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di Silvana Rizzo
Nel dare alla stampa questo supplemento di utility
didattiche, PRAGMA ribadisce il proprio impegno a far circolare le esperienze
significative di insegnanti e di scuole che da tempo si sono attrezzate come
laboratorio per progettare moduli disciplinari, trasversali o
interdisciplinari.
L'intento è quello di contribuire, non solo in modo teorico,
all'ampio dibattito che si sta sviluppando intorno alla didattica modulare la
quale, praticata finora come strumento di programmazione tematica disciplinare
e pluridisciplinare da parte degli insegnanti più volonterosi e innovativi,
appare oggi come l'unica via da intraprendere per impostare una progettazione
curricolare mirata ai bisogni formativi dei nuovi alunni che, in alcuni casi,
sono anche quelli che avrebbero preferito non tornare a scuola.
Vale forse la pena di rileggere insieme le indicazioni
contenute nella guida "IL NUOVO OBBLIGO SCOLASTICO - per un percorso
formativo più ricco", predisposta dal Ministero della Pubblica Istruzione
nel luglio scorso. Qui, alla luce delle sperimentazioni effettuate, viene
suggerita un'articolazione dell'anno scolastico in diverse fasi caratterizzate
da obiettivi specifici.
1. Fase
dell'accoglienza, della diagnosi e del sostegno
Gli esiti servono per stabilire l'assetto definitivo della
programmazione didattica e impostare l'osservazione in vista di un eventuale
ri-orientamento.
2. Fase di sviluppo
delle competenze e del ri-orientamento
Attraverso lo svolgimento degli insegnamenti propri di
ciascun indirizzo, occorre da un lato promuovere azioni di sostegno utili a
consolidare le scelte effettuate e dall'altro a far emergere elementi utili per
eventuali iniziative di ri-orientamento.
3. Fase del
ri-orientamento
Vengono effettuate analisi sugli esiti dell'osservazione
condotta nei mesi precedenti e, con il coinvolgimento degli studenti e delle
famiglie, si ricerca la soluzione ritenuta più idonea per ciascun caso.
4. Fase delle
attività differenziate
Le classi si articolano per offrire interventi mirati a chi
ha deciso di continuare (moduli di tipo propedeutico), di cambiare (moduli di
passaggio), oppure di smettere (moduli di terminalità); è importante comunque
mantenere i momenti di attività comune nella classe in quanto il gruppo
rappresenta un punto di riferimento e sostegno importante per l'adolescente.
5. Fase della
certificazione
A fine anno per tutti coloro che manifestano l'intenzione di
passare ad altro indirizzo di studi o alla formazione professionale o scelgono
di non proseguire è prevista la certificazione attestante le conoscenze e le
competenze acquisite.
Riportando tutto ciò
all'interno delle sperimentazioni finora fatte di didattica modulare, si può
notare (e il supplemento di PRAGMA ne è una riprova) che, mentre i moduli
"propedeutici" sono ampiamente diffusi e testati, maggiori difficoltà
emergono a proposito dei moduli di "diagnosi", di "passaggio"
e di "terminalità". Per ciò che riguarda la fase d'avvio, infatti i
moduli dovranno essere incentrati sulla verifica di conoscenze, competenze e
abilità pre-disciplinari visto che la cultura di cui sono portatori i nostri
allievi spesso è legata ai saperi della vita quotidiana, che sono molto lontani
dalla cultura dei saperi codificati dalle discipline di studio. Se apprendere
in modo significativo significa ampliare il significato della propria
esperienza Å indispensabile che i nostri nuovi allievi abbiano il tempo... lo
spazio... il modo di rendere esplicita la loro cultura affinché possa poi
realizzarsi un incontro tra il loro sapere e quello delle discipline. Al
docente, troppo spesso preocccupato di "non perdere tempo", si
richiede quindi la capacità di "dosare" sapientemente temi
"caldi", legati al sapere esperienziale dei giovani, e saperi
"freddi" codificati dalle discipline.
I moduli terminali poi dovranno certificare i livelli di
conoscenze e competenze acquisite che potranno essere spese nel mondo del
lavoro o nel mondo della formazione professionale; i docenti saranno impegnati
a individuare nuove modalità di verifica, valutazione e certificazione per
permettere ai ragazzi di accedere ad un sistema di formazione integrata e di
formazione continua.
Crediamo allora che
i tempi siano maturi perché in ogni scuola i gruppi per materie si trasformino
in laboratori di formazione in servizio di supporto alla progettazione di
"pezzi" di curricolo e perché si avvii un serio lavoro di analisi
disciplinare che permetta ai docenti di acquisire nuovi strumenti per gestire
processi sempre più complessi e far fronte alla moltiplicazione di casi
problematici. E’ su questo che si gioca la sfida dell'accoglienza,
dell'integrazione, della valorizzazione delle differenze nell'ottica del successo
formativo.
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di Giuseppina Casto
Il modulo interdisciplinare sull'Euro è frutto dello
sviluppo di un progetto della Commissione Autonomia, legato alla necessità di
progettare un lavoro da svolgere durante la settimana di interruzione
dell'attività didattica che permettesse di coinvolgere una classe quarta
aziendale ed una turistica e di approfondire le problematiche relative all'UE
ed alla moneta unica europea. L'obiettivo primario era quello di migliorare la
socializzazione e sviluppare l'interazione e l'abitudine ad utilizzare, in
sinergia proficua, le risorse specifiche di due gruppi classe diversi e il cui
profilo professionale d'uscita prevede l'acquisizione di competenze ed abilità
a questo proposito comuni come, ad esempio, quello di diffondere tra gli alunni
la conoscenza e il corretto uso dell'Euro. Inoltre, c'era la necessità di
coinvolgere sia gli alunni che dovevano svolgere attività di recupero,
relativamente alle abilità della comprensione e della produzione di un semplice
testo descrittivo e relazionale, sia quelli che volevano attivare delle fasi di
approfondimento a livello di conoscenze specifiche ed anche di consolidamento
linguistico.
A ciò si aggiungeva la necessità di cominciare ad operare
nell'ambito della Autonomia e di consolidare esperienze che potessero
permettere di attivare momenti di collaborazione con altri istituti superiori
della città. Infatti, l'obiettivo finale o meglio "il prodotto" di
questa attività modulare è stato quello di progettare e produrre un opuscolo
dal titolo" Generazione Euro" pubblicato con la collaborazione, per
la parte grafica, illustrativa e di preparazione della stampa di alcuni alunni
di una classe quarta del Liceo Artistico di Busto Arsizio.
Alla fine dell'anno scolastico scorso ci si è resi conto,
però, che la distribuzione ed il monitoraggio circa l'utilità e fruibilità
dell'opuscolo poteva essere fatto, sicuramente con più successo all'inizio di
questo anno, distribuendolo in almeno due classi di ogni istituto superiore
cittadino e somministrando poi, dopo aver richiesto la collaborazione di uno o
due docenti per classe, un questionario elaborato dagli alunni che hanno
partecipato all'attività e teso a rilevare: positività dell'opuscolo offerto,
qualità della comunicazione e della produzione grafica di accompagnamento e,
soprattutto, la fruibilità come strumento di informazione e preparazione all'entrata
in corso dell'EURO.
Si è anche deciso che il materiale raccolto durante il
monitoraggio, verrà rielaborato da alcuni degli alunni che hanno partecipato al
modulo e sarà utilizzato per lavori di approfondimento o tesine di ricerca da
presentare al colloquio dell'esame di Stato.
Certamente, l'impossibilità di svolgere tutto il modulo
durante l'intero anno scolastico, dovuta anche al reperimento dei finanziamenti
necessari per la stampa di 3000 copie, di cui 500 in lingua francese ed
altrettante in quella inglese, da un lato può essere stato dispersivo ma,
dall'altro, potrà offrire l'occasione di sviluppare ulteriori approfondimenti e
nuovi spunti di lavoro. Inoltre, permetterà di operare con altre realtà
scolastiche della città e, magari, di arrivare a progettare moduli comuni o
iniziative di attività in rete.
Obiettivo generale
Conoscere l'Unione Europea e la sua storia per consolidare
la coscienza di essere cittadini europei in grado di usare l'EURO e di godere
dei relativi vantaggi.
Obiettivi specifici trasversali
1. Diffondere tra
gli alunni la conoscenza dell'Unione Europea, dei suoi obiettivi e delle sue
caratteristiche
2. Far nascere e
consolidare negli alunni la coscienza che saranno cittadini dell'UE attraverso
le opportune conoscenze storiche, geografiche e giuridiche
3. Far conoscere
agli alunni la storia dell'Euro ed i tempi di entrata in vigore della moneta
unica
4. Far conoscere
agli alunni i cambiamenti apportati dal Trattato di Mastricht a livello
economico e, soprattutto, monetario
5. Analizzare le
motivazioni dei vari comportamenti e degli atteggiamenti dei paesi aderenti
all'UE nei confronti della moneta unica, con particolare riferimento a Gran
Bretagna e Francia
6. Avviare gli
alunni ad operazioni di conversione della moneta nazionale in Euro
7. Consolidare la
socializzazione e l'interazione nell'ambito dei gruppi di lavoro interni ed
esterni
all'istituto
8. Consolidare le
abilità della comprensione, della rielaborazione e dell'applicazione di
contenuti ed informazioni nuove per progettare un testo comunicativo o
relazionale
9. Avviare
all'attività di ricerca e di rielaborazione di materiale relativo ad argomenti
specifici utilizzando metodi e strumenti noti, informatici e telematici
10. Progettare e produrre
un opuscolo illustrativo in italiano e nelle varie lingue straniere studiate
sull'EURO e sulle novità che introduce, di facile lettura ed uso da parte di
uno studente delle scuole superiori cittadine
Discipline coinvolte
Italiano, Storia, Geografia, Francese, Inglese, Economia
Aziendale ed Economia dell'Azienda Turistica, Applicazioni Gestionali.
