Articolo precedente |
Articolo seguente |
|---|
Quali sono i problemi che un docente incontra dovendo affrontare come membro esterno un esame di maturità nel professionale?
Il suo non sarà un lavoro semplice. Partiamo dal primo giorno, dall'istante in cui si insedia la commissione. Egli deve essere a conoscenza della circolare che regola gli esami di maturità in questo corso di studi, circolare di per sé complessa e non sempre applicabile. Tanto per cominciare, se si deve dare il peso che la circolare dà alle tesine, al docente, o meglio, a tutta la commissione in modo collegiale spetta il compito di valutarle. Si tratta di venti, trenta, quaranta pagine, che, moltiplicate per sessanta studenti, danno un totale variabile dalle 1200 alle 2400 pagine. La cui lettura, se si vogliono fare le cose per bene, può significare ben più di due giorni di lavoro.
C'è da dubitare della fattibilità dell'operazione, specie se eseguita collegialmente. Inoltre le tesine possono trattare argomenti la cui conoscenza può sfuggire in parte, o addirittura completamente, ad alcuni commissari. I docenti inoltre devono svolgere la funzione di chi "comprende" e non di chi "interroga": non tutti sono preparati a ciò, e i tempi e il numero di studenti da valutare portano l'operazione ad essere un tour de force poco significativo sia per gli studenti che per l'innalzamento complessivo della qualità dell'istruzione.
Se, come indica la circolare, l'esame deve vertere in particolar modo sul contenuto della tesina, a maggior ragione si possono avere difficoltà durante l'orale. I docenti nominati infatti tendono, proprio grazie alle competenze professionali e al tipo di nomina avuta, a rifugiarsi in un colloquio incentrato sulle due materie, vanificando però in questo modo la costruzione progettuale, elemento fondante dell'attuale organizzazione del Professionale.
Per concludere rispetto alle critiche, possiamo dire che si ha troppo poco tempo per l'analisi del lavoro svolto e spesso poca sensibilità (cosciente o meno) ai dettati delle norme e alle ragioni ideali del professionale.
Alcuni rimedi
All'atto della nomina come membri esterni, sarebbe opportuno che i docenti potessero prendere contatti con l'istituto presso cui lavoreranno durante la maturità. Una trasferta (con indennità di missione) di qualche giorno può essere utile per comprendere quali siano i processi educativi, le strategie e i contenuti curricolari affrontati, quale sia lo stato di preparazione, a quella data, degli studenti, e quale sia in linea di massima il contenuto delle tesine. In questo modo sarebbe anche più semplice venire a conoscenza di tutte le norme relative alla maturità.
Poco significato ha lo svolgimento dell'esame attraverso il colloquio su due materie, situazione che tende a svilire le ragioni stesse su cui è costruita l'attuale organizzazione del professionale.
Se possiamo concederci, a questo punto, la possibilità di pensare più in grande, è ora che si attui per lo meno la riforma dell'esame di maturità.
Articolo precedente |
Articolo seguente |
|---|