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L'esame di maturità delle classi quinte del nuovo ordinamento degli Istituti professionali prevede che ogni studente presenti al consiglio di classe prima e poi alla commissione di esame una tesina di ricerca che, essenzialmente, deve basarsi sullo sviluppo di un caso aziendale o sulla progettazione di un'attivita specifica dell'Area d'Indirizzo o della Terza Area.
Gli istituti che per primi hanno affrontato questo tipo di esperienza hanno incontrato diversi ostacoli ed affrontato molteplici problemi, in quanto organizzare un lavoro di questo tipo è oneroso non solo per lo studente ma anche per il consiglio di classe che si trova a gestire una novità per la quale le indicazioni e i suggerimenti sono pochi e, in genere, basati sull'esperienza dei docenti 'pionieri'. Per evitare situazioni di disagio per studenti e docenti, è opportuno che il problema tesina non sia affrontato solo durante il percorso della classe quinta o, in certi casi, alla fine di questo, ma già fin dalla quarta. Infatti la tesina, essendo un'attività di progettazione e ricerca, richiede allo studente delle competenze specifiche, ma soprattutto la capacità organizzativa di ritagliarsi spazi mirati a tale attività, sia durante le ore curriculari sia in quelle di studio domestico. Per questo si ritiene che, fin dalla quarta, lo studente debba e possa essere orientato, con un'attività didattica mirata, alla riflessione sul progetto che potrebbe sviluppare nella sua tesina. Per aiutarlo gli strumenti e gli input possono essere molteplici: ad esempio, la riflessione sull'attività di stage, là dove i Corsi Surrogatori ne prevedono una prima fase in quarta, i casi aziendali o i progetti esaminati e sviluppati durante le ore della Terza Area e la riflessione su un aspetto tipico di un modulo delle discipline dell'area d'indirizzo. Sembra inutile, a questo proposito, ribadire che la tesina di ricerca è legata a queste due aree del biennio post-qualifica.
Il ruolo del docente relatore
Il docente relatore ha il compito di seguire lo studente durante l'attività di progettazione e stesura della tesina soprattutto per quanto riguarda l'aspetto motivazionale e psicologico; per questo egli va assegnato dal consiglio di classe, tenendo conto delle richieste dello studente ma anche del rapporto instauratosi tra questi e i docenti. E' però opportuno non aumentare il carico di lavoro dei docenti dell'area d'indirizzo, in quanto sono loro che controllano e correggono gli aspetti della tesina legati all'area professionalizzante. Inoltre, questo tipo di divisione del lavoro permette un totale coinvolgimento dei componenti il consiglio di classe, utile nella fase di approvazione del giudizio di presentazione della tesina alla commissione d'esame.
Certamente all'interno della realtà classe ci saranno sempre degli studenti che non riusciranno ad orientarsi nella scelta; allora toccherà al docente relatore o a quelli dell'area d'indirizzo stimolarli ed orientarli, di modo che all'inizio della quinta possano riuscire a scegliere il caso aziendale o il progetto da trattare. L'esperienza permette di affermare che spesso è la Terza Area a suggerire gli argomenti più interessanti e attuali: a questo proposito si possono ricordare una tesina di una quinta turistica tutta centrata sull'attività della compagnia aerea di bandiera italiana, e le tesine di una classe aziendale che trattavano il leasing e il controllo della qualità.
Un problema da affrontare nel "prima della tesina" è certamente quello della ricerca dei dati e della bibliografia; infatti, spesso le biblioteche scolastiche sono prive di testi che trattano questi argomenti o di riviste specialistiche, e allora è necessario che lo studente venga aiutato a procurarsi questo tipo di materiale. Importante, a questo proposito, è il lavoro del docente relatore a cui lo studente è affidato, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto psicologico e motivazionale, perché durante la fase di ricerca capita spesso che lo studente si scoraggi e quindi va sostenuto ed aiutato.
Gli strumenti di controllo e di valutazione
Una volta che lo studente progetta la scaletta della tesina e comincia a svilupparla è necessario che il docente relatore controlli il lavoro e il rispetto delle scadenze di consegna fissate, secondo un calendario approvato dal consiglio di classe. Il mancato rispetto delle consegne provoca infatti perdita di tempo e dispendio di energie e costringe poi il consiglio di classe ad una valutazione frettolosa. Per evitare ciò occorre progettare e approvare una griglia da usare in itinere per la valutazione delle varie parti della tesina. Questa deve essenzialmente essere basata sul controllo del raggiungimento degli obiettivi cognitivi, operativi e comportamentali e, compilata dal docente relatore per ogni consegna, servirà poi per stendere il giudizio sulla tesina. Inoltre, occorre che il consiglio di classe stabilisca una griglia da utilizzare per il giudizio di presentazione della tesina alla commissione d'esame che tenga conto delle caratteristiche di questa, del raggiungimento degli obiettivi e, soprattutto, dell'efficacia e dell'originalità delle soluzioni proposte dallo studente.
Occorre poi dedicare delle ore o creare degli spazi di incontro tra docenti relatori e studenti per orientarli ed esplicitare le consegne stabilite. Ciò permette agli studenti di pianificare il lavoro e di apportare le dovute correzioni, e al consiglio di classe di controllare il raggiungimento degli obiettivi.
L' interdisciplinarità
Un elemento ancora da considerare è quello dell'interdisciplinarità; infatti una tesina che presenta questa caratteristica permette di operare collegamenti e facilita poi lo studente durante il colloquio d'esame anche nel caso in cui alcuni componenti della commissione non conoscano il biennio post-qualifica di nuovo ordinamento.
Consigli utili per il "prima tesina" e "dopo tesina"
Il "prima tesina" deve concludersi entro il mese di marzo per tre motivi essenziali:
1) permettere allo studente di controllare e verificare quanto trattato e di individuare possibili collegamenti tra l'argomento scelto e i moduli delle discipline dell'area d'indirizzo;
2) lasciare allo studente più tempo per la preparazione necessaria per affrontare le prove strutturate d'ammissione e quelle d'esame;
3) permettere al commissario interno di conoscere le tesine così da poter interagire con la commissione e presentare nel modo migliore il lavoro dello studente.
Un altro suggerimento utile potrebbe essere quello che la tesina non deve riguardare un elemento obsoleto, non deve essere troppo lunga, massimo 40 pagine esclusi gli allegati, e soprattutto scaturire da una scelta motivata dello studente. Infatti, dopo l'esame, può diventare un elemento di ulteriore conoscenza del "diplomato" sia per quanto riguarda la fase di stage finale, nel caso in cui ciò sia previsto dai Corsi Surrogatori, sia a livello di inserimento nel mondo del lavoro. Se l'argomento scelto è attuale e legato a una particolare realtà lavorativa può essere presentato anche come un'ulteriore referenza.
Del "dopo tesina" fanno anche parte la conservazione e l' archiviazione presso l'istituto di questo materiale, che non deve diventare puro "reperto" o "carta straccia" da consultare quando altri alunni devono svolgere lo stesso lavoro ma uno strumento attivo, soprattutto là dove l'esperienza è recente. Si potrà costituire così un archivio o una piccola banca dati di materiale specifico sempre a disposizione degli studenti e dei docenti.
Le istruzioni finali per l'uso sono allora:
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