Metodologia e tempi di lavoro
Il modulo è stato realizzato, per quanto riguarda la ricerca
del materiale sia cartaceo che informatico, la scelta di quello da utilizzare e
rielaborare ed una prima stesura della bozza dell'opuscolo, nella prima
settimana di interruzione dell'attività curriculare che, per le classi quarte,
prevede 30 ore di permanenza in classe. Le classi hanno operato per gruppi con
la turnazione del leader, erano guidate dagli insegnanti coinvolti e si sono
incontrate per definire i tempi e le consegne del lavoro il primo giorno per
due ore.
I gruppi hanno operato nelle ore seguenti su consegne
diversificate; ad esempio, uno si occupava della storia dell'Euro ed un altro
del Trattato di Mastricht, produceva il testo in lingua italiana che poi un
altro gruppo traduceva in francese o in inglese, un altro ricercava le immagini
di tutti i tagli di banconote in Euro e delle monete effettuando le operazioni
di conversione del prezzo di alcuni prodotti di uso quotidiano e si abituava
cosô ad usare i centesimi anche nelle operazioni di natura contabile. Per
quanto riguarda l'attività di recupero degli allievi più deboli, questa è stata
svolta utilizzando materiale sulla moneta unica, in particolare, articoli di
quotidiani ed opuscoli.
Costante è stato il supporto delle docenti, soprattutto, di
italiano e lingue straniere durante lo svolgimento del modulo anche perché
l'edizione originaria dell'opuscolo è stata più volte riscritta e corretta per
renderlo sempre più chiaro e di veloce fruibilità. Alla fine della giornata o
fase di lavoro, ogni leader di gruppo relazionava sull'attività svolta e quindi
forniva a tutta la classe le informazioni ottenute dalla rielaborazione del
materiale usato. Inoltre, entrambe le classi hanno partecipato, a Milano al
Palazzo delle Stelline, il 13.11.1998 al convegno "Giovani cittadini
d'Europa: diritti, opportunità, prospettive", organizzato dal Centro di
Iniziativa Europea milanese. Nel corso di questo incontro, oltre ad ascoltare
numerosi interventi di rappresentanti dell'UE, gli alunni hanno potuto
raccogliere nei vari stand, materiale ed informazioni poi riutilizzati per il
loro lavoro.
Molto interessante e proficuo è stato anche l'incontro,
organizzato dai docenti, con due funzionari della sede della Banca Mantovana di
Busto Arsizio che hanno presentato agli alunni sia il problema dal punto di
vista finanziario che della pura gestione dell'eliminazione delle banconote fuori
corso. Infatti i due esperti hanno attirato, tra l'altro, l'interesse e la
curiosità degli alunni, mostrando loro un mattoncino composto con biglietti da
70.000 lire triturati perché non era più possibile la loro circolazione e il
cui valore ammontava a circa 50.000.000 di lire. Con questa esperienza gli
alunni hanno così potuto tenere in mano un oggetto formato da carta moneta
destinata al macero che viene cosô riciclata e che potrà essere utilizzata in
vari modi.
La parte relativa alla redazione finale dei testi, la scelta
dello stile comunicativo e dei vari esempi da presentare è stata svolta da un
gruppo di 10 alunni per classe che, guidati dagli insegnanti coinvolti nel
progetto, hanno svolto il lavoro di redazione finale con sistema di video scrittura
durante circa 20 ore pomeridiane di attività.
La fase della scelta della grafica, delle immagini e dei
colori da usare è stata sviluppata con due incontri presso il Liceo Artistico
degli alunni delle due classi che hanno potuto così visionare i bozzetti e le
proposte dei due allievi di una classe quarta a cui le insegnanti di questa
scuola avevano affidato il lavoro e che poi hanno curato tutta l'attività di
impaginazione ed illustrazione e la fase finale di lavoro presso la tipografia
che ha stampato l'opuscolo.
Per lo svolgimento del modulo sono state necessarie
complessivamente 40 ore di lavoro da parte degli alunni, 10 ore sono state
usate dagli insegnanti coinvolti per la fase di programmazione, ricerca del
materiale e per organizzare gli incontri con gli esperti esterni e la
partecipazione al convegno. Infine, sono state usate altre 10 ore per la
correzione dei materiali prodotti e gli incontri di scelta definitiva dei testi
e delle immagini, durante i quali gli alunni coinvolti hanno sempre discusso
prima della scelta definitiva.
Nei prossimi mesi, per quanto riguarda lo svolgimento
dell'azione di monitoraggio, si prevede di utilizzare altre 10 ore per aiutare
gli studenti nella compilazione del questionario e nella raccolta, tabulazione
ed analisi dei dati emersi.
Strumenti
1. Materiale
cartaceo (articoli di quotidiani, riviste specialistiche, depliant) ed
informatico relativo all'UE ed all'EURO
2. Scaletta e tempi
di lavoro con relativo calendario delle varie fasi, redatta in collaborazione
tra docenti ed alunni leader di gruppo
3. Materiale nelle
varie lingue circa la problematica da trattare
4. Sistemi di video
scrittura, visita di Eurolandia e di altri siti Internet di scuole che hanno
trattato il tema dell'Euro e visione e comprensione del dischetto fornito dal
Ministero del Tesoro e della Pubblica Istruzione sulla moneta unica
5. Conoscenze
propedeutiche all'operazione di conversione Lira/Euro.
Docenti coinvolti
Tutti quelli dei due consigli di classe, la responsabile
dell'aula multimediale e quelli di progettazione grafica e visiva del Liceo
Artistico
Risultato atteso e prodotto finale del modulo
l Opuscolo di 14
pagine il cui sommario è il seguente:
- La storia dell'Euro
- Perché Mastricht?
- La tappe dell' Euro
- Euro: ma quanto mi costi?
- Banconote e monete Euro
- Vantaggi e svantaggi
l Conoscenza e
consapevolezza da parte degli alunni di tutte le problematiche relative
all'Euro e di quelle riguardanti il consolidamento della coscienza di essere cittadini
europei che conoscono le offerte dell'UE per i giovani sia a livello formativo
che lavorativo. Tutto ciò è stato possibile perché il materiale recuperato era
molto vario ed ha sempre attirato l'attenzione degli allievi.
Valutazione
Il raggiungimento degli obiettivi è stato verificato
attraverso una relazione scritta, svolta in classe, in cui gli alunni coinvolti
hanno descritto l'attività di cui sono stati soggetti attivi, evidenziato le
conoscenze e competenze acquisite o consolidate e, soprattutto, gli aspetti più
significativi, a loro parere, dell'esperienza vissuta. La relazione è stata
valutata secondo una griglia progettata dalle docenti d'Italiano che rilevava:
la pertinenza, la competenza descrittiva ed argomentativa, l'articolazione del testo,
la correttezza formale e l'uso del lessico specifico. Il lavoro dei 10 alunni
per classe che hanno partecipato alla fase conclusiva del modulo, nello
scrutinio finale, ha contribuito all'assegnazione del credito scolastico.
I componenti dei due consigli di classe, visionando
l'opuscolo, durante il primo incontro, sono stati concordi nell'affermare che
può diventare uno strumento per avvicinare gli studenti alla nuova realtà della
moneta unica. Inoltre si è concordato, in alcune riunioni dei dipartimenti
disciplinari, di svolgere il modulo nelle prime tre classi utilizzando
l'opuscolo come
strumento didattico.
N.B. Chi fosse interessato a ricevere l'opuscolo può
richiederlo all'Ipssct "Pietro Verri"di Busto Arsizio (VA) tramite
telefono o e-mail
Tel. 0331/302571 - 0331/302572
e-mail: ipcverri@busto.tread.net
http://www2.tread.net//ipcverri/
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di Paolo Madile ed Emanuele Bertoni*
Premesse
All'inizio dell'anno scolastico si è proceduto alla
predisposizione della programmazione didattica tenendo conto degli argomenti
sviluppati in classe prima e delle finalità previste per il TIC.
Sentiti i componenti del consiglio di classe si è concordato
di proseguire sulle tematiche impostate precedentemente ed in particolare di
porre attenzione sulle modalità di utilizzo e realizzazione di un ipertesto.
Per tali scopi, visto anche il carattere multidisciplinare
delle attività, si è reso necessario ricercare, all'interno del consiglio di
classe, altri docenti che in qualche modo potessero dare il loro contributo sia
nelle proprie ore curricolari, sia attraverso una fase di stretta
collaborazione per il reperimento ed organizzazione dei contenuti da inserire
nell'ipertesto. Naturalmente, vista la novità del progetto, alcuni docenti
inizialmente hanno evidenziato una certa perplessità anche per il fatto che non
avevano mai operato in copresenza. E’ a questo punto che all'interno del
consiglio di classe, secondo noi, è risultata importante e determinante al
successo finale, la presenza di docenti abituati, per mentalità e per
consuetudine di lavoro, ad operare in stretta collaborazione.
