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di Ylenia Longoni
Scrivo questo articolo a distanza di un anno dal termine degli studi presso la scuola
superiore IPSSCT "Don Milani" di Meda (MI). Al termine del biennio comune di
base mi sono iscritta a un triennio di specializzazione nel settore turistico. La ragione
della mia scelta si è basata sull'opportunità di trovare uno sbocco lavorativo in un
settore, quello turistico, che oggi è diventato una componente molto importante
nell'economia del nostro paese. Durante il quarto e il quinto anno ho avuto la
possibilità di frequentare un corso parallelo di specializzazione di sei ore settimanali
come "Addetto alla commercializzazione dei servizi turistici" con la Regione
Lombardia; tale corso prevedeva la simulazione della compilazione di biglietteria
ferroviaria e aerea, e il calcolo delle quote per un viaggio e visite alle aziende
turistiche e agli aeroporti. Entrambi i corsi di studi si sono conclusi con un titolo di
studio: il diploma di tecnico dei servizi turistici e la qualifica di addetto alla
commercializzazione dei servizi turistici.
E molto utile sottolineare che entrambi i corsi frequentati prevedono una tesi
finale. Per il diploma di Stato è stata necessaria la stesura di una tesi
interdisciplinare che potesse comprendere tutte le materie scolastiche partendo
dall'analisi di una località turistica appartenente alla Lombardia. Per raggiungere gli
obiettivi prefissati dalla tesi sono state utili visite in loco che hanno dato la
possibilità di rendersi conto in prima persona delle caratteristiche dei vari luoghi. Per
quanto riguarda il corso regionale, esso prevede uno stage della durata di due mesi in un'
agenzia di viaggi al termine del quale è prevista una tesi sull'attività svolta con la
raccolta di materiale. Il tirocinio può essere considerato, secondo me, come il primo
vero impatto con il mondo del lavoro. A questo proposito vorrei raccontare la mia
esperienza.
Il primo giorno che arrivai in agenzia ero abbastanza nervosa, non mi sentivo a mio agio e
soprattutto mi pareva di essere "di intralcio"; non riuscivo capire molte cose
che accadevano perché non le avevo mai affrontate e perciò è stato difficile
ambientarmi. Ho scritto "difficile" perché a scuola ero abituata a cavarmela da
sola, ad impegnarmi per ottenere buoni risultati, riuscendo nel mio intento magari con
fatica, ma anche con soddisfazione.
Poi, con il passare del tempo mi sono ambientata, ho imparato a conoscere persone nuove e
mi sono affezionata molto a tutti coloro che lavoravano in agenzia.
Al termine dei due mesi di tirocinio mi sentivo molto triste perché dovevo lasciare un
ambiente che mi piaceva; per fortuna ciò non è accaduto: mi è stato chiesto di rimanere
e tuttora vi sto lavorando.
A scuola si imparano molte cose; si studia e ognuno ha una materia scolastica che
predilige, ma si impara a vivere anche assieme a coetanei, con i quali si dividono gioie,
dolori, dispiaceri e problemi, e assieme ai docenti. Però durante il lavoro la maggior
parte di tutto ciò che ci è stato insegnato a scuola assume un valore diverso: è
necessario rendersi più responsabili, maturare, diventare un po' più individualisti e
cogliere dai rimproveri, anche se duri, la forza e soprattutto la volontà di migliorarsi.
Ciò mi è stato insegnato durante la, seppur breve, esperienza lavorativa da una persona
alla quale mi sono molto affezionata per tutto quello che ha fatto per me. Tutti questi
cambiamenti sono inevitabili e necessari in quanto per sopravvivere è opportuno adattarsi
all'ambiente, se non si vuole essere messi in disparte. Vorrei aggiungere, però, che non
bisogna mai cancellare ciò che ognuno ha di vero e di buono dentro di sé.
Anche se ho descritto la scuola e il lavoro come due ambienti completamente diversi, è
possibile però trovare un punto in comune: entrambi sono luoghi dove si impara a vivere.
Infine, mi permetto di dare alcuni consigli a chi ancora sta studiando e a chi ha appena
terminato gli studi e si appresta ad entrare nel mondo del lavoro.
E utile impegnarsi in entrambi i campi per ottenere buoni risultati, non bisogna mai
abbattersi davanti alle difficoltà, ma bisogna trovare spunti utili per migliorare, anche
per una maggior soddisfazione personale. Bisogna mettere impegno in qualsiasi cosa si
faccia, anche nella più piccola e forse meno significativa, perché ciò è, secondo me,
una dimostrazione di carattere e maturità. Infine bisogna riuscire a maturare, crescere,
cambiare in meglio senza cancellare la propria personalità.
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