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di Vittoria Bellini
Il primo contatto che uno studente ha con la materia si concretizza attraverso il libro
di testo, attraverso le sue pagine, la forma dei caratteri, i suoi colori; un contatto
immediato, rivelatore di presagi e messaggi inquietanti, un filo invisibile ma diretto con
il docente.
Il testo di Diritto/Economia deve tener presenti le ragioni dei docenti e le ragioni degli
studenti, pertanto deve tener conto del tempo dell'apprendimento e del tempo
dell'insegnamento nella trattazione dei contenuti, scelti tenendo presenti alcuni criteri
come la significatività, la congruenza didattica e l'adeguatezza alle possibilità
dell'apprendimento reale dello studente.
Nei testi per il biennio iniziale i contenuti disciplinari vengono condizionati dalla
valenza formativa del Diritto e dell'Economia, perseguita come finalità. Si può parlare
di cultura, di educazione giuridico-economica quasi a voler sottolineare l'importanza di
un'educazione al sociale dei giovani studenti. L'impostazione modulare di alcuni testi del
biennio rende più facile e flessibile una disciplina che ha un impatto poco accattivante
e risulta particolarmente difficile per lo studente.
Quando il testo si rivolge a studenti del triennio conclusivo, i contenuti disciplinari
vengono condizionati dalla valenza professionalizzante delle discipline, il linguaggio
deve essere sempre rigoroso nella definizione, ma nell'esplicitazione e
nell'esemplificazione dei contenuti deve essere il più possibile vicino al linguaggio
dello studente; in tal modo lo studente ha un impatto positivo, rassicurante, tale da
suscitare curiosità e stimolo per ulteriori approfondimenti.
Quando, alla fine dell'anno scolastico o al termine degli studi, lo studente comincia a
manifestare insofferenza verso lo studio e tutto ciò che lo riguarda, la reazione
immediata è la defenestrazione degli strumenti di lavoro, il cui primato spetta ai libri
di testo.
Per tanti anni, i testi di Diritto/Economia sono stati indirizzati all'istruzione tecnica
o all'istruzione professionale; ciò che ha contraddistinto, in genere, la tipicità di
indirizzo di tali testi è stato l'esiguo numero delle pagine dedicate ad ogni argomento e
il taglio più o meno nozionistico e semplicistico dei contenuti per quanto riguarda
l'istruzione professionale.
Finalmente, in quest'ultimo periodo, i libri di testo di Diritto e di Economia presentano
un'omogeneità nell'impostazione dell'approccio didattico e una scelta dei contenuti
diversificata solo da finalità di programmazione globale riferita alla preparazione di
profili professionali specifici.
A tal fine, va sottolineata la tendenza di alcuni testi più avanzati a proporre un
approccio modulare degli argomenti. Ciò facilita l'apprendimento rendendolo graduale e
permettendo un approfondimento autonomo e completo di ogni argomento; per il Diritto, ciò
si concretizza particolarmente in una scelta adeguata di casi teorici che vengono spiegati
e risolti in modo chiaro e con riferimenti legislativi appropriati; per l'Economia, si
semplifica la trattazione della disciplina attraverso riferimenti pertinenti alla realtà,
utilizzando anche una metodologia grafica che visualizza i fenomeni economici in modo
inequivocabile.
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