Dopo attenta discussione ed esame dei singoli piani di
lavoro, si sono individuate, al fine di una immediata collaborazione, le
seguenti discipline: Italiano, Matematica, e diritto. Dal consiglio di classe è
emersa l'opportunità di predisporre un lavoro multidisciplinare realizzabile
dagli allievi singolarmente o in gruppo.
Il piano di lavoro
La programmazione è stata strutturata in moduli di cui, per
brevità, proponiamo un esempio significativo.
Modulo Metodo di Studio
Si è proceduto ad individuare le discipline coinvolte, i
tempi, gli obiettivi trasversali e disciplinari di seguito riportati.
·
Prendere appunti dalle spiegazioni del docente
·
Saper utilizzare sigle e segni grafici semplificativi nella
stesura degli appunti
·
Rielaborare in forma critica gli appunti
·
Utilizzare il libro per l'integrazione e approfondimento
degli argomenti sviluppati
·
Riconoscere le informazioni più significative
·
Lavorare in gruppo per sviluppare moduli assegnati
Obiettivi Disciplinari
·
Conoscere ed imparare ad utilizzare le moderne tecnologie
relative alla diffusione dell'informazione e più in generale della
comunicazione
·
Conoscere e saper utilizzare gli strumenti software e
hardware per gestire le informazioni tramite Personal Computer. Impiegare
ipertesti e più in generale ipermedia per reperire informazioni o per lo studio
·
Creare ipertesti utilizzando testi scritti, audio, grafica e
video
·
Analisi di ipertesti e ipermedia
·
Esempi di ipertesti, le guide in linea, pagina Web,
·
Uso di ipertesti
·
Predisposizione dell'informazione in base alla modalità con
cui può essere fornita: sequenziale, ad albero, ad albero con collegamenti,
testo reticolare fitto, ipertesto e ipermedia
·
Uso delle funzionalità di base e avanzate di strumenti software
per realizzare ipertesti, Word, Power Point.
·
Lavagna luminosa
·
Computer
·
Software
·
Scanner
·
Scheda audio
·
Modem
Metodologia Didattica
Le lezioni saranno prevalentemente di tipo
pratico-applicativo, cioè agli allievi sarà richiesto di fare, intendendo con
tale termine anche eventuali raccolte di informazioni in forma scritta
(appunti).
La realizzazione dell'ipertesto sarà affrontata in alcuni
casi singolarmente ed in altri a gruppi secondo quanto più sopra esposto.
Verifica
Le verifiche previste sono essenzialmente di carattere
pratico applicativo concordate ed elaborate assieme al codocente al fine di
accertare l'acquisizione degli obiettivi proposti.
Il prodotto finale
L'ipertesto realizzato è nato da una collaborazione con il
docente di discipline giuridiche.
Uno dei motivi che ci hanno indotti a realizzare un
ipertesto di questo tipo è stato la sua possibile immediata ricaduta didattica.
Infatti può sicuramente essere impiegato come strumento per un primo approccio
alla didattica ipertestuale.
Analizzando le varie possibilità si è deciso di affrontare
una tematica di diritto (i soggetti del diritto) già parzialmente nota
agli allievi e suscettibile di successivi ampliamenti e approfondimenti. Si è
ritenuto opportuno suddividere l'argomento prescelto in due parti:
·
le persone fisiche
·
le persone giuridiche
Tenuto conto dei tempi disponibili, della programmazione
iniziale di TIC che prevedeva anche una collaborazione con altre discipline, delle
conoscenze e abilità evidenziate dagli allievi nell'utilizzo di strumenti
informatici, si è deciso di affrontare solo il primo punto.
Il docente di diritto ha quindi predisposto con gli allievi,
durante le ore curriculari, i contenuti da inserire nell'ipertesto. Tale lavoro
si è concretizzato nella realizzazione di un testo scritto in Word che è stato
consegnato a tutti gli allievi e da cui risultavano già evidenti alcuni
collegamenti da impostare tra le varie pagine e con il glossario.
Durante le ore di TIC si è proceduto inizialmente ad
introdurre i principali concetti sugli ipertesti e più in generale sugli
ipermedia. Si sono utilizzati come esempi dimostrativi sia lavori sviluppati
con altre classi, sia ipertesti di tipo commerciale, mettendone in evidenza
pregi e difetti e le tecniche impiegate.
Si è quindi affrontato, con esempi proposti dal docente e
proiettati su schermo, la realizzazione pratica di ipertesti utilizzando il
software PowerPoint.
Acquisite le tecniche di base gli allievi, suddivisi in
gruppi, hanno predisposto la presentazione multimediale con PowerPoint,
acquisito immagini tramite lo scanner, realizzato semplici disegni con Paint e,
in alcuni casi, prodotto files audio da utilizzare nell'ipertesto stesso.
La struttura iniziale dell'ipertesto ha richiesto agli
allievi di affrontare e risolvere le problematiche relative ai collegamenti tra
le varie diapositive, agli effetti di transizione, all'inserimento di pulsanti
di azione associando ad ognuno di essi l'effetto voluto, alla gestione di
animazioni personalizzate per i diversi oggetti presenti nelle singole pagine.
Di seguito si riportano due diapositive del lavoro, in
particolare la principale contenente l'indice generale, ed una da essa
richiamabile attraverso un collegamento ipertestuale evidenziato con parole di
colore diverso e sottolineate e su cui il mouse assume il tipico aspetto di una
mano.
Conclusioni
Il primo risultato immediatamente visibile al termine di
questo lavoro è la maggior motivazione evidenziata dagli allievi all'apprendimento
non solo di tecniche informatiche, ma anche allo studio dei contenuti delle
discipline interessate in quanto partecipi a pieno titolo dell'attività
didattica.
La necessità di dover lavorare in gruppo ha fatto acquisire
agli allievi maggiore responsabilità sia nell'impegno specifico che nel
rispetto delle regole e dei tempi di consegna dei lavori. Questo modo di
lavorare ha imposto agli studenti un continuo confronto sia sui metodi, intesi
come tecniche di presentazione, sia sui contenuti e ciò ha implicitamente
portato ad un approfondimento delle discipline coinvolte
A fine anno, inoltre, quasi tutti gli allievi hanno
dimostrato di aver acquisito le capacità operative per realizzare in modo
autonomo le fasi più salienti per la predisposizione di un ipertesto nei suoi
aspetti di presentazione e nell'impostazione dei collegamenti concettuali, che
richiedono una conoscenza non superficiale delle tematiche da presentare.
I lavori sviluppati dai singoli gruppi hanno messo in luce
le diverse capacità creative degli studenti, in quanto ciascun gruppo ha
adottato tecniche e metodi di visualizzazione personali operando su contenuti
sostanzialmente uguali.
La possibilità inoltre di diversificare, all'interno di ogni
gruppo, le varie attività ha permesso a ciascun allievo di mettere in evidenza,
lavorando con maggior interesse e motivazione, le proprie capacità e
competenze; pertanto c'è stato chi, con maggior predisposizione al disegno, si
è cimentato nella realizzazione di semplici grafici, chi ha invece dimostrato
maggior propensione per l'operatività e ha verificato diverse soluzioni di
presentazione e così via.
L'aspetto più significativo che abbiamo potuto constatare è
che se gli allievi sono partecipi dell'attività didattica e possono esprimere
le proprie attitudini evidenziano maggiore interesse, anche verso discipline
che con una didattica classica di tipo frontale sono portati a trascurare.
In conclusione riteniamo sia validissimo uno slogan che
abbiamo utilizzato anche in passato: Imparare facendo.
* docenti all'Ipsia "D'Aronco" di Gemona del Friuli (UD)
indice
·
Le persone fisiche
o
la capacità giuridica;
o
la capacità legale d'agire;
o
la capacità naturale d'agire;
o
le cause modificative della capacità d'agire;
o
schema di sintesi.
·
2. Le persone giuridiche
o
definizione;
o
le persone giuridiche pubbliche;
o
le persone giuridiche private;
o
schema di sintesi.
Help
La capacità giuridica
·
I soggetti del diritto (i protagonisti delle relazioni che
hanno rilevanza per l'ordinamento giuridico) sono le persone fisiche (ogni
persona nata viva) e le persone giuridiche (le organizzazioni).
·
Le persone fisiche al momento
della
nascita acquistano la
capacità
giuridica che consiste nell'essere titolari di diritti e di doveri (art. 1 cod.
civ.); ad esempio, un bambino appena nato
acquista il
diritto al nome, il diritto alla vita e all'integrità fisica, il diritto ad
essere
mantenuto
educato ed istruito ecc.
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di Daniela Merlo
A partire da questo numero, PRAGMA si arricchisce di una
nuova rubrica dedicata alla didattica della Storia.
Questo nuovo spazio viene proposto ai docenti
dell'Istruzione professionale per rispondere al vasto interesse suscitato dalla
riforma dei programmi di Storia e dalle tante sollecitazioni che sono venute
dal dibattito culturale intorno all'uso sociale della Storia e alla riflessione
sulla valenza formativa della conoscenza storiografica.
