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di Chiara Zavarise
Ogni anno a settembre si ripete il rito della elezione dei collaboratori del Preside,
perché? È potere? È fatica? È interesse? Di certo sembra non essere responsabilità.
Spesso si eleggono i meno refrattari a questo compito (quale?), a volte si tratta solo
di definire un gradimento (spesso inutile) allinterno dei tre o quattro che si
propongono. In rare scuole è scontro tra gruppi o piuttosto fan rivali di questo o quel
candidato. Queste sono le scuole in cui esiste un minimo di scelta da parte del
Collegio, di indirizzo anche politico nelle gestione scolastica, anche se il Preside a
volte non nomina Vicepreside il più votato, non tiene in considerazione le proposte
dei collaboratori. In alcune scuole invece il Vicepreside diventa leminenza grigia del
potere, il punto di riferimento per docenti, studenti e applicati.
I collaboratori e la gestione della scuola
Chi sono dunque i collaboratori del Preside? Se vengono eletti dal Collegio, devono
ben rappresentarlo e rispondere ad esso del loro operato. Gli insegnanti
generalmente nella scuola hanno la "sensazione" che la gestione funzioni bene o che
non funzioni bene, ma senza capire a fondo il perché. Di fatto che cosè la gestione
scolastica?
Alcune segreterie ben organizzate hanno definito tutti i compiti di segreteria e li hanno
assegnati a questo o quellapplicato a seconda delle sue capacità; né è risultato un
organigramma in cui insegnanti e studenti sanno subito orientarsi per ogni necessità.
La presidenza è invece un luogo etereo, dove non sai mai se cè qualcuno, perché i
Presidi hanno talmente tanti compiti che spesso sono fuori sede , ne la presenza del
Vicepreside è sicura.
E questo è un altro problema. Dato un orario scolastico di 40 ore e un orario
cattedra di 19, ci vorrebbero 2 Vicepresidi per garantire una presenza costante.
Invece nelle scuole fino a 33 classi lesonero per il Vicepreside è di sole 9 ore! Il
resto è a carico del fondo incentivante, così come le ore degli altri collaboratori,
compresi il Direttore di sede coordinata e lAddetto alla vigilanza di sede distaccata.
I collaboratori del Preside percepiscono meno delle collaboratrici domestiche. Forse
non cè da stupirsi che pochi si sobbarchino questo compito.
Compito che è tuttora ben indefinito. E non cè ancora lautonomia amministrativa
che darà alla presidenza più responsabilità di gestione. Alcuni compiti sono stati già
"distaccati" ad insegnanti per progetti contro la dispersione, per lorientamento ecc.
Questo ha risvegliato la creatività degli insegnanti con un fiorire dei progetti più
disparati. Gli ambiti di intervento e le necessità della scuola stanno diventando
sempre più vaste e la sua gestione tra commissioni, collaboratori, responsabili di
progetti, referenti, coordinatori di classe e Preside piuttosto caotica.
La divisione dei compiti
È forse possibile tentare una definizione e divisione dei compiti:
Coordinatore del personale pernomine supplenti, aggiornamento, permessi esperti;
Coordinatore didattico per programmazione, progetti speciali, approfondimento,
recupero, gite, stages, uscite didattiche;
Coordinatore organizzativo per orario, ritardi e uscite alunni, circolari e avvisi,
dislocazione classi, rapporti con enti esterni. Questultimo sarebbe anche in Vicario
del Preside ed a lui farebbero riferimento gli altri due e gli eventuali altri responsabili
di progetti.
Ovviamente restano le commissioni, possibilmente con un responsabile che collabori
con i coordinatori.
Definendo i compiti, lorganizzazione risulta più chiara ed è forse possibile trovare la
persona più adatta per titoli, abilità e personalità a portarli avanti (il coordinatore del
personale, per esempio, deve essere una persona disponibile e sorridente).
Sarebbe opportuno che a settembre si facesse un bilancio del lavoro svolto da
presentare al Collegio e chi si propone per lelezione porti delle proposte al riguardo
oltre a presentare se stesso, per quel 10/20% di insegnanti appena arrivati che non
votano o si lasciano affascinare dal giudizio di qualcuno che, unico nella scuola, li
informa.
Lelezione dei collaboratori guadagnerebbe così di significato e creerebbe
collaborazione fattiva ed anche maggiormente paritaria tra Collegio e Preside.
Tempi e stipendi
Rimane il problema dei tempi. Lesonero parziale del Vicepreside danneggia sia la
gestione scolastica che le sue classi, che lo vedono spesso assente, in ritardo o
disturbato durante le lezioni; né è giusto che, particolarmente chi lavora in modo
continuativo e con incarichi di responsabilità, venga pagato a forfait dando luogo in
alcuni casi a illeciti amministrativi, per riuscire a compensare le ore in più.
Non si può continuare a caricare la scuola di nuovi compiti e contare sul volontariato
o semi volontariato per portarli avanti.
Lautonomia amministrativa porrà la scuola di fronte a scelte di gestione. Penso che
un tentativo di riflessione in questo campo sia doveroso da parte dei docenti per non
trovarci davanti a soluzioni prese colà ove si puote.
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