Nella maturità turistica
Scarsa coerenza tra programmi ed esami
Alcuni elementi di perplessità a proposito della traccia della seconda prova
di Delio Pistolesi
Il tema proposto dal Ministero come seconda prova per gli istituti professionali ad indirizzo turistico ha destato perplessità nei docenti. Le richieste della traccia sono state giudicate molto complesse, non tanto perché oggettivamente di difficile soluzione quanto perché vertevano su argomenti ritenuti da molti non centrali e portanti per l'indirizzo, il profilo professionale e gli sbocchi lavorativi previsti per il "Tecnico dei servizi turistici". La preparazione di un operatore turistico formato presso un istituto professionale privilegia infatti gli aspetti pratici, come ad esempio studi di marketing e preparazione di pacchetti turistici oltre a tecniche di comunicazione e di contatto con il cliente.
Gli argomenti del tema ministeriale ¤ redazione di una situazione finanziaria e preparazione di una proposta dettagliata di copertura finanziaria per l'apertura di una nuova sede di azienda recettiva ¤ pertanto non sempre vengono affrontati in questi termini e con un approfondito grado di analisi nel corso degli anni scolastici. Inoltre sono anche poco ricorrenti nello svolgimento pratico della professione in quanto, normalmente, lo studio e la risoluzione di questi problemi sono delegati ad esperti esterni e/o ai dirigenti delle imprese stesse. Il disagio non sarà stato avvertito, forse, in qualche scuola dove sono attivati particolari corsi di microspecializzazione post-qualifica che trattano questi argomenti, e in questo caso gli studenti avranno incontrato meno difficoltà nello svolgimento dell'elaborato rispetto ad altri; la maggioranza, che invece segue delle specializzazioni che preparano per un impiego nell'attività di front o back office di un'impresa turistica (agenzia viaggi, albergo ecc.), si è trovata in difficoltà.
Non affrontiamo qui tutte le problematiche inerenti alla frustrazione di docenti e studenti che hanno visto vanificata in questo modo parte del lavoro e dell'impegno profuso nel corso del ciclo di studi per raggiungere, insieme, i risultati sperati; non vogliamo allo stesso modo sottolineare l'ingiustizia che si verifica quando non tutti i candidati godono delle stesse condizioni per affrontare utilmente l'esame di maturità considerando che il titolo di studio e la relativa votazione hanno un riconoscimento legale.
Cerchiamo di generalizzare e di non soffermarci sul fatto specifico: prendiamolo come spunto per alcune riflessioni. E' importante allora chiarire quali sono i criteri seguiti nello scegliere i temi della maturità. Infatti non è la prima volta che si verifica un certo distacco tra le richieste delle tracce ministeriali e quanto è effettivamente svolto dai docenti nelle diverse materie e nei diversi tipi di scuole. Si dovrebbe sapere se le scelte sono in un certo senso "casuali", cioè dipendono da tematiche di "moda" in quel momento o dagli orientamenti di chi partecipa a tali decisioni, oppure se tramite queste tracce si vuole verificare il grado di maturità degli allievi proponendo degli elaborati su argomenti che rappresentano parti importanti dei programmi e/o interessanti sotto il profilo professionale. Un'altra ipotesi è che il Ministero tenda a dare in questo modo un certo indirizzo e/o evoluzione ai programmi delle singole materie.
Non ci interessa, in questo momento, conoscere se le motivazioni della scelta siano queste od altre: il fatto importante è che tutti debbono essere in grado di poter fare una ragionevole previsione sulle prove d'esame per impostare in maniera proficua il proprio lavoro.
E' auspicabile pertanto una maggiore chiarezza sugli indirizzi seguiti, un maggior scambio di informazioni tra le singole scuole e con i responsabili ministeriali soprattutto per fare una valutazione seria e ragionata delle conoscenze e abilità che gli studenti diplomandi devono aver acquisito nel corso dei loro anni di studio. Solo un esame di maturità serio e che valuti gli allievi su quanto hanno appreso è utile per valutare la loro preparazione, la bontà dell'insegnamento nonché la rispondenza delle diverse figure professionali alle richieste del mercato del lavoro.