Un piccolo laboratorio di Storia, così ci pare, che, pur
nella sua ridotta dimensione, supporti il lavoro dei docenti con la
presentazione di brevi moduli, lo sviluppo del dibattito fra docenti ed
esperti, la presentazione di una rassegna bibliografica, la proposta di esempi
di programmazione del curricolo disciplinare del triennio e del biennio
post-qualifica, il confronto fra diverse metodologie didattiche e l'apertura
alla cooperazione fra docenti di diversi ordini dell'istruzione secondaria.
Obiettivo: offrire spazi al confronto e alla riflessione
sulle tante difficoltà dell'insegnamento della Storia, per cogliere punti di
forza e di debolezza di un cambiamento ormai accettato, ma non sempre
consapevolmente condiviso.
La nuova iniziativa si apre con una breve rassegna di
progetti modulari, realizzati in settori di scuola diversi, che hanno recepito
le indicazioni della Circolare n. 411 del 9 ottobre 1998, Il 900 e la memoria-
Progetto destinato agli studenti delle scuole secondarie di II grado - Anno
scolastico 1998/99 - Legge 440/97.
Il prossimo numero presenterà al suo interno un'ampia
monografia con riflessioni sull'attività di aggiornamento sull'insegnamento
della Storia, materiali modulari, proposte di programmazione, esempi di laboratori
di Storia, interviste e questionari sull'applicazione dei nuovi programmi di
Storia.
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di Daniela Merlo
Nella classe quinta, tecnici dei servizi turistici, il
curricolo di storia settoriale è stato inserito in uno sfondo integratore che
emerge da un percorso di carattere storico letterario paradigmatico del
Novecento, che deve diventare patrimonio di tutte le generazioni di studenti
perché appartiene alla memoria collettiva.
Gli studenti sono stati guidati ad una approfondita
riflessione sul tragico anniversario storico della promulgazione delle leggi
razziali in Italia con un percorso multidisciplinare fra Storia e Letteratura
Italiana, puntando al raggiungimento di finalità educative trasversali, che
debbono sostenere l'educazione alla pace , alla legalità e alla cittadinanza,
per formare nel futuro la consapevolezza civile ed etica di ciascuno.
La dimensione del presente, per la ricorrenza citata e,
ancor più per il forte bisogno degli studenti stessi di conoscere e capire, ha
portato ad approfondire la conoscenza storica di un recente passato in cui è
radicata forse una fra le più gravi problematiche del mondo d'oggi, quella
della tolleranza e del rispetto della diversità.
Per l'utenza spesso svantaggiata che frequenta l'Istituto
professionale, la Scuola è forse la sola agenzia formativa da cui gli studenti
potranno trovare risposta ai propri bisogni di conoscere e orientarsi nel
presente e i docenti debbono essere consapevoli della responsabilità educativa
che compete loro, scegliendo moduli di grande valenza formativa, così come i
Nuovi Programmi di storia consentono.
A conclusione del modulo, anche grazie al finanziamento
previsto dalla C.M. richiamata, per progetti imperniati sulla memoria
dell'introduzione delle leggi razziali in Italia nel 1938, è stato realizzato
un viaggio di istruzione avente per meta il campo di sterminio di Mauthausen e
il ghetto ebraico della città di Praga.
Obiettivi didattico - formativi:
Contenuti
Agli studenti, non sempre in possesso di tutti i
prerequisiti linguistici e di una solida capacità di analisi e sintesi, è stata
proposta una scelta di diversi generi letterari: il documento storico, il saggio
storico, la testimonianza, la trattazione scientifica, la memorialistica
concentrazionaria, l'opera cinematografica e il testo teatrale.
La riflessione si è incentrata sui concetti di
"diversità/uguaglianza", "ripetitibilità/attualità",
"necessità di parlarne".
Nel rapportare la storia individuale alla "grande
Storia" si è dato spazio alla riflessione su
"analogia/identificazione" anche al fine di lasciar trasparire
l'emotività personale, ma si è insistito sul tema della "responsabilità
individuale".
Percorsi contenutistici e testi analizzati
·
Lezioni frontali per ricostruire lo sfondo integratore
storico
·
Testo integrale delle leggi razziali promulgate in Italia
nel 1938
·
Pagine di saggistica da "E’ successo solo cinquanta
anni fa" di Alberto Nirenstajn
·
testimonianze: "Voci dalla Shoah"
·
"Esistono le razze?" da "Razza o
pregiudizio" di Luca e Francesco Cavalli-Sforza
·
"I sommersi e i salvati" di Primo Levi (La zona
grigia)
·
"La banalità del bene" di Enrico Deaglio
·
"La parola ebreo" di Rosetta Loy
·
"La vita è bella", opera cinematografica, regia di
Roberto Benigni, e lettura della sceneggiatura di Roberto Benigni e Vincenzo
Cerami
·
"Il dittatore", opera cinematgrafica, regia di
Charlie Chaplin
·
Il teatro di Moni Ovadia (videocassetta)
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di Paola De Angeli*
Motivazioni
A seguito della testimonianza di Liliana Segre, reduce dal campo
di sterminio di Auschwitz, nella classe si è aperto un dibattito, stimolato
dalla forte emozione provata durante l'incontro e dalla volontà di non relegare
quell'esperienza nei confini di una rievocazione del passato o di un
approfondimento storico ma di crearne una memoria che potesse trasformarsi
nell'impegno di ciascuno a "non dimenticare".
Da queste premesse si è sviluppato il percorso svoltosi in
tre fasi:
1° FASE ob.
Formativi:
·
sviluppare una coscienza dell' eredità storica
·
progettare la propria vita nella relazione con l'altro, il
diverso
Modalità di lavoro:
·
dibattito e libera espressione del proprio vissuto in
relazione alla testimonianza di L. Segre e alle proprie conoscenze del periodo
storico.
·
divisione della testimonianza in sequenze (l'infanzia, lo
sfollamento e il carcere, Auschwitz, il rientro a Milano, il primo dopoguerra,
un nuovo inizio, L. Segre oggi)
·
confronto tra l'esperienza della Segre e la propria in
relazione a persone di diversa fede religiosa, cultura, tradizioni
·
La classe ha lavorato sia in un unico gruppo sia in gruppi
di compito.
2° FASE ob.
Disciplinari:
·
raccogliere le esperienze del vissuto personale per
collocarle nelle coordinate storiche
·
sviluppare le abilità di ricerca storica
Modalità di lavoro:
·
lezione frontale da parte dell'insegnante sulle coordinate
storiche
·
approfondimenti in lavori di gruppo sui seguenti argomenti:
le leggi razziali in Germania ed in Italia, la Milano degli anni trenta , il
conflitto mondiale, la "soluzione finale"
·
redazione di schede riassuntive in gruppo
3° FASE ob.
Formativo:
·
esporre il proprio punto di vista e le proprie emozioni in
forma razionale e meditata
ob. Disciplinari:
·
trasportare la ricchezza della storia orale e della
testimonianza nell' elaborazione scritta
·
elaborare un testo scritto a partire da interviste e
riflessioni personali
Modalità di lavoro:
·
rilettura approfondita e meditata della testimonianza
ascoltata in piccoli gruppi
·
preparazione delle domande da porre alla sig. Segre in un
ulteriore intervista, lavoro in piccoli gruppi
·
relazione alla classe, stesura del testo concordato delle
domande
·
realizzazione dell'intervista
·
stesura in piccoli gruppi di un testo-intervista, rivisto
dalla sig. Segre
Tempi:
·
dicembre: 1° incontro-testimonianza
·
gennaio-febbraio: riflessioni personali, divisione della
registrazione della testimonianza in sequenze
·
progetto relativo alla produzione scritta
·
marzo: approfondimento storico con l'uso di manuali
scolastici, film e letture personali
(Se questo è un uomo, L'amico ritrovato)
·
aprile-maggio: seconda intervista, prima stesura del testo
·
mesi estivi revisione del testo da parte dell'insegnante
·
settembre-ottobre (classe quinta): revisione e correzione
del testo, stesura definitiva,
elaborazione grafica e stampa
ob. Formativo:
·
revisione della sig. Segre
Risultato finale
Testo completamente realizzato dalla classe.
Esemplificazioni
Introduzione al testo
"Io ho sempre scelto la vita e la vita è sempre stata
buona con me e nonostante le tragedie che ho avuto, mi ha sempre
gratificata".
E’ strano l'effetto che provocano queste parole se pensiamo
che chi le ha pronunciate è reduce da quello che Nedo Fiano ci aveva descritto
come "l'inferno", un luogo dove regnavano la morte ed il terrore, ma
dal quale la vita è uscita con dignità.
Per chi come noi ha conosciuto l'Olocausto solamente
attraverso i libri di scuola è difficile capire quale immensa forza abbia
spinto Liliana Segre a scegliere la nuova vita.
"E’ stato un impatto molto drammatico, i due anni dopo
il rientro a Milano sono stati terribilmente tristi, di un'infelicità
spaventosa, disperata".
Ora dopo cinquant'anni, Liliana Segre conduce una vita
normalissima, è felicemente sposata, mamma di tre figli e da poco anche nonna.
E’ molto difficile immaginare la Liliana Segre di oggi nei
panni di una ragazzina reduce dalle torture dei lager, la donna che abbiamo
conosciuto è una donna come tante altre, una donna che vive e lavora come ogni
altra, con un marito e dei figli, normalmente inserita nella società di oggi.
