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Nuove regole del gioco La nuova disciplina degli
esami di Stato (legge n. 425 del 10 dicembre 1997) insieme al regolamento di
attuazione dell'autonomia delle istituzioni scolastiche (art. 21 l. 58/3/97)
ha dato il via al cambiamento della scuola, svolta epocale che può di fatto avviare
un processo di innovazioni e di apertura del sistema scolastico in un'ottica
di integrazione con il territorio e con il sistema lavorativo e formativo
pubblico. Tale cambiamento scuote e sconvolge la scuola del terzo millennio,
il cambiamento che dà ansia e timore ai docenti, il cambiamento delle regole
del gioco: centralità dello studente, maggiore consapevolezza dell'agire e
collegialità nella programmazione e nella valutazione dell'iter formativo. Punto di rottura è stato
il disagio accumulato negli anni, il malessere vissuto da studenti e docenti,
espressione di un senso di inadeguatezza, di significatività e di visibilità
mal riconosciute; il nuovo esame di Stato rappresenta il processo di
cambiamento caratterizzato da alcuni elementi di transizione fondamentali.
Dall'esame di maturità che fa riferimento a parametri di valutazione generici
e scarsamente individuabili e valutabili (quali aspetti? quali
atteggiamenti?) si passa all'esame di Stato conclusivo di un percorso di
studi da cui si evincono conoscenze, capacità e competenze misurabili,
accertabili, visibili e funzionali ad uno sbocco formativo e
professionalizzante. La certificazione delle
competenze é l'elemento di profonda innovazione che porta con s‚ la
trasformazione del processo di insegnamento/apprendimento e pone come
obiettivo prioritario un ripensamento degli standard formativi del triennio
delle scuole superiori, in termini di arricchimento e aggiornamento dei
curricoli rispetto alle esigenze del "villaggio globale" economico,
sociale, istituzionale dei nostri giorni. Quali le vie da
percorrere? Un atteggiamento
costruttivo ci suggerisce che il cambiamento possibile consiste nella
definizione di un percorso formale che coincide con quello reale tenendo
conto anche degli interessi manifestati dagli studenti, nell'acquisizione di
un percorso valutativo che si sostanzia inizialmente di una valutazione
diagnostica in termini di osservazione dell'esistente e riconoscimento di
bisogni, di esigenze e di strategie da attuare, che prosegue con una
valutazione formativa in itinere, con aggiustamenti di percorsi o di
procedure, e che si conclude con una valutazione finale a consuntivo di
attività e risultati già validati dal controllo del processo messo in atto. Tali cambiamenti
comportano ripensamenti e rivisitazioni della struttura delle discipline e/o
delle aree disciplinari, un profondo impegno riorganizzativo sia nella
formazione dei docenti sia nell'organizzazione e nella gestione delle
istituzioni scolastiche. L'innovazione introdotta
dal nuovo esame di Stato comporta quindi una ridefinizione del ruolo del
consiglio di classe, sottolineato dall'importanza che viene data dal
documento finale di tale organo. Pertanto si pensa al consiglio di classe in
termini di rinnovata collegialità, come luogo della programmazione, della
progettazione comune che implica un approccio multidisciplinare ai saperi,
un'adozione di tematiche trasversali in reiferimento ai concetti di base,
alle terminologie e al metodo scientifico non in alternativa alla specificità
dei contenuti disciplinari. Il nuovo esame di Stato valorizza il consiglio di
classe in termini di responsabilizzazione del percorso didattico e valutativo
(la terza prova ed il colloquio), di consapevolezza e di corresponsabilità
dell'azione educativa e formativa (la commissione d'esame é formata per il
50% circa dai docenti interni alla scuola). Tutto questo non può che trovare d'accordo la redazione di PRAGMA che anche in questo numero continua a riflettere in modo propositivo sulle numerose tessere della "riforma mosaico", consapevole che i nuovi esami di Stato costituiscono una svolta significativa.. |
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