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Questi documenti, tanto effimeri quanto gelosamente conservati, come è tipico di ogni burocrazia dai tempi degli scribi egiziani, non sono per fortuna gli unici.
Le nuove dimensioni del mestiere dellinsegnante, più collegiali, attente al controllo del processo e del risultato, centrate sullapprendimento anziché sullinsegnamento, impongono da questo punto di vista unorganizzazione delle programmazioni e delle prove molto più attenta che in passato. Programmi iniziali, elenchi di obiettivi e di prestazioni osservabili, unità didattiche e prove di verifica strutturate, spunti per la motivazione e testi per le esercitazioni: ogni insegnante che non si limiti alla lezione frontale e al tradizionale leggi e ripeti prepara nel corso dellanno una mole di materiali che tuttavia il più delle volte non vengono riutilizzati neppure nella scuola stessa.
Difficoltà oggettive e sottovalutazioni soggettive concorrono alla ricorrente dispersione di ciò che è stato prodotto; le legittime preoccupazioni per linsegnamento individualizzato si uniscono ai molteplici eventi che scoraggiano o impediscono lo scambio dei materiali: trasferimenti, cambi di classi o di programmi, difficoltà di comunicazione, differenze di impostazione metodologica ecc.
è uno spreco dissennato di risorse e di energie che si ripete quasi puntualmente ogni anno.
Eppure, almeno da Galilei, la trasferibilità delle esperienze è uno dei fondamenti della loro stessa validità, oltre che dellutilità sociale complessiva.
Il mondo della scuola produce molto di più e meglio di quello che emerge sporadicamente attraverso il samizdat didattico, ma al tempo stesso soffre una gravissima sottovalutazione dei problemi della documentazione e della circolazione delle idee: convinti di questo, abbiamo posto tra gli scopi fondamentali della rivista la costruzione di un centro di documentazione che raccolga e faccia circolare i materiali prodotti dalle scuole.
Il nome, centro di documentazione, può suonare polveroso o richiamare per associazione lidea di archivi in cui è faticoso trovare materiali, che in ogni caso risultano poi scarsamente utilizzabili.
E in effetti in molti casi è così, non per incapacità degli organizzatori, ma per i limiti oggettivi del sistema: ogni documento occupa molto spazio, è complesso da archiviare, può essere prelevato in copia, ma non modificato senza doverlo riscrivere interamente. In ogni caso ogni centro può essere utile solo a coloro che risiedono in una zona obiettivamente ristretta.
Per queste ragioni pragma intende aprire un centro di documentazione organizzato come un BBS (Bulletin Board System), cioè un nodo telematico, accessibile via telefono con un computer e un modem (vedi scheda) e consultabile 24 ore su 24 con la sola spesa della telefonata.
Operano da tempo banche dati di questo tipo e a pagamento, così come uninfinità di centri privati (in gran parte gestiti da giovani appassionati di programmazione) offrono a chiunque la possibilità di depositare o prelevare programmi, documenti ecc. trasmessi con il computer.
Lo stesso può avvenire con relativa semplicità per la scuola: chiunque abbia prodotto qualcosa che considera degno di divulgazione potrà inviarlo e depositarlo, perché altri possano a loro volta prelevarlo, riutizzarlo se credono, modificarlo adattandolo alle proprie esigenze specifiche. Rispetto alla carta i vantaggi sono evidenti: facilità di accesso, velocità di ricerca negli archivi elettronici, possibilità di modificare i materiali prelevati (ad esempio aggiungendo oppure togliendo domande ai test) ecc.
Un settore a parte è quello dei messaggi: funzionerà come una cassetta postale in cui chiunque potrà lasciare messaggi, generali o personali, commenti, osservazioni.
è una sorta di agorà elettronica quella che intendiamo aprire e le condizioni di partecipazione saranno le più semplici e ovvie: i materiali depositati devono essere trasferibili su computer e firmati; chi li preleva deve citarne la fonte se li riutilizza.
La rivista, dal canto suo, si assume il compito di organizzare i documenti (catalogandoli per tipo, presentandoli con un breve riassunto ecc.) e di curare gli aspetti tecnici (ad esempio il controllo per eliminare eventuali virus informatici).
I documenti più interessanti, se gli autori sono daccordo, potranno anche essere pubblicati, in modo da farli conoscere a tutti i lettori, per favorirne il prelievo e la circolazione.
Già dal prossimo numero pensiamo di poter avviare il servizio; nel frattempo tutti coloro che vogliono depositare del materiale possono inviarlo mettendosi in contatto con la redazione.
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