Ma non crediamo che tutto questo sia stato molto semplice: il ritorno alla vita
di Liliana Segre ha significato un continuo combattere contro le ombre del
passato nel tentativo di far vincere gli affetti del presente. Ciò che ci ha
colpiti maggiormente è stata l'incomparabile forza con la quale ella ha
raggiunto la serenità attuale. Una forza data dal proprio coraggio, dalla
propria volontà, una forza che è servita da esempio a tutti noi.
Per questo abbiamo deciso di farci "adottare" da
lei attraverso questo nostro impegno scolastico, che abbiamo svolto con gioia
per poter dire a chi si autodefinisce "nessuno" o "una donna
qualunque" che per noi è la madre, la sorella, l'amica che ha illuminato
la nostra coscienza, con quella stellina alla quale ella stessa si è aggrappata
per vivere.
Grazie per la sua testimonianza, per la sua lezione di vita
gentile signora Segre, ma soprattutto, se ci è permesso, grazie Liliana.
AUSCHWITZ
Liliana era nel campo con altre trenta ragazze che insieme a
lei, per quel giorno erano state risparmiate. Dopo una lunga marcia entra nel
campo vero e proprio, precisamente Birkenau, uno dei campi del circondario di
Auschwitz, invidiando in quel momento coloro che erano andati via con i camion,
non sapendo che proprio quelli andavano direttamente alla camera a gas.
I soldati, tranquilli, passavano di fianco, sbeffeggiandole
con il loro atteggiamento di superiorità. Passavano in mezzo a questi esseri
che fino a qualche minuto prima erano ragazze con la loro identità, il loro
pudore, le loro regole di vita, timide, preoccupate, vergognose ed ora non
erano più niente, senza quasi vederle, come carnefici noncuranti delle loro
vittime.
I capelli venivano rasati a zero, veniva tatuato il numero
sul braccio, venivano rasati i peli delle ascelle e del pube e così
Nude come vermi ci guardavamo l'una con l'altra e già
eravamo solo un numero.
Non è più il loro nome quello con cui vengono chiamate ma il
numero sul braccio, esse stesse sono un numero in una lunga serie, non le si riconosce
per il nome, il sesso, la lingua parlata, i sentimenti, la bellezza, l'età: i
numeri sono tutti uguali, tutti neutri, per cancellarli occorre solo un tratto
di penna, chi può riconoscere se stesso in un numero? Chi può riconoscere il
proprio corpo, i propri affetti, le proprie aspirazioni in un susseguirsi di
cifre?
Era un miscuglio di lingue: tedesco, francese, polacco,
cecoslovacco, spagnolo, olandese, c'era di tutto. Ma queste ragazze non
sapevano le lingue perché pochi Italiani di allora le conoscevano. Quel poco di
francese imparato a scuola serviva a ben poco. E quando Liliana con le altre
ragazze italiane, sbalordite, sballottolate, istupidite da sei giorni di
viaggio, dalla separazione dai cari, entra nella baracca della quarantena,
alcune ragazze francesi, che sono lì da dieci, quindici giorni, le raccontano
tutto quello che succede nel campo. Le dicono cos'è quell'odore dolciastro che
permea il campo: è odore di carne bruciata; le dico cos'è quella ciminiera in
fondo al campo: il crematorio e cos'è quella fiamma che brucia al di sopra
della ciminiera.
Vogliono informarla di tutto; Liliana è una di loro, deve
sapere, non le è concessa pietà, non le è concesso il tempo di capire, la
verità le viene vomitata addosso, nessuna pietà, nessun sentimento deve
permanere, solo un numero fra tanti altri, un numero che usa per lavarsi un
pezzo di sapone nero, in cui non si riconosce più "il numero" di quel
grasso di cui è composto.
le altre ragazze danno loro alcuni avvertimenti: vivere come
schiave, non ribellarsi mai a nessun ordine.
Nota: breve passo tratto dal racconto dell'esperienza a
Birkenau.
ESEMPIO DI SCHEDA STORICA
Le leggi razziali1
Il 14 luglio 1938 viene pubblicato sul "Giornale
d'Italia" il "Manifesto degli scienziati razzisti", non reca
alcuna firma, nessuno ne avanza la paternità, risulta genericamente redatto da
"Un gruppo di studiosi fascisti, docenti delle Università italiane",
è composto da dieci articoli in cui viene enunciata "la posizione del
fascismo nei confronti dei problemi della razza."
Particolarmente significativo al fine della nostra
pubblicazione è l'articolo 9 che recita:
"Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei
semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della bella
nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della
Sicilia nulla all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo
di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia.
Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai
assimilata in Italia perché essa è composta da elementi razziali non europei,
diversi in modo assoluto dagli elementi razziali che hanno dato origine agli
Italiani."
Hanno inizio così, a partire da settembre, le diverse forme
di discriminazione. Gli ebrei non possono: frequentare scuole pubbliche
secondarie, mentre vengono istituite scuole elementari-ghetto; insegnare;
mantenere la cittadinanza italiana qualora sia stata conseguita dopo il 1918.
Da novembre sono proibiti i matrimoni misti, gli ebrei inoltre nono possono ricoprire
cariche pubbliche, ecc. 1
Ne "La difesa della razza", periodico diretto da
Talisio Interlandi, segretario di redazione Giorgio Almirante, tra numerose
altre affermazioni che non riportiamo perché la nostra coscienza non ce lo
permette, si legge: "La mentalità del giudeo, nella concezione morale,
delle leggi, dell'arte, della Patria è nettamente antitetica a quella
dell'ariano". 2
Con il Regio decreto legge 17 novembre 1938-XVII n°1728
vengono emanati i "Provvedimenti per la difesa della razza italiana".
1 Michele Safatti "Mussolini contro gli
ebrei" ed. S. Zamorani
2 "I giudei, detestabile razza eternamente parassita" di G. Lucidi, tratto da
"La difesa della razza" anno II, n°1, 5 novembre 1938
* docente all' ITC " P. Levi" di Seregno
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di Alessandra Chiappano*
Sulla scorta delle disposizioni contenute nel decreto
681/96,con cui si rende prescrittivo lo studio del Novecento nell'ultimo anno
di corso, è iniziato un ampio dibattito sull'insegnabilità del novecento, che
ha finito per coinvolgere tutti gli aspetti della didattica della storia.
D'altro canto una analisi seria sul "fare storia"
da parte dei docenti è inevitabile, se si considera anche quanto emerge dal
saggio di N. Baiesi e E. Guerra1, che tratta appunto del rapporto che i giovani
hanno con la storia e la memoria. Molti degli intervistati a proposito della
storia-materia insistono sulla sua noiosità, la storia è ritenuta una materia
difficile e incomprensibile, che riguarda soltanto il mondo degli adulti.
Quali strategie avviare dunque per stimolare l'attenzione
dei giovani e soprattutto per costruire in loro il senso della memoria storica
che è essenziale per costruire i cittadini del nuovo millennio che avanza?
Sulla scorta di tali considerazioni, alcuni istituti
scolastici di vario tipo, sparsi sul territorio nazionale, hanno dato il via ad
una serie di ricerche, partendo dagli archivi scolastici, che privilegiano una
didattica essenzialmente laboratoriale, mediante la quale si intende mettere
gli studenti a diretto contatto con le fonti, facendo loro scoprire le
difficoltà, ma anche il gusto del "fare storia".
Gli archivi delle scuole spesso giacciono nel più completo
abbandono in cantine o altri spazi simili, anche perché la normativa che ne
regola la conservazione è amministrativa, è opportuno quindi primariamente
operare una ricognizione ed un'analisi dei ritrovamenti. In genere i documenti
più interessanti che si possono rinvenire sono: i verbali delle sedute dei
collegi docenti, le cartelle personali degli insegnanti, le comunicazioni della
presidenza, circolari varie e i registri del protocollo, non mancano inoltre
documenti prettamente amministrativi e nei casi più fortunati anche elaborati
scolastici degli studenti. Purtroppo assai spesso tale materiale, pur ampio e
vario, è assemblato insieme senza nessun ordine per cui è necessario procedere
ad una sua catalogazione, operazione non sempre breve ed agevole. Eppure gli
archivi scolastici nascondono dei veri tesori e molti dei documenti che vi si
possono ritrovare costituiscono una fonte insostituibile per affrontare certi
temi di storia locale ed anche più in generale di storia della scuola italiana.
Frequentando gli archivi scolastici si riesce a ricostruire, ad esempio, la
fisionomia del corpo docente, sia dal punto di vista culturale che didattico.
In particolare, si possono attivare ricerche che, appunto partendo dallo studio
dei documenti di prima mano e per lo più inediti, conducano gli studenti a
formulare ipotesi su filoni vari, relativi alla nostra storia recente quali
l'eco della guerra nella scuola, i rapporti scuola - regime fascista, le leggi
razziali, l'epurazione, fino ad arrivare al '68. L'argomento prescelto andrà
poi negoziato con gli studenti in modo che si sentano coinvolti e partecipi in
ogni fase della realizzazione del progetto.
Questo è lo spirito con cui è stata condotta la ricerca che
qui si presenta per sommi capi, effettuata presso l'istituto
"Virgilio" di Milano e che ha come oggetto la vicenda di
un'insegnante della scuola espulsa come ebrea nel 1938. Dal microcosmo del
"Virgilio" si è partiti per ricostruire il clima che portò alle leggi
razziali fino al tragico epilogo dell'occupazione tedesca in Italia e della
Shoah.
