1° ottobre 1995 PRAGMA DAY
L'anno che verrà
Durante la 1° convention di PRAGMA tenutasi a Milano, al palazzo
delle Stelline, sono state discusse le linee programmatiche della rivista per il 1995/96. Una redazione di insegnanti provenienti da varie parti d'Italia
di Giulio Picciolini
Forse non tutti ci avevano creduto, molti comunque non ci avrebbero scommesso, eppure, come preannunciato dal tam-tam dei fax, la mattina di domenica 1° ottobre si è puntualmente dato inizio alla prima convention di pragma, alla presenza di una settantina di insegnanti.
Li avrebbe attesi una giornata densa di avvenimenti, introdotta dai numi tutelari di «Pragma»: a Dino Pellizzaro, il difficile compito di aprire i lavori con una presentazione da cui trapelavano sprazzi di illuminanti riflessioni racchiusi tra le pieghe dei variegati vissuti scolastici; seguiva Lucia Frigerio, che ripercorreva con sagace fierezza le tappe della fondazione della rivista in sintonia con la carica ideale che aveva animato e anima il Progetto '92; infine Paolo Aziani precisava i limiti di una riforma frammentata della secondaria. Manifestava quindi l'opportunità di una revisione dei programmi delle discipline, e più in generale la necessità di mantenere vivo il dibattito sulla scuola, necessità a cui la rivista può rispondere attraverso la creazione di redazioni locali che abbiano il compito di proporre articoli, svolgere inchieste ed elaborare materiali.
Si apriva quindi il dibattito a tema guidato dai vari redattori: la BBS prossima ventura, ovvero la banca dati elettronica cui far affluire documenti ed esperienze di comune interesse, presentata da Giuseppe Picciolini; l'organizzazione dell'Area di Approfondimento, croce e delizia di ogni Professionale collocata tra recupero, accoglienza e modularità, introdotta da Chiara Zavarise; i programmi del Progetto '92 e la loro trasversalità rispetto a contenuti, metodologia e sistemi di verifica presentati da Vittoria Bellini e infine le molteplici problematiche del biennio post-qualifica, stretto tra Regione, Ministero e mondo produttivo, puntualmente elencate da Daniela Merlo.
Dopo la pausa per il pranzo consumato in conviviale allegria e seguito da un frugale caffè in terrazza al pallido sole autunnale milanese, si è aperta la discussione della quale ci piace qui menzionare gli interventi dei colleghi di Busto Arsizio, Milano, Pavia, Pesaro. Si è poi passati a delineare gli impegni e le iniziative per l' anno che verrà, si sono fissate le date per gli incontri di redazione e si è cominciato ad abbozzare il progetto del Convegno su 'Impresa e Cultura' nell'ambito del Biennio post-qualifica.
Chi volesse un resoconto dettagliato dei contenuti del Pragma Day, accuratamente evitato in questa sede come avrete notato dal tono poco serioso dell'articolo, potrà richiederlo alla redazione o prelevarlo dall'archivio telematico: si avvedrà allora di quanto spesso abbiano toccato punti nevralgici della struttura della nostra scuola superiore. Con queste righe abbiamo voluto piuttosto porre in risalto il clima di cordialità e di collaborazione di quella giornata da cui tutti i partecipanti sono tornati con la precisa sensazione di essere un po' meno soli nel tentare giorno per giorno l'innovazione nella scuola.
L'appuntamento per tutti è dunque al 2o PRAGMA DAY. Quando? Probabilmente la terza domenica d'ottobre del 1996! Dove? Tenete d'occhio il fax a voi più vicino: il tam-tam batterà al momento opportuno e, auspicabilmente, a latitudini meno "padane", così da favorire la partecipazione di quanti avrebbero voluto esserci, ma sono stati impossibilitati da un viaggio che avrebbe avuto l'aria di una "trasmigrazione".