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di Paolo Aziani
To pragma era per i Greci il fatto, l'azione conclusa e densa di significato:
indicava l'agire, contrapposto al parlare vuoto, tanto è vero che dicevano " è
necessario".
Pragma ci è perso un termine adatto a rappresentare le ambizioni di questa rivista e,
insieme, la particolare situazione dell'istruzione professionale in questa fase di
trasformazione. Infatti il Progetto '92 modifica profondamente indirizzi, strutture,
organizzazione e contenuti della didattica, fino a ridisegnare la collocazione
dell'istruzione professionale rispetto al resto della secondaria, della formazione
regionale e del mondo del lavoro: di fatto è la prima riforma organica di un settore
della scuola superiore dopo quella di Gentile.
La riforma dellistruzione professionale comporta sconvolgimenti profondi, e impone
sia ai docenti individualmente sia alle scuole tutte di ripensare globalmente fini,
obiettivi, contenuti, profili professionali, procedure di controllo e di aggiustamento dei
processi innescati e dei risultati raggiunti: di qui iniziative, sperimentazioni,
stimolanti novità, ma anche incongruenze, problemi e difficoltà, tanto più faticose da
superare in una situazione, quella della scuola, in cui la forza dinerzia del
vecchio può contare sulle mille incrostazioni burocratiche stratificatesi nel tempo.
Anche per questo si avverte tra tutti i docenti, quelli convinti come quelli perplessi di
fronte alla richiesta di innovazione, un bisogno profondo di discussione, di
approfondimento, di confronto di esperienze.
La ricerca scientifica procede per tentativi ed errori, secondo criteri di ripetibilità e
di verificabilità delle esperienze. Altrettanto si può e si deve fare per la didattica:
ogni progetto, ogni unità didattica, ogni percorso di lavoro sperimentato non può
esaurirsi nellambito della singola scuola, ma va diffuso, perché venga sottoposto
alla verifica di altri, adattato e ripreso.
Ma questo processo implica come condizione fondamentale lesistenza di strumenti e
canali per la comunicazione; proprio questo, in estrema sintesi, è lobiettivo
fondamentale di PRAGMA : offrire una voce e uno spazio alla ricchezza e alla
varietà delle esperienze in atto negli istituti professionali.
La rivista nasce dalla scommessa di un gruppo di docenti da tempo attivi su questi temi e
dalla disponibilità della casa editrice Principato, che in tempi di sponsorizzazioni
intrusive e di basso profilo ha voluto dare fiducia a questo progetto accollandosene gli
oneri e garantendo alla redazione la più totale libertà e indipendenza.
I temi che tratteremo sono quelli già presenti nelle diverse sezioni e rubriche in cui si
articola questo primo numero, dalla discussione sulla situazione del settore, alla
presentazione di esperienze didattiche significative (sia per larea comune che per
quella di indirizzo), alla discussione dei problemi e sono molti che la
sperimentazione comporta. Lo stile sarà volutamente conciso: per scelta e per coerenza
con il nome della testata preferiamo correre il rischio di essere ellittici piuttosto che
inutilmente verbosi, e gli articoli avranno prevalentemente un taglio operativo: scritti
per lo più da insegnanti, si proporranno di offrire strumenti di lavoro, presentare
esperienze già verificate, indicare soluzioni, ma anche segnalare incongruenze,
strozzature e disfunzioni.
Inizialmente con tre numeri previsti per ottobre, gennaio e aprile, nei momenti di
definizione e verifica dei progetti di istituto, la rivista si rivolge in primo luogo agli
altri insegnanti, presidi, operatori degli istituti professionali e, più in generale, a
tutti coloro che sono interessati a quanto avviene nel settore dellistruzione
professionale, poco seguito dai media, quanto essenziale, sia per il numero dei giovani
iscritti (534.000, il 19% di quelli che proseguono gli studi) sia per la collocazione
strategica, al crocevia tra formazione e lavoro.
La redazione comprende già oggi docenti di diverse zone del Paese, che hanno partecipato
fin dallinizio al faticoso avvio del progetto: lobiettivo è comunque quello
di allargarla ulteriormente e di arrivare a costituire una rete di corrispondenti da tutte
le scuole italiane che hanno in atto esperienze significative. Indipendentemente dalla
partecipazione continuativa alla redazione, poi, tutti sono invitati a collaborare
inviando materiali, articoli e interventi o proponendo inchieste, servizi ecc.
La realtà delle scuole è tuttavia infinitamente più ricca di quella che può
rispecchiare questo strumento, forzatamente limitato nella periodicità e nelle
dimensioni: per questo pragma sta lavorando per costituire anche un centro di
documentazione, organizzato come una vera e propria banca dati accessibile a distanza,
nella quale raccogliere tutti quei materiali che, pur non pubblicati, sono di sicuro
interesse.
E' un programma che sappiamo ambizioso, sia rispetto agli obiettivi che alle forze
disponibili, ma per realizzarlo contiamo sulla partecipazione e sullaiuto dei
lettori cui ci rivolgiamo. Del resto, come ben sa chi misura ogni giorno la differenza tra
la didattica progettata e la fatica della sua attuazione in classe, cè sempre uno
scarto tra il rigore geometrico di un progetto e i limiti della sua traduzione effettuale,
ma senza quellambizione e quel rigore non ci sarebbe alcuna pratica razionalmente
orientata.
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