Il lavoro è durato un intero anno scolastico e è stato svolto
applicando un'ottica pluridisciplinare: dopo aver analizzato e studiato il
microcosmo del "Virgilio", negli anni del fascismo, e dopo aver
ricostruito non senza difficoltà la biografia della Professoressa Maylander, si
è analizzato l'ambiente culturale e politico che ha portato alle leggi razziali
e infine è stata ricostruita la macchina infernale dello sterminio nazista. Il
prodotto finale è stato cartaceo: un testo di notevoli dimensioni (300 pagine)
curato dalle allieve con l'ausilio dei docenti delle varie discipline
coinvolte: Italiano, Storia, Filosofia, Legislazione, Inglese, Arte, Scienze;
nel corso dell'anno scolastico più o meno un'ora alla settimana è stata
dedicata a questo lavoro.
In ultima analisi, la ricerca condotta al
"Virgilio" ha avuto soprattutto l'obiettivo di rafforzare negli
studenti la memoria storica.
L'istituto Virgilio nacque nel 1934 ed era maschile. Questo
rispondeva alle esigenze di un'utenza in forte aumento.
Grazie all'attività dei presidi che si susseguono la scuola
è fino dal suo sorgere, centro di una vivace attività culturale, improntata
anche alla ricerca, soprattutto in campo pedagogico; gli insegnanti, come
ricordano alcuni ex allievi,2 erano esigenti e ben preparati e alcuni di loro
ricorrono con particolare affetto nei ricordi degli ex-virgiliani: Antonio
Basso, divenuto poi il primo Provveditore della liberazione, Alessandro
Tortoreto, Gisella Maylander...
1938: è l'anno in cui Mussolini in sintonia con le idee
dell'alleato tedesco, ma in piena autonomia, emana le leggi razziali mediante
le quali gli ebrei, che costituivano lo 00,1% della popolazione italiana ed
erano perfettamente integrati, si trovano a perdere gran parte dei loro diritti
e alunni e docenti israeliti vengono espulsi dalle scuole italiane.
Nel verbale della Cassa scolastica dell'istituto
"Virgilio" (21 giugno 1938) si legge ".... Corso di tedesco. Ad
esprimere la riconoscenza del Consiglio per l'opera intelligente e gratuita
prestata dalla Professoressa Maylander, il Consiglio delibera di inserire la
stessa fra i soci benemeriti della Cassa scolastica".3 Tale giudizio
lusinghiero è in sintonia con quello espresso dagli ex-virgiliani che la
ricordano come docente severa, ma sensibile e attenta.4
Il 5 settembre 1938 il personale ebraico venne espulso dalle
scuole e Gisella Maylander fu tra questi docenti che improvvisamente si
trovarono privati dello stipendio e della dignità.
In realtà la vicenda di Gisella Maylander non fu lineare: il
suo nome compare infatti nell'elenco compilato dal Ministero e pubblicato nel
numero del febbraio 1939 degli Annali della Scuola Media5, ma il suo
provvedimento di espulsione diventò effettivo soltanto nel marzo del 1939, come
si legge nel registro del protocollo6.
Da un punto di vista "razziale" la posizione di
Gisella era ambigua : era ebrea soltanto per parte di padre, che tra l'altro si
dichiarava "senza confessione" per di più era stata battezzata alla
nascita7: avrebbe quindi dovuto essere considerata "ariana" anche
perché l'appartenenza alla razza ebraica viene determinata dalla madre e Flora
Mitzscherlich era ariana. Ma la situazione era complicata dal fatto che i
Mayalander avevano ottenuto la cittadinanza nel 1925 e gli ebrei che avessero
ottenuto la cittadinanza dopo il 1919 dovevano essere considerati apolidi8.
C'era poi un fatto che rendeva la posizione di Gisella
Maylander ambigua: infatti, secondo quanto previsto dal regio decreto legge 17
novembre 1938-XVII, n.1728, "Provvedimenti per la difesa della razza
italiana "Capo II Degli appartenenti alla razza ebraica" Articolo 8
"è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di
razza ebraica e l'altro di nazionalità straniera"9.
Sotto questo aspetto i documenti prodotti in prima istanza
da Gisella Maylander non dovettero sembrare convincenti al Preside, prof.
Leopoldo Fontana, che come risulta dall'elenco dei docenti espulsi10, la
denunciò come appartenente alla razza ebraica.
Il fatto più singolare dell'intera vicenda è che anche la
sorella di Gisella, Eleonora, insegnava nella scuola statale, eppure non viene
toccata da alcun provvedimento di espulsione: evidentemente il Preside della
scuola in cui prestava servizio era stato meno rigido e aveva accettato la
documentazione presentata da Eleonora e questo avvalora l'ipotesi che la normativa,
sebbene generalmente applicata, non lo fu sempre in modo restrittivo.
Gisella Maylander non si diede per vinta e insieme alla
sorella presentò un'istanza indirizzata al Ministero dell'Interno per vedersi
riconosciuta la appartenenza alla razza ariana. La documentazione relativa a
questa richiesta è stata rinvenuta presso l'archivio di stato di Milano. Il
ricorso ebbe esito positivo (anche se la procedura fu lenta: passò quasi un
anno),11 e infatti nel protocollo della scuola in data 29-5-1940 si legge "la
professoressa Maylander è restituita alla propria cattedra"12, ma in data
10-6-1940 la professoressa Maylander chiese trasferimento e venne trasferita al
Regio Liceo classico di Belluno13, dove si era trasferita precedentemente la
sorella Eleonora.
Poco dopo il suo arrivo a Belluno, Gisella conobbe e sposò
il dottor Sergio Storelli, nativo di Dubrovnick e funzionario presso la
prefettura di Belluno, nel 1944 ebbe il primo figlio, Antonio, seguito nel 1948
da un secondo figlio.
Come le due sorelle Gisella ed Eleonora abbiano potuto
attraversare indenni gli anni terribili dell'occupazione tedesca di Belluno
appare inspiegabile, forse come sostengono Letizia Nicoletti, amica e collega
degli anni bellunesi e Sergio Storelli, nelle loro testimonianze, grazie al
fatto che nessuno sapeva della loro pur parziale, appartenenza alla razza
ebraica e per questo nessuno mai le denunciò. Ma vissero anni duri, nel terrore
che qualcuno potesse venirlo a sapere14.
Dalla sommaria ricostruzione - di cui qui si dà solo un'estrema
sintesi - si può tentare di costruire un'ipotesi: al di là del mito oggi non
sostenibile" degli italiani brava gente"15 certamente le leggi
razziali vennero applicate in modo assai disomogeneo, come il caso delle due
sorelle Maylander farebbe supporre. E’ sicuro però che gli elenchi preparati
dalla polizia fascista nel giro di pochi anni si trasformarono in uno strumento
di morte micidiale, allorquando i tedeschi invasero buona parte dell'Italia16.
Quale sia stato l'atteggiamento dei colleghi di Gisella di
fronte alla sua espulsione non è dato saperlo, ma un ex-allievo del Virgilio
ricorda il giorno in cui il Preside Fontana comunicò a Gisella la sua
espulsione e afferma "Da quel giorno non la vedemmo più e non sentimmo più
parlare di lei, nessuno commentò l'accaduto. Noi eravamo giovani e non capimmo,
in certo qual modo fummo contenti perché arrivò un' insegnante assai meno
severa17".
La vicenda di Gisella Maylander ha permesso agli studenti di
toccare con mano la tragedia delle leggi razziali e della Shoah attraverso un
percorso che dalle aule del Virgilio li ha condotti ad Auschwitz, dove si sono
recati in viaggio di istruzione usufruendo dei finanziamenti ministeriali
previsti dal progetto "I giovani, il Novecento e la memoria".
Ho motivo di credere che questo lungo percorso non sia stato
invano e ritengo che i tentativi, che sono stati compiuti oggi per dare dignità
e voce anche a quelle memorie per lungo tempo ignorate, siano non solo
necessari, ma doverosi, soprattutto se si pensa che la generazione che abbiamo
di fronte è del tutto appiattita sul proprio presente e che crescere senza
memoria può portare ad esiti disastrosi: solo chi ricorda è in grado di
costruire il proprio futuro.
Credo, in ultima analisi, che la ricerca condotta al
Virgilio partendo dall'archivio abbia conseguito soprattutto l'obiettivo di
rafforzare negli studenti la memoria storica: in questo modo essi hanno
acquisito qualcosa di più di quello che si impara normalmente leggendo i
manuali di Storia.
* docente all'Istituto Magistrale "Virgilio" di Milano
1 N.
Baiesi-E.Guerra, Interpreti del loro tempo, Clueb Bologna 1997.
2 Tra cui il
Professor M.Laeng noto pedagogista.3
Archivio Istituto "Virgilio" Registro dei Verbali della Cassa
scolastica Verbale n°12.
4 Particolarmente
significativa a questo proposito la testimonianza del dott. D. Disoteo, ex
virgiliano ora Vicepresidente dell'Università Popolare di Milano.
5 Annali della
Scuola Media a. VIII n. 9 (1-20 Febbraio 1939 ) p.2.
6 Archivio Istituto
"Virgilio" Registro del Protocollo.
7 Certificato di
battesimo Fonte Archivio storico di Trieste.
