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Larea di approfondimento è forse laspetto del Progetto 92 più dibattuto fra coloro che da qualche anno lavorano nellistruzione professionale riformata. Esso infatti, soprattutto per la sua caratteristica di contenitore vuoto da organizzare e riempire secondo la progettazione di ogni singolo istituto genera una dialettica di rifiuto-curiosità, ansia-creatività, resistenza-disponibilità normalmente assente nel lavoro didattico.
Questo articolo intende offrire una panoramica su luci ed ombre, cioè vantaggi e svantaggi, positività e problemi, risorse e vincoli dellarea di approfondimento. I punti di vista via via utilizzati saranno gli aspetti dellorganizzazione scolastica più direttamente coinvolti nella progettazione e nella realizzazione dellapprofondimento.
Lorario
Lorario è un vero e proprio rompicapo dellorganizzazione scolastica; in questo caso, poi, si tratta
di quattro ore settimanali in più che raggiungono un monte ore annuale di circa 120 ore. E qui
subito la prima ombra: 40 ore settimanali sono troppe per un adolescente a cui vengono anche
richieste prestazioni di rielaborazione personale degli argomenti; non solo, spesso gli studenti
vengono da lontano, e alle 40 ore settimanali trascorse a scuola devono aggiungerne anche dieci di
viaggio. Eppure, nel corso di questi anni di sperimentazione, è capitato di sentir affermare che gli
studenti stanno volentieri a scuola anche così a lungo, che certe attività svolte nellarea di
approfondimento li gratificano e li motivano; e cè anche chi afferma che il docente, se deve
alleggerire il carico di lavoro individuale assegnato a casa tenendo conto realisticamente del tempo
di cui possono disporre i ragazzi, può però anche utilizzare il monte ore in più per insegnare quel
metodo di studio la cui mancanza è continuamente e da più parti lamentata. Alcuni addirittura
propongono, qualora si volesse accorciare il tempo-scuola, la contrazione delle ore curricolari a
favore di quelle dellarea di approfondimento.
Cè poi il problema della distribuzione annuale delle 120 ore e della loro collocazione allinterno dellorario tradizionale. Ci sono alcune indicazioni ministeriali (e qualche esperienza scolastica) che le accorpano in uno o più pacchetti o moduli intensivi, ma la modalità più diffusa è quella di una scansione settimanale regolare delle quattro ore, lasciate comunque flessibili alle necessità evidenziate nella programmazione dei consigli di classe.
Questa scansione offre ancora un ampio ventaglio di possibilità non vincolanti, ma è naturale che la scelta della disposizione dellarea di approfondimento allinterno dellorario scolastico indichi un grado più o meno elevato di investimento formativo.
I docenti
Parlare dellorario porta ad affrontare la variabile docenti: a quali di essi debbono essere affidate le
ore di approfondimento? La circolare ministeriale n. 69 del marzo 1993 sembra non lasciare alcun
dubbio: soprattutto agli insegnanti di lettere, o comunque a quelli dellarea comune, le cui cattedre
prevedono ore a disposizione.
E il recupero o il sostegno nelle non sempre facili discipline dindirizzo? Il lavoro interdisciplinare su progetti, ineliminabile esperienza di cultura integrata e globale oltre che preziosa preparazione ai nuovi esami di qualifica e maturità? La simulazione lavorativa? La motivazione? Lorientamento e il rioerientamento? La ricerca? Tutto cancellato a colpi di circolari? Per fortuna no. Per fortuna le circolari non si avvicendano sempre e solo a rettifica le une delle altre. Possiamo riprendere, ad esempio, quella del settembre 1991, sempre vigente, in cui si legge: «allinizio dellanno scolastico il Consiglio di Classe dovrà definire lutilizzo delle quattro ore di approfondimento. [...] qualora per le esigenze di recupero programmate si renda necessario procedere ad una organizzazione per gruppi, per ciascuna classe non potranno essere attribuite più di otto ore settimanali [...]. Il raggiungimento degli obiettivi propri dellarea di approfondimento richiede come condizione ottimale che le ore in questione vengano affidate al docente di classe [...]. Pertanto, soltanto nellipotesi di concreta impossibilità di tale soluzione, le ore stesse possono essere affidate ad altro docente dellistituto [...]. Qualora la programmazione comprenda lintervento di apporti esterni, il Preside potrà stipulare appositi contratti di prestazione dopera con consulenti che abbiano specifica competenza nei vari settori professionali...».
