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La riforma dellistruzione professionale di Stato, secondo il progetto 92 si colloca allinterno del sistema scolastico italiano come unico esempio di innovazione della scuola secondaria superiore e per questo prefigura orientamenti didattici e organizzativi che possono fornire indicazioni interessanti a tutti gli altri settori.
Nel Progetto 92 assume unimportanza rilevante il lavoro delléquipe che affianca la figura del preside nella conduzione delle complesse attività caratteristiche di una scuola che si rinnova. Nasce allora la necessità di formalizzare alcuni ruoli intermedi che per certi aspetti possono essere affini alle nuove figure professionali previste (ma scarsamente attivate) dalla normativa, per altri invece sono particolari e specifici di questo settore dellistruzione. Si tratterebbe insomma di istituzionalizzare figure di coordinatori che possano dedicarsi ad importanti e impegnativi progetti attivati negli istituti.
E' pensabile che nella scuola riformata possano essere istituite figure intermedie di questo tipo? E in ogni caso, fin da ora, è possibile prevedere forme di distacco o di incentivazione economica particolari? Se sì, quali?
Dino Pellizzaro
Nella gestione della scuola è difficile trovare il giusto equilibrio per avviare, prima, e supportare, dopo, la trasformazione a sistema delle innovazioni attivate; perché non basta prevedere nuovi percorsi didattici, rigorosi per laspetto scientifico ed avanzati per quello pedagogico, bisogna affrontare i problemi connessi allaspetto legislativo e organizzativo della struttura scolastica.
Il nuovo ordinamento dellistruzione professionale si è collocato, nella fase propositiva e di prima attuazione, come sperimentazione assistita; di conseguenza per laspetto legislativo è incardinato nella normativa vigente e non può prevedere compensi nuovi ma solo una corretta utilizzazione degli strumenti finanziari esistenti, parimenti non può prevedere posizioni di distacco per attività connesse al funzionamento del nuovo ordinamento.
Tuttavia non vi è dubbio che ha posto e pone in chiara evidenza lesigenza di prevedere una diversa attribuzione degli impegni di lavoro e nuove figure professionali in grado di supportare il lavoro del consiglio di classe per una corretta utilizzazione dellarea di approfondimento, il lavoro di progettazione per la realizzazione della terza fascia di specializzazione nel post-qualifica, il rapporto con le strutture operanti nel territorio, senza considerare limpegno che scaturisce dalla realizzazione di progetti europei.
I tempi sono maturi per organizzare un rapporto di lavoro che consideri i diversi impegni di cui si fanno carico oggi i docenti in modo da istituzionalizzare nuove figure intermedie o, comunque, prevedere una riduzione dellorario di lezione per chi operi in altri significativi e documentati progetti di istituto.
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