8 Cfr M. Sarfatti,
Mussolini contro gli ebrei, Zamorani Editore 1994.
9 M. Sarfatti,
op.cit.
10 Annali della
Scuola Media n. VIII Febbraio 1939 p. 2.
11 Fonte Archivio di
Stato Milano.
12 Archivio Istituto
"Virgilio" registro del Protocollo.
13 Archivio Istituto
"Virgilio", notifica di trasferimento.
14 Testimonianze
orali rese da Letizia Nicoletti e Sergio Storelli.
15 Cfr Renzo De Felice, Storia degli ebrei sotto il fascismo,
Einaudi 1961.
16 Crf Michele Sarfatti, Mussolini contro gli Ebrei,
Zamorani Editore Torino 1994 cfr Michele Sarfatti La persecuzione degli ebrei
in Italia dalle leggi razziali alla deportazione in La persecuzione degli ebrei
durante il fascismo, Camera dei Deputati Roma 1999.
17 Testimonianza orale di D. Disoteo ex virgiliano.
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di Maria Rosa Stefani*
Gli obiettivi generali perseguibili sono:
·
Usare gli strumenti del lavoro storico (atlante, cronologie)
·
Produrre trasposizioni grafiche dei testi (tabelle,
diagrammi,...)
·
Saper formulare problemi rispetto a fenomeni storici
·
Utilizzare conoscenze e competenze acquisite nel corso degli
studi per tematizzare e strutturare la molteplicità delle informazioni
derivanti dall'interrogazione, l'interpretazione e la valutazione delle fonti
·
Padroneggiare i concetti di lunga durata e mondo pieno
·
Costruire testi argomentativi a sostegno della formulazione
di problemi e di spiegazioni relativi a fatti storici
Prerequisiti essenziali sono alcune conoscenze di storia
generale quali:
·
Rinascita del Mille
·
I comuni e la loro organizzazione(con particolare attenzione
a quello fiorentino)
·
Le repubbliche marinare
·
Carta geopolitica dell'Europa e del Mediterraneo
I testi oggetto di analisi, opportunamente montati in
funzione delle conoscenze da far costruire attraverso i processi di
apprendimento, sono raggruppati secondo le diverse fasi di lavoro:
Fase A
G.VILLANI,
Cronica, XI, 94
L.B.ALBERTI, Della
famiglia, II
L.B.ALBERTI, Della
famiglia, III libro
Fase B
Passi scelti di autori vari (Halphen, Manaresi, Mori,
Cipolla, Bloch, Pirenne)
Fase C
Statuto dell'Arte della Lana in Firenze B.CELLINI, Vita
Fase D
a) R.S. LOPEZ, La rivoluzione commerciale, 1975
b) P. CHAUNU, La durata, lo spazio e l'uomo nell'epoca moderna.
La storia come scienza sociale, 1983
c) F. BRAUDEL, Storia e scienze sociali. La "lunga
durata" in La storia e le altre scienze sociali, Laterza 1974
Di queste tre opere verranno scelti dall'insegnante i passi
a suo giudizio più opportuni o più alla portata del gruppo classe.
Fase A - Gli studenti, preferibilmente organizzati in gruppi
di studio di consistenza omogenea, devono ricavare dal testo del Villani i dati
relativi alle attività economiche di Firenze nel XIV secolo e costruire una
tabella riassuntiva, come può essere la seguente:
Per cominciare l'allievo noterà, o gli verrà fatto notare,
come le indicazioni date da questo storico siano decisamente approssimative,
molto diverse da quelle che ci attenderemmo oggi da uno storico contemporaneo. E’
quindi possibile una riflessione sul cambiamento di mentalità che sta alla
radice di questo diverso metodo di lavoro e che può essere oggetto di studio in
un modulo di Italiano incentrato sull'Illuminismo e i suoi necessari
antecedenti(rivoluzione scientifica e razionalismo filosofico).
Raggruppando i dati si perverrà ad identificare quattro
ordini di attività professionali:
-
Commercianti
-
Artigiani
-
Finanzieri
-
Liberi professionisti
Ora si tratta di indagare su quali fossero le attività
specifiche svolte da tali figure professionali.
Iniziando dal mercante, l'allievo potrà ricavare dal testo
dell'Alberti alcune interessanti indicazioni: innanzitutto che l'attività
mercantile è ritenuta a giudizio generale come la più redditizia assieme a
quella dell'operatore di banco; scoprirà che non è ancora morto l'antico
pregiudizio sulla superiorità dell'attività agricola su tutte le altre ed è
possibile una digressione sul tentativo borghese di affermare la propria
dignità culturale e la relativa dignità del lavoro in sé, concetto inserito
nella nostra civiltà dal cristianesimo benedettino ed estraneo alla mentalità
romana e dell'aristocrazia medievale; in secondo luogo si potranno definire
meglio le funzioni del mercante contemporaneo. Ritornando alle attività specifiche
svolte dal mercante, esse sono:
-
Condurre = occuparsi del trasporto
-
Serbare = occuparsi della conservazione delle merci
acquistate e trasportate
-
Creder = vendere a credito
-
Ritrarre = riscuotere gli importi del venduto
-
Commutare = scambiare le merci
Appare quindi in tutta la sua complessità la figura del
mercante che si configura come un imprenditore dalle molteplici attività che
interagisce con altri settori economici come l'artigianato, la finanza.
(A conferma, l'allievo può ritrovare gli stessi concetti
nelle pagine di uno storico contemporaneo del settore quale può essere G.Mori)
Fase B - I gruppi di studio proseguono l'analisi delle
letture indicate, producendo di pari passo alcuni materiali che vengono
indicati qui di seguito tra parentesi. Il lavoro di analisi porterà gli allievi
a individuare:
-
la situazione dei trasporti (schema riassuntivo)
-
le vie commerciali più battute (cartina tematica)
-
i luoghi principali degli scambi (cartina
tematica)(glossario: fondaco, fiera, mercato)
-
le merci che animavano il mercato (cartina tematica)
A questo punto gli allievi scopriranno che centrale nel
commercio europeo è la produzione laniera.
Fase C - E’ possibile, se ritenuto opportuno, approfondire
l'indagine sull'organizzazione della produzione tessile (centri principali di
produzione, organizzazione della produzione sul piano tecnico e amministrativo,
le Arti, l'organigramma di una bottega artigiana, i limiti della produzione
artigiana)
In particolare l'analisi di alcuni passi scelti dello
Statuto dell'Arte della lana fiorentino permettono di ricavare la diversa
mentalità economica che anima gli artigiani, i quali mirano principalmente ad
assicurare alla loro categoria una continuità di lavoro legata all'alta qualità
del prodotto, poco preoccupandosi della variazione della domanda di mercato.
Il passo del Cellini , oltre a costituire un avvincente
testo letterario (il racconto della travagliata fusione del famoso Perseo),
permette di individuare l'organigramma di una bottega artigiana.
Il lavoro di questa fase deve essere integrato da letture di
testi storiografici (particolarmente adatti per la relativa facilità di
approccio i lavori del Cipolla e del Mori) che porteranno, alla conclusione, ad
incontrare di nuovo la figura del mercante-imprenditore, chiave del futuro
sviluppo industriale.
Fase D - La fase in oggetto deve essere diversificata
secondo le possibilità dell'utenza e i testi storiografici indicati sono
elencati secondo il grado di difficoltà.
La lettura finale di passi dell'opera del Lopez, eseguita in
classe con la guida dell'insegnante, potrà servire, mettendo a confronto le
condizioni iniziali delle principali civiltà dell'epoca, ad evidenziare i
fattori che permisero lo sviluppo economico dell'Europa ponendo le basi dell'attuale
divario tra paesi occidentali e resto del mondo; il discorso presenta numerosi
punti in comune con il programma di Economia. La lettura dello Chaunu invece
può stimolare la discussione sull'attuale situazione economica dell'Italia e
sulla diffusa presenza sul territorio di una piccola -media impresa tipica del
distretto che la differenzia nello sviluppo da altri paesi occidentali,
argomento che può essere sviluppato in ambito di Economia Aziendale.
Infine invece il passo del Braudel permette di affrontare il
concetto di "lunga durata", che potrà poi essere applicato
successivamente nel corso degli studi storici.
Indicazioni per una prova di verifica sommativa
A conclusione di ogni fase è opportuno somministrare una
verifica in itinere (prova strutturata o questionario). Come prova di verifica
finale può esser scelta una delle seguenti tipologie:
-
Relazione
-
Prova strutturata
-
Analisi di un testo storiografico o di una fonte sul modello
della prima tipologia delle nuove prove dell'Esame di Stato.
docente all'Ipscs "B. Oriani" di Milano
Attività e figure professionali Quantità indicate
Botteghe dell'Arte
della Lana 200
Banchi di
cambiatori 80
Giudici 80
Notai
600
Medici, fisici,
cerusici 60
Botteghe di
speziali 100
Mercanti e merciai
Grande numero
Botteghe di
calzolai, pianellai, zoccolai Da non poter stimare
"quelli che
andava fuori di Firenze a negoziare" 300 e più
Maestri di
mestiere, di pietra e di legname Molti altri
Progetto per la tutela e la promozione di un bene
monumentale dimenticato
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di Silvana Aldeni*
Da alcuni anni si è dato avvio, nelle classi terze di
indirizzo turistico dell'I.P.S.S.C.T "PietroVerri" di Busto Arsizio,
a studi e ricerche finalizzati alla conoscenza del territorio e alla
valorizzazione di alcuni beni che costituiscono preziose testimonianze storiche
ed artistiche.