Sono vincoli, ma sono anche risorse. Diceva il Preside di uno dei primi Istituti impegnati nella sperimentazione del Progetto 92: «Io mi attengo alla normativa, il che significa anche che tutto ciò che non è espressamente negato, e che è utile al fine del raggiungimento degli obiettivi, può essere praticato». Questo richiede una grande disponibilità a progettare, programmare, organizzare, provare e correggere.
La retribuzione
La variabile docente è strettamente connessa con quella assai spinosa della retribuzione delle ore di
approfondimento. Queste ore, se affidate in eccedenza, consentono un guadagno assai inferiore a
quello delle supplenze, mentre richiedono un impegno lavorativo superiore, per quantità e qualità. è
però anche vero che si tratta di periodi definiti di tempo e non dellintero anno scolastico, che
quasi sempre si ha a che fare con un gruppo ristretto di studenti, meno impegnativo di unintera
classe, e che spesso si riescono a mettere a punto strategie e strumenti ricchi di ricadute in termini
di professionalità e ricerca didattico-scientifica. Certo, la ricerca non sempre paga in Italia, e in tutti
i campi. Cè però chi dice anche che questo lavoro in più rimane ed entra a far parte di un
patrimonio professionale sempre più fondato, collaudato e organizzato. Troppo ottimismo? Eccesso
di zelo e di etica professionale? Forse.
I gruppi classe
É infine interessante prendere in considerazione laspetto dei gruppi classe, che entra
immediatamente in gioco nellorganizzazione di attività di recupero (per loro natura più mirate e
individualizzate), ma che non è assolutamente esclusa nelle attività di ricerca o simulazione. Ma,
come gestire più gruppi in unora di approfondimento, se già a volte pare difficile coprire una
classe? «Uso intelligente delle risorse», risponde chi comincia a pensare alla scuola come a
unorganizzazione razionale e produttiva. Così si può fare lesempio di un Istituto in cui, durante
alcune ore dellarea di approfondimento, su cinque classi prime, due si sono accorpate sotto la
guida di un solo docente per attività che richiedevano lezioni frontali, proiezioni, compilazione di
questionari; le altre tre, invece, hanno avuto a disposizione globalmente nove docenti che
svolgevano lavori di recupero a piccoli gruppi, anche provenienti da sezioni diverse. Certamente è
più facile accorpare classi e gruppi sotto la guida di uno o più insegnanti che appartengano
comunque ai Consigli delle classi coinvolte: cè a volte una certa resistenza a lasciare i propri
studenti ad altri colleghi, oppure a lavorare con alunni che non si conoscono bene. Eppure negli
Istituti professionali le classi si rimescolano continuamente (ad esempio, dalla I alla II per la
selezione, e dalla II alla III per la scelta della qualifica).
Quelli a cui si è accennato sono gli aspetti che maggiormente entrano in gioco nellarea di approfondimento e che sono stati presentati nelle loro caratteristiche più appariscenti e contraddittorie. Può essere allora simpatico concludere questo articolo con un aneddoto. Alcuni studenti di classi prime di un Istituto Professionale Commerciale, per non pochi giorni iniziali dellanno scolastico, chiamavano larea di approfondimento aria di approfondimento, con effetto esilarante per compagni e insegnanti. Eppure il lapsus presenta almeno due indicazioni interpretative interessanti: la prima riguarda limportanza di comprendere e far comprendere il concetto di area didattica come ambito che raggruppa e definisce discipline e attività munite di una identità formativa comune, e per questo meglio relazionabile alle altre; la seconda riflette il desiderio di poter trovare a scuola delle possibilità di spazi (cambiare classe, conoscere strutture, utilizzare aule speciali...), di tempi (spezzare la routine dellorario curricolare, accorpare e scindere attività e discipline) e di relazioni (non pensare al voto, conoscere nuovi compagni e professori, incontrare esperti esterni...) più respirabili e accoglienti proprio perché flessibili e adattabili.
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