nel proprio istituto.
Più interessante invece il tema per la maturità del settore elettronico: si trattava di progettare una specie di multavelox.
Per inciso diciamo che il termine 'progetto' viene troppo spesso utilizzato nel professionale, mentre gli studenti che conseguono questa maturità hanno qualche difficoltà ad effettuare professionalmente le operazioni di progettazione; ma su ciò forse bisognerà intervenire sulla rivista in seguito.
Tornando al tema tecnico, esso consentiva allo studente una diversificazione delle proposte tecniche da presentare alla commissione, e inoltre prevedeva competenze integrate, cui potevano unirsi capacità tecniche e libertà progettuali. Non a caso, definiti alcuni vincoli progettuali, il testo recitava: «il candidato proponga e illustri [...], disegni e commenti [...], proponga una realizzazione pratica, basata su componenti e linguaggi che conosce [...]».
Più a risposta chiusa, se così si può dire, il tema di elettrotecnica, elettronica e laboratorio per la maturità professionale di tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche 'tradizionale'. Si trattava della descrizione di un dispositivo che con l'elettrotecnica, nonostante la commistione attuale tra le materie, non aveva nulla a che fare; e comunque il tema consentiva una senza dubbio ridotta libertà progettuale. Il confronto tra i due temi (ex Progetto 92 e tradizionale) indica proprio quali siano le caratteristiche positivamente innovative dell'attuale organizzazione degli IPSIA. Ci pare che le caratteristiche di libertà espressiva collegate all'esperienza assunta dallo studente nel suo iter scolastico, esperienza che può essere notevolmente diversa tra scuola e scuola, siano valide per impostare i prossimi temi d'esame. Per il settore elettrico, ad esempio, potrebbe essere interessante dare un tema di ampio respiro, che permetta alla commissione di accertare se lo studente possiede una preparazione di base, ma anche sino a che punto abbia approfondito un tema che gli stava a cuore. Insomma, è ponendosi dalla parte dello studente, cercando di capire la sua preparazione rispetto ai programmi affrontati, che si può verificare quanto egli valga, e non facendo domande che risentono della propria preparazione. Sarebbe anche l'occasione che consentirebbe allo studente di trattare in forma scritta e personale un argomento della tesina. La tesina è un tema di cui si discute in altra parte della rivista. Ci limitiamo qui ad indicare che troppo spesso viene trattata da coloro che non conoscono l'attuale organizzazione del professionale come un piacevole (o spiacevole) accessorio dell'esame, senza quindi tener conto, in tutto il procedere della maturità, della centralità dell'esperienza che lo studente ha acquisito proprio nello studio di quell'argomento e nella sua stesura.
Un'ultima piccola osservazione: si può dare 60 alla maturità professionale? L'evidente risposta è sì, e tuttavia sembra che i docenti provenienti da altri tipi di istituti non concordino con questa ipotesi. Si racconta che un docente abbia detto: "Se una banca chiede un giovane che ha ottenuto 60 alla maturità, un maturato del professionale può proporsi con pieno diritto al posto di uno studente che è uscito dal liceo con lo stesso voto?". La risposta provocatoria è evidente: "Già, e se è l' Enel che vuole assumere un tecnico, perché deve essere il liceale a proporsi con pieno diritto rispetto allo studente del professionale?" Forse rispetto a queste problematiche il membro interno deve andare alla maturità così come devono fare i suoi studenti: a muso duro.
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