La progettazione modulare ha usufruito, oltre che di ore
curricolari, di un pacchetto di ore dell'Area di approfondimento, che ha
permesso una maggiore flessibilità organizzativa e didattica.
L'esigenza di integrazione tra i diversi saperi e di
programmazione trasversale - aspetti che trovano momenti di verifica sia nella
prova integrata conclusiva del monoennio di qualifica sia nel nuovo Esame di
Stato - ha spinto alla stesura di questo progetto che ha, da un lato, favorito
la pluridisciplinarietà e creato un raccordo tra i diversi approcci
metodologici, dall'altro ha valorizzato le risorse del soggetto operante, lo
studente, le sue intuizioni, osservazioni, riflessioni, abilità cognitive e
operative.
Brevi notizie sul bene monumentale
S.Maria in Campagna, detta anche in Scià, è una chiesa
rurale a carattere devozionale. E’ probabilmente di fondazione medievale con
aggiunte e rifacimenti avvenuti in secoli seguenti.
Alcuni documenti antichi possono aiutare a ricostruirne la
storia: carte d'archivio e visite pastorali -a partire dal secolo XV fino al
XIX - citano e descrivono l'edificio.
La chiesa contiene interessanti testimonianze pittoriche di
iconografia mariana, giustificate dalla sua funzione: quella di essere
prevalentemente luogo devozionale di frequentazione femminile.
Il complesso versa in cattive condizioni; viene aperto al
pubblico soltanto per poche giornate l'anno, in occasione di particolari
festività.
Obiettivi di carattere generale:
Obiettivo finale è la valorizzazione del monumento per la
divulgazione dei suoi contenuti culturali e storico l artistici attraverso la preparazione di visite "in
loco", guidate dagli allievi e indirizzate al pubblico e corredate da una
mostra fotografica che illustra il bene monumentale e documenta le fasi di
lavoro.
Bisogni formativi e didattici:
·
migliorare e potenziare le capacità comunicative,
linguistico - verbali, estetico - visuali, con apertura alla comunicazione
globale.
·
riconoscere e conoscere anche ciò che nell'universo
comunicativo non è parola ma segno dell'intervento creativo dell'uomo nello
spazio
·
saper leggere e saper decifrare tutto ciò che in un luogo è
espressione di una creatività fatta di parole ma anche di immagini, oggetti e
strutture materiali che ci testimoniano metodi, stili di vita e di pensiero.
Destinatari e durata
Il laboratorio di ricerca prevede il coinvolgimento delle
tre classi terze d'indirizzo turistico dell'Istituto e dei rispettivi C. d. c.
Gli esiti sono rivolti al pubblico dei fruitori, in prima
istanza agli studenti della scuola e alla cittadinanza di Cislago.
Da ottobre '98 a maggio '99. Il modulo è stato sviluppato
nelle ore di Area di approfondimento (circa 20 per ciascuna classe) e le fasi
salienti di assegnazione dei compiti, discussione e verifica, in alcune ore
curricolari di Storia e Storia dell'Arte (20 ore per classe). L'allestimento
dei pannelli e della mostra, è stata effettuata da gruppi di allievi, non dalle
intere classi (15 ore). Una intera giornata è stata messa a disposizione per le
visite guidate, preceduta da una fase di preparazione delle stesse (5 ore).
Fasi del progetto
Il progetto prevede tre fasi operative:
Prima fase: catalogazione dell'esistente
Seconda fase: elaborazione del materiale raccolto, lavoro di
ricerca storica ed iconografica,
Terza fase: compilazione di schede tecniche
Fase finale:
l allestimento della
mostra fotografica nella scuola e apertura al pubblico
l visite guidate a
S. Maria ad opera degli studenti.
Prima fase, contenuti e modalità
Presentazione di massima del progetto di lavoro alla classe,
degli obiettivi da raggiungere, del percorso che si seguirà e della durata.
Occorre premettere che gli studenti in questione non hanno mai affrontato lo
studio della storia dell'Arte. Suddivisione in piccoli gruppi e assegnazione, a
ciascuno di essi, di un compito di realtà attinente: l'osservazione e la
catalogazione dell'esistente, la misurazione degli spazi e delle pitture, la
campagna fotografica di una cappella o di una parte della chiesa (viene fornita
una scheda per la raccolta dei dati e delle osservazioni, si sollecita in
particolare ad annotare il maggior numero di informazioni e a problematizzare
qualsiasi messaggio visuale provenga dall'opera d'arte ).
Ad un gruppo viene assegnato il compito di raccogliere
testimonianze orali attraverso interviste alle persone più anziane che abitano
nei pressi dell'edificio e che potrebbero essere depositari di una memoria
storica. Sopralluogo della durata di 5 ore e raccolta dei dati.
Riorganizzazione degli stessi e relazione delle acquisizioni da parte di
ciascun gruppo alla classe.
Redazione di una mappa delle problematiche emerse.
Seconda fase, contenuti e modalità
Lavoro di ricerca a livello storico (il territorio, la
storia del borgo, la storia dell'edificio ricostruita in parte attraverso
documenti d'archivio forniti dagli insegnanti, le confraternite esistenti, la
pieve, ecc. ) e iconografico (in relazione alle immagini degli affreschi: la
Madonna del Parto, la Madonna della Neve, la Madonna del Rosario, le Storie
della Vergine ecc... i santi e le martiri rappresentate) attuato a piccoli
gruppi o individualmente, preceduto da un momento introduttivo all'uso degli
schedari della biblioteca, alla stesura degli appunti, alla corretta raccolta
delle fotocopie, alle segnalazione della bibliografia consultata.
Ciascuno studente, o gruppo, ha un compito di ricerca da
sviluppare con precise indicazioni bibliografiche, fornite dai docenti, ed un
tempo definito per la consegna dei risultati. In questa fase è necessaria una
costante guida dell'insegnante che sostiene e orienta, di volta in volta,
l'allievo con adeguati suggerimenti per aiutarlo a giungere autonomamente a
nuove acquisizioni che chiariscano o risolvano le problematiche che si era
posto. Controllo dei risultati da parte dei docenti. Comunicazione da parte di
ogni gruppo di lavoro alla classe delle nuove conoscenze acquisite e
registrazione (a livello individuale) delle stesse. Durante questa fase di
lavoro si rende necessario poter disporre di riproduzioni fotografiche di
qualità. Il C.d.'I. stanzia i fondi per la campagna fotografica condotta da un
qualificato studio del settore.
Terza fase, contenuti e modalità
Somministrazione del modello di scheda tecnica da compilare,
relativo alle cappelle, agli affreschi, agli aspetti architettonici della
chiesa. Spiegazione delle modalità per la corretta compilazione. Correzione (da
parte del docente di Storia dell'Arte). Trascrizione delle schede con utilizzo
del software applicativo Word.
Fase finale, contenuti e modalità
Realizzazione dell'esposizione fotografica. Preparazione dei
pannelli illustrativi con le riproduzioni fotografiche e le relative schede
tecniche, ordinati secondo un criterio distributivo che simuli una visita
guidata all'interno dell'edificio. Allestimento dell'esposizione nella scuola.
Spedizione degli inviti preparati dagli allievi. Apertura al pubblico
(inaugurazione e apertura - in orario scolastico - alle scolaresche della
città). Visite guidate. In occasione di una particolare ricorrenza
parrocchiale, la chiesa di S.Maria in Scià viene aperta ai fedeli per un'intera
giornata domenicale e gli studenti che hanno lavorato al progetto, suddivisi in
gruppi, si alternano nella conduzione di visite guidate. Questa iniziativa
culturale viene sostenuta dalla Pro loco e pubblicizzata tramite mezzi di
informazione locali.
Valutazione
L'attività promossa ha dato riscontri positivi a livello disciplinare
perché ha incrementato l'aspetto motivazionale portando l'allievo, spinto dalla
curiosità della scoperta, ad impossessarsi quasi automaticamente di strumenti e
metodi seguendo un procedimento induttivo che parte da "indizi" e
arriva ad una ricostruzione "probabile".
Il lavoro di gruppo e la diversificazione dei compiti, che
ha comportato la messa in campo delle diverse abilità, da quelle cognitive,
alle operative e pratiche, ha permesso di recuperare, senza disagio, le
situazioni di svantaggio. Lavorare insieme, in classe, in biblioteca, a casa,
ha migliorato l'aspetto relazionale ed ha spronato i gruppi al confronto per
trovare le risoluzioni ai problemi.
Sono state potenziate le abilità linguistiche in occasione
delle visite guidate e ciascuno ha potuto "provarsi" in una
situazione professionale.
Il beneficio maggiore lo ha ricevuto il Bene Monumentale: in
seguito alla nostra segnalazione, ed ai nostri studi il popolo di Cislago ha
acquisito coscienza del valore della sua chiesa; è sorto un gruppo locale per
la tutela del bene, sono state avviate indagini tecniche - scientifiche dalla
Sovrintendenza e si auspica che questa sinergia di interventi conduca, in tempi
brevi, all'avvio del restauro di questa importante testimonianza del nostro
patrimonio artistico.
* docente all' Ipssct "Pietro Verri" di Busto
Arsizio (VA)