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di Vittoria Bellini
Il nemico è in casa nostra ma in quanto tale nessuno lo riconosce o, per lo meno,
nessuno è disposto a riconoscerlo. Questo è latteggiamento più diffuso tra gli
operatori, scolastici e non, nei confronti del fenomeno della dispersione.
Il fenomeno è, comunque, complesso e richiede un atteggiamento introspettivo che
permetta di individuarne i sintomi più evidenti, di analizzarne le cause profonde e di
proporre rimedi non solo di recupero ma, soprattutto, di prevenzione.
Che cosa si intende perDispersione scolastica
È indispensabile chiarire il concetto di dispersione scolastica e identificare le variabili
che la connotano; solitamente il termine viene inteso come abbandono della scuola,
anche se comprende anche le ripetenze, i ritardi, gli spostamenti tra le varie scuole e
le frequenze irregolari. Queste sono variabili statistiche che possono essere
facilmente individuate in quanto definiscono il fenomeno considerato in modo
quantitativo.
Il fenomeno dispersione va considerato anche in relazione a variabili qualitative come
carenze cognitive, mancanza di motivazione, presenza di un disagio di origine
culturale, familiare e sociale. Tutte variabili che danno vita a manifestazioni di
devianza, di disagio giovanile, di insuccesso scolastico.
Le cause della dispersione scolastica
Normalmente si tende ad individuare le cause della dispersione in alcuni
comportamenti degli studenti interpretando in negativo il loro disagio, il "rifiuto delle
cose di scuola", le loro attese deluse e ... la conseguente fuga dal sistema scolastico
nel suo complesso. Tutto ciò costituisce linsuccesso scolastico: lo studente si
disperde.
Il problema in realtà è molto più vasto in quanto si passa dallinsuccesso scolastico
allinsuccesso formativo e pertanto si deve parlare, a questo punto, di un sistema
delle dispersioni che coinvolge operatori scolastici, interventi didattici, attività di
programmazione di percorsi formativi.
In che ambiti si può operare e con quali finalità?
In base a quanto evidenziato finora, la dispersione viene a collocarsi a livello
istituzionale, pedagogico e didattico, pertanto si deve operare in ambiti scolastici ben
definiti quali:
la fascia dellobbligo;
il biennio post-obbligatorio;
il raccordo fra le scuole e le relative problematiche
Le finalità da perseguire sono di prevenzione e/o recupero delle varie situazioni che
possono emergere dallanalisi delle variabili individuate; lindividuazione di tutto ciò
non è casuale ma è riferita a cause interne alla scuola - strutture inadeguate, curricoli
rigidi, rigidità del corpo docente, altro - e a cause esterne alla scuola o legate al
contesto socio-economico-familiare.
Quali interventi?
" Dis-moi ce qui se passe dans ta tê ete, et je taiderai à trouver comment faire des
progrès" (dimmi che cosa ti passa per la testa e io ti aiuterò a trovare il modo per
fare progressi): si tratta della gestione dellapprendimento inventata da Antoine de
La Garanderie, pedagogista francese, per promuovere il successo scolastico.
Bisogna comprendere il funzionamento del modo di apprendere di uno studente per
aiutarlo a fare progressi, bisogna far coinvolgere gli studenti nella scoperta del
proprio modo di apprendere e nella conoscenza di se stessi. Bisogna mettersi dal
punto di vista dello studente per capire il modo di costruire le proprie conoscenze; il
ruolo fondamentale del docente è capire ciò che gli studenti riescono ad apprendere,
la qual cosa obbliga ogni docente a fermarsi e ad aspettarli. Bisogna assumersi
responsabilità culturali come levoluzione del concetto di disagio, il cambiamento
della strategia di prevenzione del disagio; rendere prioritario il concetto di diritto allo
studio inteso anche come garanzia del successo a scuola e intendere la prevenzione
della dispersione come promozione della qualità del servizio scolastico.
Queste considerazioni richiedono interventi mirati sia allattivazione o al
miglioramento delle risorse interne alla scuola sia al coinvolgimento di operatori
sociali, istituzionali e di altre risorse del territorio.
Finalmente si lavora in modo integrato per la prevenzione della dispersione
scolastica, attraverso lassunzione di responsabilità istituzionali come la scelta di
strategie interistituzionali (Progetto Pilota 88 - estensione del progetto,
generalizzazione del progetto C.M. n°257/94 - O.M. 350/94); attraverso
lassunzione di responsabilità operative come la preparazione e lattuazione della
Carta dei Servizi (Principi, Aree I, III, IV), il P.E.I.
LO.M. 350/94 e lO.M. 35/96 allart.6 hanno previsto e reso possibile listituzione
di referenti provinciali per la prevenzione della dispersione, i cui compiti sono
finalizzati a studiare, a progettare, a ricercare forme di interventi mirati sulle scuole
del territorio e a intraprendere attività di collaborazione con i vari enti pubblici,
associazioni ed altro; i distacchi del personale docente e direttivo previsti in merito,
in tutta lItalia, sono stati circa di 350 nel 95 e poco meno nel 96.
Un impegno di rimozione del fenomeno dispersione implica la necessità di lavorare
non solo con i contenuti disciplinari e con le didattiche specifiche ma anche con i
processi, con le relazioni, con i significati. Pertanto bisogna tracciare delle linee
metodologiche ed operative per intervenire sul fenomeno. Occorre trovare una
chiave di lettura della qualità del servizio scolastico, occorre interpretare il disagio ed
il malessere nel rapporto degli allievi con i pari, con gli adulti, con gli operatori
scolastici. A tal fine si definisce un Piano Provinciale di prevenzione, con un
Osservatorio Provinciale e gruppi di lavoro; occorre lavorare anche a livello di ogni
singola scuola.
Per coniugare il Diritto allo Studio con la Qualità dellIstruzione occorre un impegno
forte di tutta lamministrazione scolastica, unazione integrata di tipo interistituzionale
(Progetti Integrati di Area), un approccio sistemico al fenomeno dispersione.
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